Da Milano a Roma, passando per Torino e Firenze, i blocchi del traffico si moltiplicano, ma è più una mossa politica che scientifica

Il blocco del traffico sembra un po' come quegli sciroppi dal gusto sgradevole, che vanno assunti a malincuore perché si sa che faranno star bene. Ma è davvero così? Sembra proprio di no, come ci aveva raccontato già nel 2016 il professor Fabio Orecchini, docente di Ingegneria della Sostenibilità all'Università Guglielmo Marconi. “Professore”, gli avevamo chiesto, “perché i sindaci ricorrono così di frequente ai blocchi del traffico?”. La sua risposta: “Perché quando si superano i limiti di legge devono fare qualcosa”.

La stessa tesi è confermata da Cinzia Perrino, direttrice dell'Istituto sull'Inquinamento atmosferico (IIA) del Cnr, che nel corso di un’intervista a La Repubblica ha spiegato che “un blocco del traffico è la cosa più semplice per tentare un'azione immediata, anche se l'efficacia è minima”. Insomma, come abbiamo già scritto più volte si tratta di una mossa più politica che efficace.

Il traffico diminuisce, lo smog no

L’inefficacia dei blocchi del traffico appare evidente dai dati dell’Agenzia regionale del Lazio per la protezione ambientale (l’Arpa), che controlla le centraline utilizzate per il monitoraggio dei livelli di smog nell’aria.

Mercoledì 15 gennaio, un giorno dopo aver bloccato la circolazione anche alle auto diesel con motore Euro 6, nove centraline delle tredici presenti a Roma registravano quantità di PM10 superiori ai valori di legge, ovvero 50 microgrammi per metro cubo. Lunedì erano otto, martedì nove.

La situazione insomma non accenna a migliorare, per lo meno non nel breve termine: ciò dimostra che i blocchi del traffico non sono una soluzione efficace per migliorare rapidamente la qualità dell’aria.

Un coro di no

La condanna ai blocchi del traffico è arrivata in modo pressoché unanime, perché in tal senso si sono espressi l’Unione Petrolifera Italiana e l’Automobile Club d’Italia: nel primo caso parlando di “decisione del tutto ingiustificata da un punto di vista scientifico, senza alcun vantaggio ambientale e quindi inutilmente penalizzante per un’ampia fascia di cittadini”, nel secondo di iniziative “ingiustificate, che non hanno alcun fondamento scientifico e non garantiscono risultati certi”. Non diversa l’opinione dell’Unrae, associazione delle case automobilistiche estere in Italia: il blocco a Roma è stato definito “insensato e inefficace”. Pareri di parte, certo, che in questo però sono anche confermati dai numeri.

Blocchi utili solo per le vecchie auto

Va precisato tuttavia che il blocco del traffico è efficace per bloccare le auto meno recenti, dalla classe Euro 3 e inferiori, perché quelle più moderne sono dotate di raffinati sistemi (come il filtro-antiparticolato) che riducono sensibilmente la quantità di fumi tossici nell’aria. I vecchi modelli ne sono sprovvisti e fermarli perciò ha un'efficacia.

E’ importante sottolineare che la qualità dell’aria è migliorata rispetto ad anni fa, come dimostrano i dati dell’Arpa: nel Lazio, ad esempio, la concentrazione di PM10 nell’aria è passata da una media annua di 50 microgrammi per metro cubo nel 1999 a circa 22 del 2018. Lo stesso vale in Piemonte: considerando una zona urbana, la media di microgrammi per metro cubo di PM10 è passata dai 39 del 2007 ai 28 del 2018.