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Tutto quello che devi sapere quando inizi a guidare un'elettrica

A bordo della Kia EV2 abbiamo analizzato tutti quei primi passi necessari per godersi a pieno un'elettrica

Kia ev2, prime volte con un'elettrica
22:44
Foto di: Motor1 Italy

E così avete deciso di comprarvi un'auto elettrica. Anzi, la vostra prima auto elettrica. Oppure ci state pensando, ma nel mare di notizie — a volte catastrofiche, a volte entusiastiche — volete capire davvero cosa cambia rispetto a una termica. Abbiamo preso la Kia EV2 e siamo andati in strada per mostrarvi tutto quello che c'è da sapere, senza fronzoli.

Come cambia guidare un'auto elettrica?

La prima cosa che si nota salendo a bordo di un'elettrica è il silenzio. Nessun motore endotermico, nessun rumore. C'è però un piccolo sound artificiale attivo fino a circa 30 km/h: non è un vezzo estetico, ma una questione di sicurezza, pensata per i pedoni in ambiente urbano.

Kia EV2, la prova su strada

Kia EV2, la prova su strada

Foto di: Kia

La seconda sorpresa, spesso sottovalutata, è la coppia immediata. Un motore elettrico non ha bisogno di girare per esprimere la sua forza: la eroga fin dai primissimi istanti, rendendo ogni sorpasso o partenza ai semafori una questione di centesimi di secondo. È quello che si chiama "effetto wow" e che oramai chi guida un'elettrica conosce bene.

Ma è davvero utile usarla così, a tavoletta? In determinate situazioni può essere divertente, persino necessario, ma non è efficiente. Il modo migliore per guidare un'elettrica è veleggiare: accelerare in maniera progressiva, sfruttare la coppia per gestire ogni centimetro di pedale dell'acceleratore, senza sprechi. Aiuta anche il baricentro basso tipico di queste vetture, dato dal posizionamento del pacco batteria sul fondo della scocca: meno rollio, più stabilità in curva.

Kia EV2, la prova su strada

Kia EV2, la prova su strada

Kia EV2, la prova su strada
Kia EV2, la prova su strada
Foto Di: Kia

Due avvertenze importanti per i neofiti: avendo una spinta così pronta, gli spazi di frenata percepiti si riducono — serve fare l'occhio (e l'orecchio, visto il silenzio). E ogni auto elettrica moderna permette di personalizzare l'esperienza con i driving mode: sulla EV2 si trovano Eco, Normal, Sport e Snow, accessibili direttamente dal volante, ognuno con una calibrazione diversa di acceleratore, freno e sterzo.

La rigenerazione: l'elemento chiave

Uno degli aspetti più caratteristici — e potenti — di un'auto elettrica è la capacità di recuperare energia in frenata. Il motore lavora al contrario, come un generatore, e re-immagazzina energia nella batteria ogni volta che si rilascia l'acceleratore o si frena.

La Kia EV2 gestisce questo aspetto in maniera particolarmente raffinata, attraverso paddle dietro al volante che regolano l'intensità della rigenerazione su quattro livelli. Al livello 0 la vettura scorre quasi in folle, ideale per l'extraurbano e le strade a scorrimento veloce.

Kia EV2, la prova su strada
Foto Di: Kia
Kia EV2, la prova su strada

Al livello massimo si attiva il cosiddetto one pedal drive: basta rilasciare il pedale dell'acceleratore per rallentare e fermarsi completamente, senza mai toccare il freno. Una comodità enorme nel traffico cittadino.

C'è poi una mappatura automatica, che dialoga con il radar anteriore e ottimizza la rigenerazione in base al traffico davanti. Tutto questo si traduce in una cosa sola: autonomia reale più alta e consumi più bassi.

Come cambia lo spazio a bordo

Un'auto elettrica - solitamente - riesce ad avere un'abitabilità superiore rispetto alle dimensioni esterne. Questo spesso è dovuto all'ottimizzazione degli spazi figli della piattaforma natìa elettrica dove, la configurazione di organi come motore a combustione interna, serbatoio, organi di trasmissione, lasciano il passo a motore elettrico e batterie.

Anche qui, l'esempio della EV2 è calzante : poggia sulla piattaforma nativa elettrica E-GMP. Misura 4,06 metri di lunghezza, ma grazie al passo allungato — effetto diretto del pacco batteria piatto — l'abitabilità è degna di un segmento superiore. Niente tunnel centrale che spezza la zona dei piedi posteriori, sedili posteriori più generosi, sensazione generale di ariosità.

Kia EV2, la prova su strada
Foto di: Kia

Sul fronte pratico, il motore elettrico è più compatto di uno termico: in questo caso si trova sull'asse anteriore, e nonostante ciò,  ha permesso ai tecnici coreani di ricavare un frunk — il baule anteriore — dove riporre i cavi di ricarica. Così il bagagliaio posteriore rimane libero: 362 litri, fino a 1.200 con i sedili abbattuti, con forme regolari, ganci e luce di cortesia.

Standard di ricarica: cosa sapere prima di comprare

Prima ancora di pensare all'autonomia, conviene ragionare sulla posizione del connettore di ricarica in relazione al proprio garage e alla futura wallbox. Un connettore anteriore, per esempio, può creare qualche grattacapo in caso di tamponamento o semplicemente nella gestione quotidiana.

