Vediamo cosa cambia in termini di stile fra la prima e la seconda generazione del crossover compatto

Per i designer è sempre un arduo compito ristilizzare una vettura di grande successo, a maggior ragione se quell’auto ha fatto proprio dello stile una carta vincente. Nissan però ha scelto l’approccio giusto con la seconda generazione della Juke, presentata nei giorni scorsi a nove anni dalla prima, che proprio grazie al suo aspetto distintivo è diventata fra le crossover di piccole dimensioni più di successo mai realizzate: dal 2010 ne sono state costruite più di 1 milione.

Le linee della nuova Juke infatti sono più tese e scolpite, tanto da conferirle un’impressione di maggiore robustezza, ma si percepisce che i designer non hanno voluto rinunciare a quanto di buono fatto con il vecchio modello, che nel suo piccolo ha ispirato un certo modo di disegnare le auto: è grazie a lei se i crossover hanno puntato su estro e personalità.

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Che occhi grandi che hai

A ispirare gli stilisti della casa giapponese è il prototipo Nissan Gripz, una proposta di stile mostrata nel 2015 che lasciava intuire le novità attese per la seconda generazione del crossover: Da essa la nuova Juke ha ripreso la mascherina più ampia e a forma di V, come per tutte le Nissan più recenti, mentre le luci diurne a led sono più orizzontali e sottili che in passato.

Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova
Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova

Della vecchia Juke restano le luci circolari a metà altezza, pure queste a led, mentre la parte bassa del fascione è sempre in nero per dare un senso di maggiore altezza da terra.

Più lunga, ma sembra più compatta

A ravvivare la fiancata della Juke sono i prominenti archi passaruota, che tuttavia risaltano meno della vecchia generazione: Nissan infatti ha voluto sottolinearli con un fascione in plastica, che li fa sembrare meno sporgenti di prima. I cerchi di 19” (optional) fanno sembrare la Nissan Juke più compatta di quello che è realmente, sebbene la lunghezza aumenti di 7 cm e raggiunga i 4,21 metri.

Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova
Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova

Le maniglie posteriori sono nascoste alla vista (si trovano nel telaio dei vetri posteriore) e in opzione c’è il tetto verniciato a contrasto, che al pari della vecchia generazione è fortemente inclinato verso il lunotto.

Addio, linee morbide

Il posteriore è la parte dove la Nissan Juke cambia maggiormente, abbandonando i tratti morbidi e arcuati del vecchio modello in favore di linee tese e scolpite: si notano in particolare lo “spigolo” sotto il lunotto e la scalfittura nella parte bassa. Sono del tutto nuovi pure i fanali, ora a sviluppo orizzontale, mentre la vecchia generazione li aveva a forma di virgola.

Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova
Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova

Dietro il portellone si trova ora un bagagliaio più capiente, in grado di stivare 68 litri in più (sono 422 con il divano in posizione d’utilizzo). La soglia di carico a 80 cm da terra costringe però a sollevare non poco borse e valigie.

Aumenta la qualità

Anche la plancia non cambia poco, e non solo perché arriva un più ampio e risoluto schermo touch di 8” montato a sbalzo. E’ dall’interno infatti che la Juke dà l’impressione di essere un’auto più “adulta”, perché il nuovo modello ha tessuti e rivestimenti di qualità superiore e l’insieme appare più funzionale: nella consolle ad esempio sono presenti tre bocchette di aerazione, il tasto delle frecce d’emergenza è più facile da raggiungere e i comandi del “clima” sono meglio organizzati.

Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova
Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova

Il cruscotto, senza i due “cannocchiali” della strumentazione, è più lineare, e a coprirlo non c’è più la palpebra dall’aspetto un po’ posticcio, ma un rivestimento di qualità migliore.

Fotogallery: Nissan Juke, il confronto fra vecchia e nuova