In un mondo sempre più connesso, anche le strade hanno abbracciato, e continueranno ad abbracciare, le nuove tecnologie. Il faro da seguire, in questo rapido processo di evoluzione, è sicuramente quello di garantire una maggiore sicurezza ai cittadini.

L’argomento è stato al centro dell’ultima edizione del “Salotto digitale della guida alla sicurezza”, organizzato da Viasat, azienda impegnata nel settore, e moderato da Francesco Signor, direttore responsabile Guida alla Sicurezza del gruppo.

Occhio di falco

Un esempio di come le innovazioni possano aiutare le persone a sentirsi più sicure viene da Milano, dove il Comune si è alleato con Viasat per sperimentare un sistema chiamato Eagle Eye, basato sulla soluzione Street Control del gruppo.

Il meccanismo è stato spiegato da Roberto Carreri, direttore R&D e Innovazione digitale di Atm: la polizia locale utilizza un dispositivo che rileva fino a 100 targhe al secondo in tempo reale. Grazie poi a un collegamento con la banca dati della motorizzazione civile, Eagle Eye avvisa gli agenti se ci sono irregolarità: dall’assenza dell’assicurazione alla mancanza della revisione o alla presenza di denunce per furto.

“È una logica di partenariato pubblico-privato che sta funzionando”, ha commentato Carreri. A lui si è aggregato Valerio Gridelli, Chief of BU Smart Connect di Viasat: “Negli anni consente di fare milioni di verifiche”. Numeri dunque importanti, considerato che “la mancanza di assicurazione riguarda circa il 10% dei veicoli”, ha aggiunto Gridelli.

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Progetti simili, è stato spiegato durante il Salotto, possono essere utilizzati anche nei parcheggi o per altri motivi: ad esempio, rilevare le buche sull’asfalto, le fuoriuscite dai tombini e persino le "invasioni" di cinghiali in città.

eCall anche sulle moto

Durante la call si è ricordata anche l’utilità di eCall, il sistema di chiamata d’emergenza che si attiva automaticamente in caso di incidenti. Obbligatorio su tutte le nuove auto dal 31 marzo 2018, può ovviamente essere installato anche su quelle precedenti, sempre in nome della sicurezza degli automobilisti. E le moto? Al momento, nessun obbligo, anche se l’Unione europea ci sta lavorando.

Paolo Magri, presidente Confindustria Ancma (Associazione nazionale ciclo motociclo accessori), ha spiegato che la sua associazione si sta muovendo per dare un’accelerata all’obiettivo. Per questo partecipa al progetto sAFE, finanziato dall’Ue, per “definire i riferimenti normativi affidabili”.

“Ci siamo occupati – ha raccontato Magri – della definizione dei requisiti minimi per i sistemi eCall aftermarket. Dal punto di vista industriale, assistiamo a un’attenzione significativa dei costruttori per anticipare queste prospettive”.

Un futuro più assicurato

Ma la sicurezza deve essere vista a 360 gradi. Anche il ramo assicurativo può dunque fare la propria parte, investendo in tecnologie adeguate. Il settore si è già mosso, offrendo “prodotti diversi e più semplici, che non richiedono la mediazione degli agenti”, ha spiegato Simone Ranucci Brandimarte, presidente di IIA (Italian Insurtech Association).

In questo modo, gli automobilisti potranno stipulare un contratto solo attraverso sistemi digitali. “In futuro, vivremo in un mondo più assicurato”, è la previsione di Ranucci Brandimarte. Compito degli assicuratori, in questo scenario, sarà “proporre soluzioni tecnologiche per rispondere alle esigenze del mercato”, è stata la considerazione finale del Salotto, fatta da Paolo Ravicchio, Chief of BU Insurtech Viasat.