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Perché in Europa le auto sportive stanno scomparendo?

Tra Porsche Cayman e Boxster, Ford Fiesta e Focus ST, Honda Civic e non solo: in Europa scompaiono le auto sportive. Perché?

Honda Civic Type R Best Lap
Foto di: Honda

Negli ultimi anni abbiamo assistito, un passo alla volta, al lento tramonto - se così possiamo definirlo - delle auto sportive in Europa. L’addio della Honda Civic Type R, annunciato proprio in questi giorni, è solo l’ultimo capitolo di questa scelta delle tante Case auto, non dettata dalla volontà ma dalla necessità.

Honda, con una formula diplomatica, ha detto che il ritiro del modello dal mercato avverrà “in conformità con la normativa europea”. Tradotto: la hot hatch giapponese non riesce più a stare al passo con limiti delle emissioni sempre più severi. Ma quali sono state le altre auto che ci hanno detto addio negli ultimi mesi e perché?

Tutta colpa delle emissioni, o quasi

Le normative europee sulle emissioni sono sicuramente il primo motivo dell'abbandono europeo delle tante auto sportive a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi. Poco prima della Civic, per esempio, è stato il turno della Mazda MX-5. O meglio, della versione con il motore 2.0, lasciando il solo 1.5 a muovere la cabrio giapponese.

Alcuni mesi prima, anche Volkswagen ha detto addio al cambio manuale sulla Golf GTI mentre e Hyundai ha annunciato l'interruzione della produzione delle i20 N e i30 N, penalizzate dalle nuove soglie di CO2.

Hyundai i20 N (2021)

Hyundai i20 N (2021)

Volkswagen GTI Fan Fest 2024

Volkswagen GTI Fan Fest 2024

Foto di: Motor1.com
Honda Civic Type R Best Lap

Honda Civic Type R Best Lap

Foto di: Honda

Boxster, Cayman e cybersecurity, quando non è solo colpa della CO2

Ma il problema non riguarda solo lo "scarico". Il 2024, infatti, ha visto anche l’uscita di scena in Europa delle Porsche 718 Boxster e Cayman, ma non per le emissioni. Il motivo principale, in questo caso, sono state le nuove normative UE sulla cybersicurezza, che hanno lasciato nei concessionari della cavallina di Stoccarda solo versioni più estreme delle due auto, ovvero la GT4 RS e RS Spyder - grazie a deroghe su base limitata. Cosa c'entra la cybersecurity? La legge europa prevede l'adozione di protocolli contro eventuali intrusioni a distanza nel software delle auto. Aggiornare le 718 sarebbe stato antieconomico per la Casa, quindi addio e grazie. Peccato.

Porsche 718 Spyder RS

Porsche 718 Spyder RS

Sicurezza e omologazioni: il caso GR86 e BRZ

Il terzo protagonista, poi, sono le nuove norme GSR2 sulla sicurezza, he dal 2024 rende obbligatoria l'adozione di vari ADAS (frenata automatica d'emergenza, monitoraggio attenzione guidatore, riconoscimento della segnaletica stradale e via dicendo). A essere colpite, in questo caso, sono state le sorelle Toyota GR86 e Subaru BRZ, uscite di produzione nel 2025. L'Alpine A110, invece, ha ottenuto una proroga fino a luglio 2026, essendo un'auto di un Brand calssificato "a basso volume".

Toyota GR86 edizione Yuzu 2026

Toyota GR86 edizione Yuzu 2026

Foto di: Toyota
Subaru BRZ Touge

Subaru BRZ Touge

Alpine A110 R 70

Alpine A110 R 70

Foto di: Alpine

Tasse da capogiro: il conto salato delle sportive in Europa

Oltre alle regole di cui sopra, poi, ci sono le tasse, che in certi Paesi sono diventate nell'ultimo periodo praticamente proibitive. In Olanda, per esempio, il listino della Toyota GR Yaris parte ora da oltre 89.000 euro. In Francia, tra prezzo di listino e malus ambientali, lo stesso modello può superare i 100.000 euro.

Non è un caso isolato: ogni sportiva con emissioni elevate viene colpita duramente, a prescindere dal segmento. La Toyota Supra, sempre per restare in Giappone, è destinata a uscire dal mercato europeo proprio per lo stesso motivo.

Toyota Supra MKv 2026 Edizione finale

Toyota Supra Final Edition

Foto di: Toyota

Cosa prevede davvero l'attuale normativa UE?

Secondo l'Europa, attualmente le case auto possono ancora vendere modelli ad "alte emissioni", ma devono rispettare le medie di emissioni (per la gamma) di 93,6 g/km entro il 2027, un valore che dal 2030 dovrebbe scendere fino a 49,5 g/km.

Chi sfora è soggetto al pagamento di una multa di 95 euro per ogni grammo oltre il limite, moltiplicato per ogni auto immatricolata. Per giganti come Volkswagen o Stellantis, il rischio è di miliardi, con voci di corridoio che dicono che la prima dovrà versare circa 1,5 miliardi di euro solo nel 2025.

La soluzione, ormai inevitabile, dunque, è l’elettrificazione delle sportive, qualcosa che, però, ha fatto storcere il naso a più di un appassionato negli ultimi mesi. Per saperne di più non resta che attendere.