Effetto nostalgia, design, meccanica e, perché no, portafoglio: ecco perché le youngtimer piacciono tanto

L’essere umano, in quanto tale, è soggetto alla nostalgia. Un sentimento che la Treccani definisce in questo modo: “Desiderio acuto di tornare a vivere in un luogo che è stato di soggiorno abituale e che ora è lontano”. Con luogo si intende ovviamente la casa o la città natale, la cameretta in condivisione con la sorellina o il fratellino, ma anche oggetti ai quali sono legati ricordi indissolubili. Quindi anche libri, cassette e cd musicali, biciclette, moto e auto. Venendo a noi, i nostri Perché comprarla Classic e Ritorno al Presente nascono proprio da questo sentimento.

I responsabili del marketing sono quarantenni

Chi decide cosa è “bello” e cosa no? Chi stabilisce quali oggetti e comportamenti sono di tendenza? In teoria ognuno di noi, nella realtà le influenze cui siamo soggetti dal mondo esterno (pubblicità, film, prodotti nelle vetrine, anche quelle virtuali, etc.) ci portano, più o meno consapevolmente, nella direzione delle scelte di marketing dei grandi gruppi internazionali.

E quanti anni ha, mediamente, chi oggi guida il marketing delle aziende? Circa 35-40. Ecco perché abbiamo assistito, per esempio, al ritorno delle Dr. Martens e delle maxi-zeppe, delle borse all-logo e degli occhiali da sole con lenti tonde, ma anche alla reunion delle Spice Girls.

Oggetti di moda, guarda caso, negli anni Novanta, quando gli odierni quarantenni vivevano la propria adolescenza.

Le auto anni Novanta e le loro qualità oggettive

Insomma, il ritorno delle mode e il riscatto da vecchio a vintage, per qualsiasi oggetto del passato, è fondamentalmente una questione ciclica e generazionale: quando le persone nate in un determinato decennio superano la soglia dei 30 anni, ecco che quel decennio diventa “cool”.

Detto questo, è innegabile che le macchine anni Novanta abbiano delle doti oggettive. La qualità costruttiva, per esempio: è in quel decennio che l’attenzione per i materiali, per le finiture e l’assemblaggio ha toccato i massimi, col risultato che (salvo qualche eccezione…) anche degli oggetti di 20 e più anni sono ragionevolmente affidabili e, dunque, non molto costosi nella manutenzione.

La qualità costruttiva, per esempio: è in quel decennio che l’attenzione per i materiali, per le finiture e l’assemblaggio ha toccato i massimi, col risultato che (salvo qualche eccezione…) anche degli oggetti di 20 e più anni sono ragionevolmente affidabili.

Elettronica "q.b."

Sono gli anni Novanta quelli in cui l’elettronica inizia ad apparire, ma senza essere predominante: permette di migliorare le prestazioni dei motori, senza dominarli. Sempre in tema di motori, i dispositivi anti inquinamento sono appena abbozzati e non “filtrano” le risposte; i turbo sono turbo “veri”, gli aspirati sono aspirati “veri”.

Inoltre, in quegli anni la potenza specifica (i CV/litro, indice di quanto un motore sia “spremuto”) è mediamente più bassa e la durata di alcuni propulsori, se trattati bene, sfiora il milione di km. Per non parlare della dinamica del veicolo, libera dall’occhio vigile dell’elettronica; un sogno per gli appassionati.

Costano poco e, se si svalutano, lo fanno lentamente

L’evoluzione tecnologica delle macchine moderne ha portato anche a un’inevitabile (e giustificata) lievitazione dei prezzi, con la conseguenza che il loro costo, oggi, ha un’incidenza nettamente più alta sul reddito (si parla ovviamente di livelli medi, di macchine che oggi costano non più di 30.000 euro).

In parole semplici: con 10.000 euro, oggi, ti compri una citycar e nemmeno full optional. Per circa la metà, per esempio, ti metti in garage una Mercedes 190 del 1993 con 50.000 km sulle spalle; oppure una BMW Serie 5 del 1992 con il fantastico 2.0 6 cilindri in linea 24 valvole sotto al cofano; ma anche un’Audi TT del 1999. Il tutto, con due vantaggi: il primo è che la svalutazione è più lenta; il secondo è che, anzi, se siete fortunati e/o abili nella scelta, potreste guadagnarci nella rivendita di un modello particolarmente apprezzato.

Risparmi su bollo e assicurazione

Superati i 30 anni di età, in tutta Italia, l’auto (e la moto) non è più soggetta al pagamento del bollo. Deve solo corrispondere una cifra fissa di 28,4 euro come tassa di circolazione. 

Siccome però qui si parla di auto che i trent’anni non li hanno ancora compiuti, bisogna verificare cosa prevede la propria Regione: in Lombardia ed Emilia Romagna, per esempio, le auto che abbiano almeno 20 anni e che siano iscritte all’ASI (Automotoclub Storico Italiano) godono di importanti agevolazioni. Ovunque, invece, sono previsti degli sconti (anche in questo caso, da verificare di volta in volta) sul premio dell'assicurazione

La classifica delle più "cercate" su Subito.it

MODELLO MARCA POSIZIONE
33 Alfa

1

Terrano II Nissan 2
Z3 BMW

3

GTV/Spider Alfa 4
Mini MINI 5
Wrangler Jeep 6
Serie 3 (E36) BMW 7
Barchetta Fiat 8
Land Cruiser Toyota 9
Spider Alfa 10
75 Alfa 11
Samurai Suzuki 12
Delta Lancia 13
Defender Land Lover 14
Pajero ('82-00) Mitsubishi 15
Patrol GR 2^ Serie Nissan 16

Fotogallery: Le 16 young timer più cercate in rete