La Ford Escort terza generazione è ormai diventata un modello classico, eppure 41 anni fa ha rappresentato una vera svolta innovativa per la gamma europea dell'Ovale Blu, aggiornando piattaforma e stile. Con versioni sportive che hanno tenuto testa anche al riferimento del segmento, la Volkswagen Golf GTI.

Alla rivale tedesca, la Escort "III" si è senz'altro ispirata nell'impostazione, passando ad esempio anche alla trazione anteriore, anche se per certi versi si poteva considerare persino più ambiziosa.

Tutto nuovo tranne il nome

I lavori di sviluppo della Escort III sono cominciati nel 1975 mentre il primo modello è arrivato nel 1980: una 3/5 porte moderna e lineare che conservava il trequarti posteriore caratteristico del marchio Ford, fondendolo con una riuscita linea a due volumi e mezzo con portellone posteriore che era tra l'altro uno dei primi esempi di applicazione di questo tipo di carrozzeria.

I motori erano tre, di cui uno con albero a camme laterale e aste-bilancieri (il 1.117 cc) e due con albero a camme in testa e camere emisferiche (il 1.297 cc e il 1.597 cc) tutti montati trasversalmente e abbinati alla trazione anteriore e a cambi a 4 e 5 marce. Invece, il retrotreno “libero” presentava una geometria a ruote indipendenti. Sul mercato italiano i 3 propulsori rispettivamente da 55, 69 e 79 CV, si combinavano con i quattro allestimenti base, L, GL, Ghia.

Essendo così profondamente rinnovata rispetto alle precedenti generazioni, Ford ha valutato di cambiarle anche il nome. A impedirlo è intervenuto il fatto che quello scelto, Erika, fosse già stato registrato da un altro costruttore.

Ford Escort 1980 - 1992

Tra speciali e sportive

Poco dopo il lancio, per non perdere il passo rispetto alle “cattive” dell’epoca quali Volkswagen Golf GTi 1.8 (rappresentante di una stirpe che ancora vive), Fiat Ritmo Abarth 125 TC, Mitsubishi Colt Turbo e Renault 5 Turbo, Ford ha lanciato anche la sportiva XR3: disponibile solo a 3 porte, era dotata di alettone posteriore, spoiler anteriore, cerchi in lega, fendinebbia, paraurti in tinta ed equipaggiata con una versione a carburatore doppio corpo da 96 CV del 4 cilindri di 1.6 cc.

Nel 1983 è arrivata l'alimentazione a iniezione elettronica e la potenza è salita a 103 CV mentre nel la gamma si è allargata con la Escort Cabriolet nelle varianti con motore 1.3 da 69 CV o XR3i con il 1.6 da 103 CV. Nel 1985, infine, è arrivata la RS Turbo, equipaggiata con una versione turbocompressa da 136 CV del 1.600.

Ford Escort 1980 - 1992

Il restyling

Nel 1986 un profondo restyling ha dato origine alla Escort MkIIIB. A cambiare sono stati principalmente il frontale, completamente ridisegnato, più morbido e affusolato, i paraurti integrati nella carrozzeria, i gruppi ottici posteriori e gli interni (inediti, con nuova plancia, sedili, volante, nuovi pannelli porta e rivestimento del padiglione).

Dal punto di vista tecnico la novità consisteva, essenzialmente, in una rivisitazione dei motori con i 1.1 e 1.3 arricchiti del sistema HCS che consentiva loro di funzionare a combustione magra e ridurre i consumi (le potenze sono scese rispettivamente a 50 e 60 CV), mentre il 1.600 a carburatore è stato affinato aumentando la potenza a 88 CV. Nel 1987 la gamma venne completata con l’introduzione di una nuova versione del motore CVH, di 1.392 cc e con 75 CV, che andava ad inserirsi tra le 1.3 e le 1.6.

Lo stesso anno ha poi debuttato la RS Turbo, equipaggiata con un 4 cilindri CVH di 1,6 litri sovralimentato con turbocompressore Garrett T3 e intercooler, da 133 CV. Disponibile nella sola versione a 3 porte e molto sportiva, ha avuto un buon successo, dovuto anche ad una soluzione innovativa per l'epoca: un differenziale a slittamento limitato con giunto viscoso Ferguson sull’avantreno.

Fotogallery: La Ford Escort Mk III 1980-1988