Tutta nuova, anche nel pianale, questa berlina per gli Usa ha un look più dinamico e sensori nfc per sbloccare le porte con il telefonino

In Italia abbiamo ricordi senz’altro non indimenticabili della Hyundai Sonata, una berlina con la coda che alla fine degli anni ‘90 era una lontanissima parente delle Hyundai di oggi: il suo look infatti era decisamente poco personale, quasi dimesso, e il suo abitacolo non rubava l’occhio.

Al Salone di New York 2019 è stata lanciata l’ottava generazione della Sonata, e sono ben pochi i punti in comune con quella arrivata anche nel nostro Paese: gli stilisti hanno disegnato una carrozzeria assai più slanciata e dinamica, con il tetto che si raccorda dolcemente alla coda e tanti dettagli a darle una personalità ben marcata, come la grande mascherina anteriore, i fari incastonati fra le pieghe del cofano e le scanalature nelle fiancate.

Hyundai Sonata 2019

Un interno di classe superiore

L’ottava generazione della Sonata è più lunga di 4,5 cm rispetto al vecchio modello (raggiunge i 4,90 metri), ha il tetto più basso di 3,0 cm e la larghezza cresce di 2,5 cm. Le dimensioni sono in linea con berline da famiglia come la Ford Fusion (la “nostra” Mondeo) e la Mazda6.

Anche l’interno è stato completamente ridisegnato e ha anch’esso un look più gradevole, oltre a tecnologie al passo con i tempi come lo schermo da 12,3” per la strumentazione e quello touch da 10,25” per il sistema multimediale.

Hyundai Sonata 2019

Non mancano poi le dotazioni che ci si aspetta da un’auto di questo rango: fra queste l’head up display, i sedili riscaldabili ed i comandi vocali. La Sonata è inoltre la prima Hyundai con la Digital Key, un’app per smartphone che sfrutta sensori nfc (gli stessi dei pagamenti senza fili) per aprire le portiere e far accendere il motore.

Al sicuro con 17 visori

Fra le novità della Sonata 2019 c’è anche il pianale, lo stesso che verrà utilizzato da qui ai prossimi anni su svariati nuovi modelli di taglia media e grande della casa coreana: promette migliori doti di guida, una maggiore silenziosità e standard di sicurezza più elevati, perché le forze che si generano dopo un incidente vengono incanalate per arrecare meno danni ai passeggeri.

Sul fronte della sicurezza attiva ci sono 3 sensori radar, 12 ad ultrasuoni e 5 camere, che fanno funzionare la frenata automatica, il mantenimento in corsia, il regolatore di velocità adattivo e l’Highway Driving Assist, che controlla freni, sterzo e acceleratore per far seguire all’auto il flusso del traffico in autostrada. I motori annunciati per gli Stati Uniti sono i benzina turbo 1.6 T-GDI da 184 CV e aspirato 2.5 da 195 CV.

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