La EV2 monta due connettori standard: il Mennekes (Type 2) per la ricarica in corrente alternata — wallbox o colonnine lente — e il CCS Combo 2 per la ricarica rapida in corrente continua. La potenza in AC arriva fino a 22 kW nella versione optional, un vantaggio concreto per chi vuole sfruttare le colonnine pubbliche da 22 kW la notte o durante l'orario di lavoro.

In DC, su questa city car, si tocca un massimo di circa 115 kW — non siamo al livello delle berline premium, ma per la categoria è più che sufficiente.

Kia EV2, la prova su strada
Foto di: Kia

I costi? A casa con una wallbox si spende tra i 20 e i 30 centesimi a kWh, praticamente zero se avete i pannelli solari. Sulle colonnine pubbliche si oscilla tra i 60 e i 99 centesimi a kWh a seconda della potenza e del gestore. Il consiglio è farsi uno o più abbonamenti: i pacchetti abbattono sensibilmente il costo unitario.

Batterie: capienza, chimica e quella storia degli incendi

La EV2 è disponibile con due pacchi batteria: 42,2 kWh e 61 kWh. La scelta non è solo una questione di autonomia, ma di utilizzo. La versione da 42 kWh è pensata per la città, con ricarica quotidiana; quella da 61 kWh aggiunge tranquillità sui percorsi extraurbani e autostradali.

Un pacco batteria più piccolo però non è necessariamente peggio: se l'auto è efficiente, pesa meno, consuma meno, e l'autonomia reale può essere sorprendentemente buona.

Kia EV2, la prova su strada
Foto Di: Kia
Kia EV2, la prova su strada

C'è poi la questione della chimica. Le batterie più capienti usano solitamente celle NMC (Nichel Manganese Cobalto): più leggere, maggiore densità energetica, ma meno cicli di ricarica nel tempo. Le batterie più piccole tendono invece verso il LFP (Litio Ferro Fosfato): un po' più pesanti, ma più stabili, con cicli di vita più lunghi e la possibilità di caricare tranquillamente fino al 100% senza stressare la chimica.

E gli incendi? È una delle domande che ritorna sempre. I dati di una ricerca di AutoInsurance negli Stati Uniti dicono che su 100.000 veicoli venduti le auto a benzina che prendono fuoco sono 1.529, le ibride 3.474, le elettriche appena 25. Il tema reale non è la probabilità, ma la gestione: quando una batteria NMC si incendia, il cosiddetto thermal runaway — alimentato dall'ossigeno — è più difficile da domare rispetto a una LFP. Ma si tratta di termini relativi, non assoluti.

Il viaggio lungo: pianificare senza ansia

Fare un lungo viaggio in elettrica non è più l'odissea di qualche anno fa. Il software di bordo della EV2 è integrato con Google Maps e gestisce in autonomia la pianificazione delle soste di ricarica: calcola dove fermarsi, quanto caricare e quanto tempo ci vuole per arrivare a destinazione nel minor tempo possibile.

Il segreto per viaggiare veloci è fare biberonaggi: più soste brevi da un 20-30%, piuttosto che una sola lunga dal 10 all'80% o oltre. Si arriva così ai famosi 10-15 minuti di sosta che, abbinati a un caffè o a un bagno, possono risultare meno "pesanti" da digerire.

 Rimane - de facto - sempre la questione che la guida e il viaggio in elettrico è una scelta.  

Kia EV2, la prova su strada
Foto di: Kia

In Italia ci sono oggi circa 73.000 colonnine: non sempre distribuite in modo uniforme sul territorio, ma sulle grandi direttrici nord-sud e est-ovest la copertura c'è. Anzi, nel nostro paese esiste mediamente una stazione ogni 6 veicoli elettrici circolanti — un rapporto migliore di Germania e Francia, dove si arriva a 1,7 o 1,8 auto per punto di ricarica.

I consumi e i costi di gestione

Durante le nostre prove, la Kia EV2 ha consumato 12,7-13 kWh/100 km in ambito urbano, 14,7 kWh in extraurbano e tra 16,7 e 17 kWh in autostrada — il contesto dove le elettriche soffrono di più, andando a una media di 120-130 km/h. Numeri onesti, in linea con le aspettative per una vettura del segmento.

Sul fronte dei costi d'acquisto, la EV2 parte da circa 26.600 euro nella versione base, con la configurazione intermedia che si attesta intorno ai 30.000 euro.

È vero che, a oggi, un'elettrica costa un po' di più di una termica o ibrida equivalente, ma il costo di gestione è strutturalmente inferiore: meno manutenzione ordinaria (niente cambio olio, frizione, filtri complessi), motore elettrico che dura teoricamente per sempre, e costi energetici decisamente contenuti se si carica prevalentemente a casa.

Nel giro di 3-5 anni, il delta di costo d'acquisto si può riassorbire. Non è una garanzia matematica per tutti, ma è un'analisi che vale la pena fare con il proprio utilizzo in mano.

Insomma, l'elettrico non è per tutti — ma non è nemmeno quel salto nel buio che qualcuno dipinge. Si tratta di gestire un po' di più: capire dove si carica, come si pianifica un viaggio, come si usa la rigenerazione. Chi è disposto a farlo, difficilmente torna indietro.

Fotogallery: Kia EV2, la prova: primo contatto tra le strade di Lisbona