Dopo un lungo periodo passato in circuito il V12 aspirato fa sentire la propria voce sulle strade intorno a Silversone

Prima si è mostrata, rigorosamente ferma e a motore spento, nei saloni di mezzo mondo e dopo essere tornata in fabbrica per la messa a punto l’Aston Martin Valkyrie ha iniziato a sfogarsi in alcuni circuiti, per testare tra i cordoli il suo powertrain ibrido, col V12 aspirato di 6,5 litri a farla da padrone e 1.176 CV totali, con 900 Nm di coppia massima.

Sessioni impegnative a porte chiuse terminate in questi giorni e che hanno lasciato il posto ai primi chilometri su strade pubbliche. L’hypercar inglese ha così abbandonato l’asfalto di Silverstone, teatro degli ultimi test in pista, per circolare liberamente in mezzo al (poco) traffico della contea di Northamptonshire.

Il V12 e la campagna inglese

Si tratta di un passaggio importante per l’Aston Martin Valkyrie, ormai sempre più vicina alle prime consegne previste per la seconda metà del 2020. Consegne che faranno felici 150 fortunati proprietari, tante sono infatti le unità previste per la versione stradale, alle quali si affiancheranno le ancora più estreme – e destinate unicamente all’uso in pista – versioni AMR Pro.

Fotogallery: Aston Martin Valkyrie, iniziano i test su strada

Al volante dei muletti ci sarà Chris Goodwin – High Performance Test Driver di Aston Martin – accompagnato da un team di ingegneri della Casa inglese e della Red Bull Advanced Tecnologies, che con Aston Martin ha sviluppato la Valkyrie.

Incollata al terreno

Oltre ai fenomenali dati del powertrain, col V12 (firmato Cosworth) capace di toccare quota 11.100 giri e i 1.014 CV che arrivano fino a 10.000, l’Aston Martin Valkyrie si fa notare per la sua aerodinamica estrema ed effetto suolo ottenuto senza vistose appendici appollaiate sulla carrozzeria.