Un'assonanza fortunata ha trasformato un piccolo comune nella provincia di Cremona in una sorta di Mecca per i pandisti di tutto il mondo. Panda a Pandino è nato per gioco, una sorta di scherzo sui social, ma ben presto è diventata una cosa seria: il raduno di Fiat Panda più grande del mondo. E l'edizione 2022, la prima dopo la pandemia, è stata quella dei record con 939 equipaggi arrivati all'ombra del castello visconteo del piccolo centro lombardo da tutta Europa e non solo.

Una Panda per tutti i gusti

Durante il raduno si sono viste Fiat Panda di tutti i generi: vecchie e nuove, dalle utilitarie più basic degli anni '80 fino alle ultimissime ibride, ma anche quelle raffreddate ad aria, disegnate da Giugiaro, le 4X4 più estreme, quelle passate sotto interventi massicci di tuning e anche qualche esemplare oltremodo maltrattato.

Tra loro spiccava l'esemplare del Sahara Racing Cup e una rara Panda Italia 90, con tanto di copriruota a forma di pallone. Tanti i premi assegnati ai partecipanti: dalla dalla “Panda meglio consevata” alla “Panda più tamarra”, dalla “Panda più banale” alla “Panda 4x4 più elaborata” fino al premio “Panda Antonio Narducci”, istituito per ricordare il giovane pandista della provincia di Foggia rappresentato dai genitori Grazia e Michele e dal fratello Donato, giunti all’evento con Panda di Antonio, grazie all’impegno della famiglia Pesola-Varva di Buccinasco, meglio nota come “Famiglia Social”.

Panda a Pandino 2022_1

Le Panda per Pandino

Il record di presenze segnato per questa quarta edizione non è solo un successo per la community di pandisti italiani e non solo, ma anche un'opportunità per dare una mano al territorio. Come ha spiegato il gestore della pagina Facebook Panda a Pandino, William Jonathan:

"Il fatto che ogni edizione sia sempre più dirompente, è la dimostrazione di quanto anche la Panda, nella sua semplicità, possa essere un importante vettore per ripartire anche, o soprattutto, in momenti così difficili!”.

E infatti il ricavato della manifestazione, al netto delle spese organizzative, verrà ridistribuito alle associazioni del territorio che si occupano di volontariato, come gesto di solidarietà e di sprono a ripartire dopo la pandemia.