Il pick-up con l'8.3 V10 della Dodge Viper: la prova del Ram SRT-10
500 CV, cambio manuale e trazione posteriore: l'SRT-10 è una "supercar" diversa da tutte le altre e ha un fascino davvero unico
All’inizio degli anni 2000, Dodge si è posta una domanda tanto semplice quanto estrema: cosa succede inserendo un motore da supercar sotto il cofano di un pick-up? La risposta è il Dodge Ram SRT-10, un modello fuori da ogni logica tradizionale.
Sotto il cofano trova spazio l'8.3 V10 derivato dalla Viper, capace di erogare 500 CV e 712 Nm, scaricati sulle sole ruote posteriori tramite un cambio manuale a sei marce. Numeri che gli hanno permesso di conquistare il record mondiale come pick-up di serie più veloce, con una punta di 249,7 km/h.
Dodge Ram SRT-10, gli esterni
Il Ram SRT-10 si presenta con proporzioni imponenti, tipiche dei pick-up americani. La lunghezza supera i 5,3 metri, mentre il passo abbondante contribuisce a una presenza su strada decisamente massiccia. Il frontale è dominato da un cofano bombato con presa d’aria centrale e da una griglia di dimensioni generose, accompagnata da un paraurti che sfiora l’asfalto per enfatizzare l’indole sportiva.
Tra l'altro, può sembrare assurdo per un mezzo del genere, ma Dodge studiò l'aerodinamica dell'SRT-10 nella galleria del vento, elaborando diverse soluzioni come lo splitter e lo spoiler.
I cerchi da 22" - su pneumatici 305/40 anteriori e posteriori - col disegno ripreso direttamente dalla Viper rappresentavano un elemento quasi esagerato per l’epoca.
Il profilo laterale evidenzia la configurazione Regular Cab a due porte, con un cassone lungo circa 1,91 metri che mantiene la funzionalità tipica del mezzo. All'epoca, l'SRT-10 si poteva richiedere anche con la carrozzeria Quad Cab, con la doppia cabina e una lunghezza complessiva che superava i 5,8 metri. Questa versione era abbinata esclusivamente al cambio automatico a 4 marce, mentre il Regular Cab aveva il manuale a 6 rapporti.
In ogni caso, l’assetto è ribassato rispetto a un Ram tradizionale – circa 2,5 cm davanti e fino a 6 cm dietro -, anche se il proprietario italiano di questo SRT-10 ha abbassato ulteriormente la parte posteriore.
Dodge Ram SRT-10, gli interni
L’abitacolo del Ram non si discosta radicalmente da quello delle versioni standard, mantenendo un’impostazione piuttosto semplice. I materiali sono prevalentemente rigidi, coerenti con la natura da veicolo da lavoro, ma non mancano dettagli specifici come le grafiche SRT-10 e l'indicatore della temperatura dell'olio integrato nel montante.
La configurazione è quella di un 2+1: due posti reali e una seduta centrale sacrificata (più adatta a un seggiolino, dato che è presente anche un attacco specifico dietro il sedile stesso), resa poco pratica dalla presenza della leva del cambio manuale, lunga nell’escursione ma relativamente precisa negli innesti. Tra le particolarità spicca il freno a mano a pedale, soluzione tipica dei pick-up dell’epoca ma poco intuitiva per chi è abituato alla leva tradizionale.
Sono presenti vari vani portaoggetti nei pannelli porta e al centro dell'abitacolo, mentre i sedili - dotati di regolazioni elettriche - si possono portare in avanti per ricavare uno spazio dietro di essi, sufficiente per uno zaino.
Curiosa anche la procedura di avviamento, che richiede prima la rotazione della chiave e poi la pressione di un pulsante dedicato.
Dodge Ram SRT-10, la guida
Il cuore del progetto è il V10 aspirato da 8,3 litri, un’unità che rappresenta un manifesto di un’epoca pre-downsizing e le cui origini risalgono alla fine degli anni '80. Sviluppato per la prima generazione della Viper, questo propulsore fu elaborato anche dagli ingegneri Lamborghini, brand che all'epoca era parte del Gruppo Chrysler.
La coppia è disponibile in modo massiccio già ai bassi regimi, con circa il 90% erogato a 1.500 giri, garantendo accelerazioni impressionanti: lo 0-100 km/h viene coperto in circa 4,9 secondi nella versione Regular Cab.
Dal punto di vista dinamico, il telaio deriva dal Ram tradizionale ma è stato aggiornato con sospensioni riviste, ammortizzatori Bilstein e molle più rigide. Nonostante questi interventi, il peso di oltre 2,3 tonnellate si fa sentire: nelle curve veloci il rollio è marcato (ma meno accentuato rispetto ad altri super pick-up moderni, come il Ram TRX) e lo sterzo non particolarmente preciso. Il bilanciamento dei pesi (55/45) è discreto, ma non basta a trasformarlo in un mezzo agile.
Dodge Ram SRT-10 (2004), la prova di Motor1.com
Dove il SRT-10 dà il meglio è sul dritto: la spinta è brutale, il sound è unico e invade l'abitacolo in piena accelerazione, il cambio manuale aggiunge coinvolgimento e la trazione posteriore impone rispetto, soprattutto quando l'asfalto è bagnato.
Con le giuste condizioni di aderenza, l’esperienza di guida diventa estremamente appagante, quasi primordiale. I consumi, intorno ai 4 km/l, passano inevitabilmente in secondo piano, almeno se si usa l'SRT-10 solo saltuariamente. E' anche vero che, trattandosi di un autocarro, non è soggetto al pagamento del superbollo come le supercar tradizionali. Insomma, alla fine i costi di gestione non sono insormontabili.
Fotogallery: Dodge Ram SRT-10 (2004), la prova di Motor1.com
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