La visita di John Elkann, presidente di Stellantis, e Carlos Tavares, amministratore delegato di Stellantis, alla Maserati ha fatto notizia, ma ancor più le foto che ritraggono il manager portoghese alla guida di un prototipo della nuova Grecale, il SUV che la casa del Tridente si appresta a lanciare tra un paio di mesi e che rappresenta il primo vero progetto di condivisione industriale con il resto del Gruppo.

Idealmente si tratta di un ritorno, visto che il pianale Giorgio – quello di Giulia e Stelvio – è stato progettato proprio a Modena, nel cuore della Motor Valley. Industrialmente è un punto di svolta, perché non era mai successo che la produzione di una Maserati avvenisse a una latitudine inferiore a quella della città emiliana e scendesse fino a Cassino condividendo mani e robot con vetture di altri marchi. Ma non era neppure successo che i capi supremi suonassero a braccetto al citofono di via Ciro Menotti.

C’era da aspettarselo, il momento è fondamentale

La Maserati punta dritto al mondo del lusso e rappresenta per Stellantis la punta di diamante in un duplice senso: è il brand con un potenziale di profitti più elevato e quello con uno zoccolo di tradizione e storia così duro e splendente da legittimare un investimento dal peso specifico importante, per ridare al Tridente quel lucido che merita. Le premesse positive sono numerose e l’ultima è che la produzione annuale della MC20 sia stata già tutta prenotata.

Da questo punto di vista, Maserati gode di tre privilegi. Il primo è che non deve essere oggetto di faticosi collage di marketing e commerciali, come quelli tra i marchi generalisti (Citroën, Peugeot, Opel, Fiat) oppure quelli premium (Alfa Romeo, DS, Lancia e Jeep).

Il secondo è che può finalmente prendere quanto di buono c’è nel gruppo e condividerlo dietro le quinte. Il terzo è poter avere a due passi il Maserati Engine Lab e il Maserati Innovation Lab, due moderni atelier dove sviluppare le specificità del brand, competizioni comprese.

Maserati MC20, dalla neve alla produzione
La linea di montaggio della MC20
Maserati Innovation Lab
Il simulatore dell'Innovation Lab Maserati

Farli funzionare a dovere servirà a fare di Maserati il faro di immagine e tecnologico del gruppo, a legittimarne il posizionamento e le ambizioni. A farne in qualche modo quello che Porsche rappresenta per il Gruppo Volkswagen: sportiva ed esclusiva per l’immagine, ma in grado di portare in cassa profitti importanti attraverso una gamma completa e volumi consistenti. Se la MC20 è la pietra angolare, la Grecale è il primo mattone del nuovo corso che nasconde dietro l’angolo dosi massicce di elettrificazione.

Non una semplice prova su strada

La visita di Tavares e le sue mani sul volante del nuovo SUV di Maserati sono il segno di un’attenzione particolare, ma anche un atto di umiltà da parte di un management alle prese con una realtà ben più complessa e articolata di quanto fosse abituato a fare. E conferma il fatto che il ceo di Stellantis non vuole solo vedere i conti (e nei bilanci di FCA prima e Stellantis poi, Maserati è l'unico brand consolidato a parte), ma andare a testare i prodotti, guidare ciò che i suoi dipendenti progettano e producono. E non solo quello destinato ai concessionari, ma anche quello per le competizioni.

Top management Stellantis alla sede Maserati di Modena
Tavares con la nuova Maserati Grecale cammuffata

La prima apparizione di Carlos Tavares in una Opel fu nel settembre 2017 in un video nel quale si infilava tuta, casco e guanti e, insieme al ceo del Fulmine, Michael Lohscheller, si metteva al volante di una Insignia GSI sul vecchio Nürburgring. Poco dopo l’annuncio nel 2020 del ritorno di Peugeot a Le Mans, il Ceo di Stellantis si è presentato alla vigilia della 24 Ore compiendo il giro d’onore a bordo della 908 HDi che vinse nel 2009 la corsa di durata più famosa al mondo. Per Maserati il portoghese ha guidato una Grecale.

Top management Stellantis alla sede Maserati di Modena
Carlos Tavares durante il test drive della Grecale

Cambiano i marchi dunque, ma il linguaggio è lo stesso. Per quanto Tavares abbia fama di pragmatico e lasci parlare i fatti, con atti come questo pronuncia parole di passione dimostrando che non è solo un semplice amministratore, ma anche un ex pilota e appassionato della guida. Due ingredienti che fanno di lui un autentico “car guy”, forse l’ultimo in grado di navigare spedito nell’era digitale con un cuore “analogico”. La speranza è che sia capace di amare e coltivare i nostri gioielli più di quanto abbiamo fatto noi.

Top management Stellantis alla sede Maserati di Modena
Davide Grasso (ceo Maserati), Carlos Tavares e John Elkann con i dipendenti Maserati

John Elkann è venuto a Modena, ma non ha guidato la Grecale o – almeno – non ha mostrato di averlo fatto. È andato per presentare il nuovo arrivato e per testimoniare la presenza della proprietà. Il fatto che fosse lì, con quella modalità, ha un significato preciso: l’azionista di riferimento vuole vedere la tradizione, le prestazioni e gli investimenti trasformarsi in un futuro sostenibile economicamente ovvero in profitti per sé e tutti gli azionisti. La Maserati ha tutto per riuscirci e proseguire la propria storia, con gloria e dignità.

Il nostro documentario sulla nuova fabbrica Maserati