Questa coupé avrebbe dovuto sancire il rilancio di Saab, ma in realtà è arrivata pochi mesi prima del suo fallimento

Con il senno del poi è evidente che a Saab non ha portato fortuna la scelta di chiamare PhoeniX (fenice, in italiano) il prototipo di coupé del 2011.

In quel momento però il nome aveva un chiaro significato, perché nei mesi precedenti la casa svedese era stata ceduta da General Motors all’olandese Spyker e intravedeva un possibile rilancio: questo prototipo, in altri termini, avrebbe dovuto rappresentare l’auto della rinascita. Nulla purtroppo andò come sperato e Saab dichiarò bancarotta nel 2011.

Cosa resta quindi della Saab PhoeniX? Un apprezzabile esercizio di stile, oltre all’amarezza per un marchio storico che dal quel momento non si sarebbe più ripreso.

Saab PhoeniX Concept 2011

Un pò americano, un pò piemontese

Lo stile della PhoeniX è stato messo a punto da Jason Castriota, designer statunitense sulla cresta dell’onda nei primi anni ’00, quando lavora per Pininfarina e contribuisce alla nascita delle Ferrari 599 GTB e Maserati GranTurismo.

I tratti fluidi della carrozzeria sono un omaggio alla tradizione del marchio svedese e mettono in risalto l’eleganza di questo prototipo, una coupé lunga 4,41 metri con scenografiche portiere apribili verso l’alto, che in alcune soluzioni richiama la UrSaab del 1947 (il primo prototipo di Saab): ha il padiglione che si restringe, fiancate avvolgenti e la mascherina a sviluppo orizzontale.

Il motore (ibrido) era in anticipo sui tempi

L’interno è di chiara ispirazione sportiva, perché ha il volante tagliato, i sedili sportivi con fianchetti pronunciati e un sinuoso tunnel centrale, dove fanno bella figura la leva del cambio manuale e lo schermo a sfioramento di 8”, dal quale si controlla un sistema multimediale assai evoluto per l’epoca: si connette ad internet e fa scaricare delle app.

La PhoeniX è in anticipo sui tempi anche nel motore, che è un ibrido del tutto simile a quelli che troviamo oggi: a dare trazione alle ruote anteriori c’è un 1.6 turbo da 200 CV proveniente da BMW, mentre quelle posteriori sono messe in funzione da un motore elettrico con 34 CV.

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