Le nuove Giulia e Stelvio Quadrifoglio hanno riportato in auge una tinta che per il Biscione ha un significato non banale

Provate a pensare a un’Alfa Romeo. Una qualsiasi. Con ogni probabilità ve la sarete immaginata con carrozzeria rossa. Una tinta che affonda le sue radici nel colore assegnato alle scuderie italiane che prendevano parte a corse motoristiche in giro per il mondo. Corse che sono nel DNA di Alfa Romeo e che ne hanno segnato la storia anche per quanto riguarda lo stile.

Ma c’è un altro colore che per Alfa ha un significato particolare: il verde. Verde come il Biscione dello stemma della Casa, a rappresentare il legame con la città di Milano. Ma soprattutto verde come quel quadrifoglio che dal 1923 accompagna tutte le versioni più sportive e potenti della Casa. Una tinta che negli anni ha “vestito” numerosi modelli e che è stata ripresa, con uno speciale trattamento, dai model year 2020 delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio.

Legame col passato

Una tinta chiamata Verde Montreal e che già nel nome è un omaggio alla Alfa Romeo Montreal, la coupé che proprio nel 2020 celebra i 50 anni di vita. Un verde molto peculiare, che ha richiesto studi approfonditi e che ha nel forte “flop” - vale a dire quel caratteristico effetto che lo rende più scuro e quasi tendente al nero nelle zone d’ombra - la sua caratteristica principale.

Un effetto che sottolinea i “muscoli” di Giulia e Stelvio Quadrifoglio grazie alla stesura tristrato e ai vari procedimenti utilizzati per crearlo. Procedimenti checi ha raccontato Rossella Guasco, responsabile reparto Color & Trim di FCA per la regione EMEA.

Un reparto composto da numerosi professionisti con un compito arduo all’interno del Gruppo: riuscire ad anticipare le mode prima ancora che queste prendano piede, creando tinte che possano essere apprezzate su modelli futuri. Una creazione che si avvale anche di consulenze di professionisti extra settore, per captare segnali di quelle che saranno le tendenze di domani.

La creazione di un colore per auto segue iter complessi e lunghi, dalla creazione al via libera da parte dei vari reparti e nasce praticamente ancora prima dei modelli che poi “vestirà” una volta a listino.E, a differenza di un abito che si può cambiare una volta diventato non più di moda, un'auto ha una vita ben più lunga e indovinare il colore giusto si avvicina ad arti divinatorie.

Pigmenti, materiali e lavorazioni che, specialmente in una Casa ricca di storia come Alfa Romeo, affondano necessariamente le proprie radici nell’heritage, per trovare spunti ed ispirazioni. Un passato che osava maggiormente con le tinte - specialmente negli anni '70 - e che è tornato di moda in casa Alfa proprio grazie ai model year 2020 di Giulia e Stelvio.

E, come possiamo vedere di seguito, il verde – pur essendo oggi una tinta di nicchia – ha vestito numerosi modelli.

Fin dal principio

Riuscire ad indicare una data di nascita precisa del colore verde per le carrozzerie Alfa Romeo è difficile: inizialmente infatti furono carrozzieri esterni a dare il colore ai modelli basati sulla RL (la prima Alfa di massa) e poi 6C e solo nel secondo dopoguerra la Casa inizia a creare e definire colori di serie, dando di fatto vita a quello che poi diventerà il Centro Stile Alfa Romeo.

Alfa Romeo Giulietta

Alfa Romeo Giulietta Sprint

Proprio con la prima Giulietta in Alfa Romeo si inizia a dedicare maggiore cura ai vari abbinamenti cromatici e nella sua versione Sprint il verde ha un posto d’onore.

Alfa Romeo Giulia

Alfa Romeo Giulia

Se rosso e bianco rappresentano dei classici senza tempo, negli anni ’60 iniziato ad essere sempre più apprezzate tinte più marcati come ad esempio blu e il verde. Una tinta che raccoglie molti favori tra gli automobilisti, con le varianti Verde Pino e Verde Muschio, adottate su gran parte della famiglia Giulia.

Alfa Romeo Carabo

Alfa Romeo Carabo

Verde o arancione: la concept firmata Bertone fa dei colori accesi uno dei propri marchi di fabbrica, seguita da tanti altri modelli di produzione.

Alfa Romeo Montreal

Alfa Romeo Montreal

La coupé anni ’70 segue le mode del decennio ed è la prima vettura di serie a poter contare su una gamma colori particolarmente ricca e variegata.

Alfa Romeo Alfasud

Alfa Romeo Alfasud

Col nuovo decennio gli automobilisti preferiscono colori meno accesi e il verde va man mano scomparendo dalle tavolozze delle Case, rimanendo disponibile per la Alfasud.

Alfa Romeo Spider

Alfa Romeo Spider

A fine carriera l’erede della Duetto viene presentata con carrozzeria verde e interni beige, binomio tra i più amati e scelti dai clienti.

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio (2016)

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio (2016)

Più avanti le tavolozze diventano sempre più ricche, con tinte elaborate ed effetti di luce particolari, resi possibili da innovazioni chimiche. Il verde rimane a listino e assume anche tonalità più “acide”, fino ad arrivare all’estremo con la Giulia Quadrifoglio vista in “6 Underground”.

Alfa Romeo Giulia (2020)

Alfa Romeo Giulia (2020)

Con l'aggiornamento presentato poco tempo fa la berlina del Biscione ha presentato una nuova palette di colori, tra i quali spicca il Verde Visconti.

Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio (2020)

Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio Stelvio Quadrifoglio (2020)

Ed eccoci tornati all'inizio, con le rinnovate Giulia e Stelvio da 510 CV e la speciale tinta, per ora riservata unicamente a loro, che guarda al passato provando - come sempre avviene nel reparto che si occupa delle tinte carrozzeria di FCA - ad anticipare le mode del futuro. E voi? Di che colore la prendereste la vostra Alfa Romeo?

Fotogallery: Alfa Romeo, la storia in verde