Lancia, tutti i 4 cilindri a V "stretta" dalla Lambda alla Fulvia
Ispirati dai motori aeronautici, i 4 cilindri Lancia a V "stretta" sono stati utilizzati dal '22 al '76, anche nelle corse
Il marchio Lancia non è ricordato soltanto per l'eleganza delle sue auto o per i risultati ottenuti nelle competizioni, ma anche per aver portato numerose innovazioni tecniche in diversi momenti storici, iniziando dagli Anni '20 e dalla celeberrima Lancia Lambda.
Quest'ultima oltre alla carrozzeria a scocca portante, alle sospensioni anteriori a ruote indipendenti e ai freni sulle ruote anteriori, si distingueva anche per l'originale motore 4 cilindri a “V stretta”: una soluzione introdotta nel 1922 e utilizzata fino al 1976.
Due file di cilindri sfalsate
La storia del 4 cilindri a "V stretta" di Lancia, a dire il vero, non nasce per applicazioni automobilistiche: questa innovativa architettura, infatti, è stata sviluppata dalla Casa torinese già dal 1915 per i motori aeronautici che richiedevano una struttura dalle dimensioni più compatte per essere montati in fusoliere strette. I vantaggi in termini di ingombri e performance hanno spinto Lancia ad adottarlo anche sulle automobili, iniziando dalla Lambda dal 1922.
I 4 cilindri erano organizzati su 2 file sfalsate con un angolo tra i 10° e i 20°, in base al modello a cui erano destinate, me racchiusi in un singolo blocco e con una singola testata. Questa configurazione garantiva una riduzione concreta degli ingombri, sia in lunghezza sia in larghezza rispetto ai motori a V e a quelli in linea, e consentiva di concentrare il peso spostare il peso verso la parte centrale del veicolo, rendendo l'avantreno più agile.
Le prime versioni
Come abbiamo detto in precedenza, il primo 4 cilindri a "V stretta" ha equipaggiato la Lancia Lambda, tra il 1922 e il 1931: aveva un angolo tra le coppie di cilindri di 14° ed era proposto in 3 cilindrate differenti: 2.120, 2.374 e 2.568 cc con potenze rispettivamente di 48, 58 e 68 CV. Condividevano la distribuzione monoalbero e la corsa dei pistoni di 120 mm, mentre a variare era l'alesaggio che passava da 75 a 79,37 a 82,55 mm.
Successivamente, sulla Lancia Artena ne è stata proposta una versione da 1,9 litri che riprendeva l'alesaggio del 2.6 della Lambda ma che disponeva di una corsa ridotta a 90 mm. La potenza in questo caso era di 54 CV a 4.000 giri. La prima vera rivoluzione del 4 cilindri a "V stretta" è però datata 1934 ed è arrivata con la Lancia Augusta, spinta da un V4 a 18° da 1,2 litri (alesaggio 69,85 mm x corsa 78 mm) e 35 CV.
A queste prime versioni si sono aggiunte aggiungevano quella da 1,4 litri offerto sulla Lancia Aprilia, quello da appena 903 cc e 28 CV della piccola Ardea e, nel 1953, quello della Appia, con angolo di 10°, cilindrata di 1,1 litri e potenze comprese tra 37 e 47 CV.
Il 4 cilindri a "V stretta" della Lancia Fulvia
L'ultima serie dei motori a "V stretta" è stata progettata da Ettore Zaccone Mina e utilizzata fino al 1976 sulla Lancia Fulvia. Questo motore, con angolo di circa 13° tra file di cilindri e cubatura di 1,1 litri, si caratterizzava anche per la corsa corta (alesaggio 72 mm × corsa 67 mm) e la distribuzione con un albero a camme per le valvole in aspirazione e uno per le valvole di scarico.
Questo motore veniva montato in posizione inclinata di 45°, una soluzione che consentiva di abbassare ulteriormente il baricentro della vettura. Le dimensioni compatte, inoltre, miglioravano le prestazioni dinamiche della Fulvia, come confermano i risultati ottenuti nei rally dalla leggendaria Fulvia Coupé HF, equipaggiata con un propulsore da 1,6 litri (alesaggio 82 mm x corsa 75 mm) con angolo tra i cilindri di 11° e una potenza massima di 130 CV.
La loro epopea è terminata nel '76 con l'uscita di scena della Fulvia Coupé, ma non troppi anni dopo, Volkswagen ha ripreso l'idea per realizzare una serie di motori a 6 e 5 cilindri noti come VR6 e VR5 introdotti su Golf e Corrado nei primi Anni '90. Da questo concetto sono poi stati sviluppati anche i celebri motori a W come quello che tuttora equipaggia la Bugatti Chiron.
| Motore | Potenza | Modelli |
| 2.120 cc | 48 CV | Lancia Lambda serie I-VI 1922-26 |
| 2.374 cc | 58 CV | Lancia Lambda serie VII 1926-28 |
| 2.568 cc | 68 CV | Lancia Lambda serie VIII-IX 1928-32 |
| 1.927 cc | 54 CV | Lancia Artena 1931-1942 |
| 1.196 cc | 35 CV | Lancia Augusta 1933-1936 |
| 1.352 cc | 46 CV | Lancia Aprilia 1937-39 |
| 1.486 cc | 47 CV | Lancia Aprilia 1939-49 |
| 903 cc | 28 CV | Lancia Ardea 939-53 |
| 1.090 cc | da 37 a 47 CV | Lancia Appia 1953-63 |
| 1.091 cc | da 58 a 70 CV | Lancia Fulvia 1963-72 |
| 1.216-1.231 cc | da 79 a 80 CV | Lancia Fulvia, Fulvia Coupé 1967-1970 |
| 1.298 | da 87 a101 CV | Lancia Fulvia GTE e Coupé HF 1968-76 |
| 1.584 cc | 130 CV | Lancia Fulvia Coupé HF 1968-76 |
Fotogallery: Lancia, i motori 4 cilindri a "V stretta"
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