I due gruppi sono al lavoro per creare il 4° costruttore automobilistico con l'impegno a non chiudere stabilimenti

È ufficiale: all'alba del 31 ottobre 2019, Fiat Chrysler Automobiles e Groupe PSA hanno a annunciato l'inizio del processo di fusione alla pari, che dovrebbe dare vita (si usa ancora il condizionale in attesa della firma di un memorandum vincolante) a un colosso euro-americano da quasi 8,7 milioni di auto e con un giro d’affari di 170 miliardi l’anno. Le sinergie a breve termine sono stimate per 3,7 miliardi di euro ed è stato messo nero su bianco l'impegno a non chiudere nessuno stabilimento.

Il via libera al processo di aggregazione è giunto al termine del consiglio di amministrazione della FCA, svoltosi nella notte del 30 ottobre, dopo che il consiglio di sorveglianza di PSA aveva già dato parere positivo all’operazione, segno che da entrambe le parti c’era già l'intenzione di andare avanti.

L'ultima fase della trattativa, seguita in tempo reale dalla stampa dopo le indiscrezioni pubblicate dal The Wall Street Journal, si è conclusa dunque senza intoppi, un particolare non scontato alla luce del precedente FCA-Renault.

Tavares alla guida, Elkann presidente

La nota congiunta di FCA e PSA conferma le indiscrezioni trapelate nelle scorse ore: come CEO a capo del nuovo gruppo automobilistico ci sarà con un mandato di 5 anni Carlos Tavares, attuale numero uno di PSA, mentre John Elkann verrà nominato Presidente. Il consiglio di amministrazione sarà composto da 11 membri, 5 di nomina PSA, 5 di nomina FCA più Elkann presidente.

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PSA concederà ai propri azionisti un bonus da complessivi 3 miliardi di euro, mentre gli azionisti di FCA si divideranno 5 miliardi più i proventi della vendita di Comau, società specializzata nel campo della robotica. Queste operazioni sono necessarie per equilibrare il valore in borsa delle due società - che oggi "pende" dalla parte di PSA (23,5 miliardi contro 19,5 miliardi) - redendo possibile un scambio carta contro carta.

La nuova capogruppo con sede in Olanda sarebbe quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e continuerebbe a mantenere un'importante presenza nelle attuali sedi operative centrali in Francia, Italia e negli Stati Uniti.

Cercasi equilibri 

A Tavares spetta il non facile compito di gestire una società che sarebbe in grado di ottenere nel breve termine risparmi per 3,7 miliardi di euro l'anno, attraverso la condivisione di pianali, fabbriche, motori e tecnologie, ma serve riorganizzarsi. Ecco perché si prevede che l’80% delle sinergie siano raggiunte dopo 4 anni ed è stato stimato un investimento una tantum per raggiungere tali sinergie pari 2,8 miliardi di euro. Molto significativo in tal senso è l'impegno a non chiudere stabilimenti.

Gli scogli sono il mercato cinese, dove né FCA né PSA sono ben radicate, e le sovrapposizioni fra i marchi generalisti quali Citroen, Fiat, Opel e Peugeot. FCA però mette sul piatto la presenza in Nord America e i marchi di prestigio, ovvero Alfa Romeo e Maserati, mentre PSA ha nell’elettrico e nella guida autonoma le sue carte principali.

Le dichiarazione degli attuali Amministratori Delegati

Carlo Tavares (PSA): “Questa convergenza crea un significativo valore per tutti gli stakeholder e apre a un futuro brillante per la società risultante dalla fusione. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora con Mike e sarò molto felice di continuare a lavorare con lui per costruire insieme un grande gruppo”.

Mike Manley (FCA): “Sono contento di avere l’opportunità di lavorare con Carlos e il suo team su questa aggregazione che ha il potenziale di cambiare il settore. Abbiamo una lunga storia di cooperazione di successo con Groupe PSA e sono convinto che, insieme a tutte le nostre persone, potremo creare una società leader nella mobilità a livello globale”.

I prossimi passi

La proposta di aggregazione frutto delle discussioni delle ultime ore sarà sottoposta al processo di informazione e consultazione dei competenti organismi di rappresentanza dei lavoratori e soggetta alle consuete condizioni di closing, tra cui le approvazioni finali da parte dei rispettivi consigli di amministrazione del Memorandum of Understanding vincolante e l’accordo sulla documentazione definitiva.

La fusione in numeri (FCA + PSA)

Capitalizzazione 45 miliardi di euro
Fatturato (2018) 170 miliardi di euro
Utile corrente (2018) 11 miliardi di euro
Vendite (2018) 8,7 milioni di auto
Valore sinergie (stima) 3,7 miliardi di euro/anno
Marchi 14
(Alfa Romeo, Abarth, Lancia, Fiat, Chrysler, Maserati, Jeep, Srt, Dodge e Ram Trucks, Peugeot, Citroen, Ds, Opel e Vauxhall)
Dipendenti Oltre 400.000
Stabilimenti 137

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