Il decreto Infrastrutture, appena approvato dal Consiglio dei ministri, ha fatto chiarezza su una questione che cercava soluzione da almeno un anno: quella della targa prova. Si tratta di uno strumento fondamentale per concessionari, carrozzieri, officine e produttori di pneumatici, che fino al 2020 ha consentito a questi soggetti di circolare senza problemi su auto usate, ma non assicurate, per fare i test necessari a svolgere il loro lavoro.

Poi è intervenuta la Corte di Cassazione, secondo cui la targa prova può essere utilizzata solo sulle auto non ancora immatricolate. In pratica, solo sulle nuove.

Una decisione che ha messo in difficoltà rivenditori e altri, perché costretti a stipulare una specifica assicurazione per permettere, ad esempio, di far provare le auto usate a un acquirente. Ma ora il Governo ha rimediato.

Problema risolto

La bozza del decreto Infrastrutture arrivata in Cdm riscrive le regole precedenti, precisando una volta per tutte che

L’autorizzazione alla circolazione di prova (…) può essere utilizzata per la circolazione su strada dei veicoli non immatricolati e di quelli già muniti della carta di circolazione (…), qualora detti veicoli circolino su strada per esigenze connesse a prove tecniche, sperimentali o costruttive, dimostrazioni o trasferimenti, anche per ragioni di vendita o di allestimento

Il testo aggiunge poi che

Dei danni cagionati dal veicolo in circolazione di prova, anche se munito della carta o del certificato di circolazione, ne risponde, ove ne ricorrono i presupposti, l’assicuratore dell’autorizzazione alla circolazione di prova

Vent’anni di incertezze

Il problema, comunque, ha origini lontane. L’uso della targa prova è previsto dal Codice della strada, aggiornato con il DPR 474 del 2001. I primi dubbi sono nati di lì a poco, ma il ministero dei Trasporti provò a superarli con una nota del 4 aprile 2004, che dava la possibilità si usare la targa prova anche sulle auto immatricolate.

Ma il ministero degli Interni è tornato sulla questione 14 anni dopo, con una circolare del 30 maggio 2018, dichiarando che la pratica dei concessionari non corrispondeva totalmente a quanto previsto dal Codice della strada.

L’ultimo episodio era stato appunto un anno fa, quando la sentenza 17665 della Cassazione ha vietato l’utilizzo della targa prova sulle auto già immatricolate, creando alcune difficoltà. Fino a oggi, con “l’aggiornamento del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 2001, n. 474” previsto dal decreto Infrastrutture.