Il modello atteso nel 2020 non verrà stravolto né fuori, né a livello tecnico: lo spirito della muscle car non sarà intaccato

Gli 852 CV della cattivissima versione SRT Demon hanno dato di che gioire agli appassionati della Dodge Challenger, mai così entusiasti come negli ultimi tempi, dopo l'arrivo nel 2015 della versione Hellcat (717 CV) e l'anno scorso della estrema Demon (852 CV). La coupé statunitense ha saputo infatti “costruirsi” un'ultima parte di carriera assai elettrizzante, a maggior ragione dopo che le potenze hanno raggiunto livelli difficilmente immaginabili solo pochi anni fa. Questo però non toglie che la Challenger rimane un'auto piuttosto in là con gli anni (è in vendita dal 2008), assai più anziana rispetto alla più moderne Chevrolet Camaro e Ford Mustang. La FCA ha in mente però di rinnovarla e con questo rendering in anteprima della Challenger MY 2021 vi facciamo capire come. La vedremo sulle nostre strade nel 2019? Intanto, ecco tutte le altre novità in arrivo.

Modifiche di dettaglio

La ricostruzione grafica che abbiamo messo a punto è basata sulle pochissime informazioni trapelate finora, visto che la FCA ha fatto capire chiaramente con il nuovo piano di sviluppo che intende dare la priorità ai marchi di lusso e ai modelli più redditizi (SUV e crossover). Alla luce di ciò non si attendono grossi cambiamenti per la nuova Challenger, attesa nel 2020 secondo le prime indiscrezioni, che dovrebbe ricevere qualche ritocchino alla carrozzeria senza allontanarsi più di tanto dal modello oggi in vendita: ci aspettiamo una mascherina più sottile, fari a LED sempre di forma circolare (un obbligo per la Challenger) e aperture maggiorate sul fascione, che la faranno sembrare più cattiva anche nelle versioni meno potenti. Non mancherà inoltre l'increspatura sulla fiancata, un dettaglio presente sulla Challenger fin dal 1969.

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La meccanica sarà un'evoluzione

Lo stesso approccio conservativo si ritroverà nella meccanica, che dovrebbe rivelarsi un aggiornamento di quella odierna. La conferma era arrivata direttamente da Sergio Marchionne che aveva smentito l'ipotesi finora più accreditata (ovvero l'utilizzo della piattaforma Giorgio già vista sulle Alfa Romeo Giulia e Stelvio) e fatto capire chiaramente che la Challenger del 2020 adotterà un'evoluzione della piattaforma LX, rivista dai tecnici e aggiornata in profondità. Marchionne aveva detto che la base delle Alfa Romeo non si adatta al concetto di sportività presente negli Stati Uniti, dove la precisione di guida non è considerata essenziale. Fra i motori ci saranno i “classici” V6 e V8, ma non escludiamo l'arrivo di un più efficiente quattro cilindri.

Fotogallery: Nuova Dodge Challenger, il rendering