Rinnovabile, ma non inesauribile: l'acqua è una risorsa relativamente disponibile (anche se in modo non del tutto omogeneo) che va però salvaguardata da un consumo eccessivo e soprattutto dall'inquinamento. Per questo l'acqua è al centro di programmi per il risparmio e il riutilizzo nelle fabbriche di auto, seconda per importanza soltanto ai fabbisogni energetici.

L'impiego di acqua nella produzione di auto avviene infatti in diverse aree e in forma attiva o passiva: direttamente nei reparti verniciatura e lastroferratura, indirettamente nei sistemi di raffreddamento e riscaldamento di macchine e ambienti, che però in gran parte dei casi producono acque reflue contaminate nocive per l'ambiente. O meglio, producevano.

Un premio per chi consuma meno

Le cose sono cambiate da quando l'impatto ambientale, non soltanto energetico, è entrato tra i parametri con cui si valuta l'efficienza globale di ogni sito e quello generale di ogni azienda. Ed è tanto importante da aver portato non soltanto alla creazione di regolamenti, ma addirittura di premi che agenzie per la salvaguardia ambientale o le stesse case costruttrici assegnano agli stabilimenti con i coefficienti migliori o con i maggiori indici di miglioramento annuali.

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Premi come quello che recentemente la US Environmental Protection Agency, nota come EPA, ha assegnato allo stabilimento Ford di Louisville, nel Kentucky, dove il progetto per il recupero e riutilizzo delle acque reflue ha totalizzato un risparmio complessivo dal 2000 ad oggi pari a oltre 12,5 miliardi di galloni, vale a dire circa 50 miliardi di litri d'acqua.

Lo stabilimento Ford di Louisville

Parte di questo risultato è stato ottenuto con un sistema di depurazione per ripulire l'acqua e riavviarla alle varie aree di utilizzo. Tuttavia, una parte sostanziosa del programma ha riguardato negli anni la revisione degli stessi processi produttivi, che ha l'obiettivo finale di annullare i prelievi di acqua dolce per queste attività e lasciare soltanto quelli destinati all'uso e al consumo umano, da riciclare e riutilizzare a sua volta in fabbrica.

A tale scopo, nel 2020 è stato avviato un nuovo procedimento per utilizzare parte delle acque reflue, recuperate e depurate, nel pre-trattamento delle vernici. Questo ha ottenuto il doppio obiettivo di ridurre ulteriormente sia il prelievo di acqua dalla rete sia il volume delle stesse acque reflue destinate all'impianto di depurazione comunale.

Nel primo anno completo di funzionamento, questo processo ha prodotto da solo un taglio di oltre 5 milioni di galloni, intorno ai 20 milioni di litri di acqua, dell'acqua prelevata dall'impianto cittadino. Un dato che, rapportato alla produzione dello stabilimento, si traduce in 22 galloni (oltre 80 litri) in meno per ciascun veicolo costruito e in un risparmio economico annuale di 50.000 dollari.

Lo stabilimento Ford di Louisville

Una goccia dopo l'altra

Un centinaio di litri non sono pochi, anche se rappresentano una quota ancora modesta rispetto ai quasi 4.000 litri che si stima servano mediamente per tutte le procedure necessarie alla costruzione di un'auto. Che vanno dal raffreddamento dei macchinari al lavaggio dei componenti fino all'uso diretto nei processi di verniciatura ad acqua i quali negli ultimi decenni hanno sostituito quelli a base di solventi chimici, più inquinanti.

Si tratta di una quantità enorme, che può appunto essere in buona parte recuperata con tecniche di riutilizzo a ciclo chiuso come quella applicata da Audi nello stabilimento di San José Chiapa, in Messico. Qui un complesso trattamento di depurazione consente di riavviare alla produzione circa la metà delle acque reflue prodotte dall'attività umana e produttiva, vale a dire circa 300 milioni di litri l'anno.

Audi, il

Gli altri modi di proteggere l'acqua

Ridurre il consumo di una risorsa come l'acqua dolce, che alcune parti del mondo scarseggia, e abbattere l'inquinamento delle falde, è il primo e forse il più diretto modo di salvaguardare questo indispensabile elemento. Tuttavia non è l'unico: altre iniziative apparentemente più distanti hanno come obiettivo, diretto o secondario, anche la protezione dei mari e dei laghi.

Tra queste, ricordiamo il protocollo di BMW per l'esclusione di tutte le materie prime derivanti da trivellazioni sottomarine che sono dannose per l'ecosistema marino. Ci sono inoltre i programmi di pulizia degli oceani e delle coste dai rifiuti, in primo luogo dalle plastiche che possono essere a loro volta riciclate in componenti o tessuti sintetici come fanno già diversi costruttori tra cui Hyundai, Seat e Skoda.

Idrogeno, la produzione per le fuel cell

L'acqua come fonte di energia

Non va poi dimenticato che i corsi d'acqua dolce (e anche le maree) possono diventare a loro volta fonte di energia pulita in diversi modi.

E' il caso delle centrali idroelettriche che alcuni stabilimenti, come quello Subaru di Gunma (in Giappone), hanno adottato come esclusiva fonte di approvvigionamento. Oppure si può utilizzare l'acqua come materia prima per ricavare idrogeno o carburante sostenibile, una soluzione complementare e per certi versi alternativa all'elettrificazione.

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