La Germania è contraria allo stop Ue dei motori termici del 2035
Lo dice il ministro delle finanze Christian Lindner, che afferma che diesel e benzina devono resistere in alcune nicchie
Anche la Germania prende posizione sullo stop alla vendita di auto nuove con motore benzina o diesel in Europa a partire dal 2035. E la posizione è nettamente contraria.
Il governo tedesco, per voce del Ministro delle finanze Christian Lindner, afferma che non rispetterà i piani comunitari sul divieto di vendita di nuove auto dotate di motore a combustione fissato tra 13 anni.
Sì all'elettrico, no ai divieti assoluti
In un suo intervento tenutosi ieri presso la BDI, associazione degli industriali tedeschi, Lindner ha affermato che ci saranno ancora delle nicchie di mercato in cui i motori endotermici saranno ammessi. Rincarando la dose, ha aggiunto in modo esplicito che la decisione del Parlamento Europeo è sbagliata e che il governo tedesco si trova in disaccordo con la legislazione comunitaria.
Linder, che fa parte del Partito Liberale Democratico tedesco, al momento alla maggioranza insieme all’SPD e ai verdi, ha anche detto che questo non significa che la Germania non continuerà ad avere un ruolo di leader nella transizione ecologica e nella diffusione dei veicoli elettrici.
Si deciderà in autunno
Il fatto è che ci saranno regioni nel mondo in cui la mobilità elettrica non potrà essere introdotta se non tra molto tempo. Ma un divieto sulla vendita totale dei motori a combustione in Europa porterà le Case a smettere di sviluppare questo tipo di propulsori, che invece potrebbero essere utili altrove.
È per questo che Lindner afferma che la decisione del Parlamento Europeo è sbagliata. Dello stesso avviso si era dichiarato recentemente anche il ministro dei trasporti Volker Wissing, ma all’interno della maggioranza c’è una discussione abbastanza accesa sull’argomento. Va bene rispettare il piano Fit for 55, ma ci vuole un po' di flessibilità.
E adesso? L’iter per l’approvazione definitiva della norma approvata dal Parlamento Europeo è ancora lungo, con ancora passaggi di confronto prima tra le commissioni competenti dell’Europarlamento, poi tra Consiglio Europeo, Commissione e Parlamento. La decisione finale sarà presa in autunno.
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