"L'esecutivo Draghi sta lavorando molto seriamente sui temi legati alla transizione ecologica, con un piano molto credibile che è già in corso di implementazione. Ma è chiaro che industria e politica devono andare di pari passo. Se non ci dovesse essere sintonia è chiaro che il processo potrebbe essere incompleto. Ognuna ha bisogno dell'altra". Il ragionamento di Massimiliano Di Silvestre, presidente e ad di BMW Italia è chiaro e lineare.

I governi e l'intero settore dell'automotive "hanno bisogno ognuno dell'altro, perché", spiega in un'intervista al Salone d Monaco, "la mobilità deve essere circolare, cioè deve guardare a tutta la catena del valore". E, per sottolineare questi concetti, Di Silvestre ricorda l'incontro con il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, che "è molto interessato all'idrogeno (BMW  al Salone di Monaco ha presentato la iX5 Hydrogen, ndr) e ci crede molto". A breve, secondo quanto risulta a motor1.com, è in calendario un nuovo incontro con Cingolani.

Strategie di sostenibilità

Di Silvestre ci tiene però a precisare che anche in Italia la Casa bavarese sta accelerando sulla transizione e, in particolare, sull'elettrico:

"Ci stiamo portando avanti: già oggi tutti i concessionari BMW hanno le colonnine standard di ricarica: solo nella nostra sede di San Donato Milanese ce ne sono sessanta. In aggiunta, entro fine anno ci saranno anche i supercharges all'interno dei concessionari. In questo caso stiamo cercando di fare anche lì la nostra parte. Riteniamo poi che sia importante dare un messaggio concreto cercando di sostituire le auto del parco circolante italiano vecchie e che inquinano con i nostri Euro 6, plug-in hybrid e mild hybrid. Noi dobbiamo continuare con il nostro piano, che va oltre l'automobile, e poi aprire un tavolo di lavoro e di collaborazione con la politica".

L'impegno per una mobilità sostenibile è comunque centrale per tutto il gruppo. 

Dal nostro punto di vista non può esserci premium senza sostenibilità. I nostri obiettivi si estendono all'intero ciclo di prodotto, con un approccio che deve essere elettrico, digitale e circolare. Questo vuol dire essere sicuri che i nostri impianti utilizzino fonti di energia pure, significa controllare la catena di approvvigionamento delle materie prime, vuol dire verificare l'estrazione del litio e del cobalto, che sono necessari per le nostre batterie di quinta generazione, e significa che nella progettazione del motore della BMW i4 che debutterà a febbraio del prossimo anno noi escludiamo l'utilizzazione delle terre rare.

Per poi arrivare poi alla produzione e al recycling. Da che cosa è sintetizzato questo approccio? Dal concept BMW i Vision Circular, che sintetizza questa visione di BMW: sostenibile e di lusso al 2040. È un prototipo e di design molto raffinato prodotto esclusivamente con materiali rigenerati e riciclabile al 100%. Questo è il nostro manifesto della sostenibilità.

La sostenibilità, rileva ancora il numero uno di BMW Italia, ha anche dei "passaggi concreti". Come nel caso della BMW iX "che debutterà il 13 novembre sul mercato italiano, con il suo da design d'avanguardia e i grandi spazi interni". 

BMW i Vision Circular al Salone di Monaco 2021
BMW i Vision Circular al Salone di Monaco 2021

"Poi abbiamo la BMW i4 con la quale arriviamo nel cuore dei valori del brand, perché parliamo di sportività. È un'auto incentrata sul piacere di guidare senza emissioni che si abbina alla qualità premium senza compromessi, con un'ampia gamma di servizi di assistenza alla guida, digitali e di connettività. Inoltre vanta un'autonomia di 590 chilometri nel ciclo Wltp".

E il discorso ritorna inevitabilmente all'idrogeno, alla tecnologia fuel cell "con la seconda generazione rappresentata dalla BMW iX5, che inizialmente vedrà una piccola flotta di vetture che inizierà a girare dal 2022. Noi crediamo", conclude Di Silvestre, "che questo possa essere l'altro pilastro della mobilità elettrica percontribuire  al nostro obiettivo carbon neutral definitivo al 2050".