Il mercato dell'auto in Europa non sta bene, anzi. I primi 6 mesi di questo tormentato 2022 hanno restituito un -14% nelle immatricolazioni rispetto al 2021, con cali generalizzati per le Case e i Gruppi. Inflazione galoppante, crisi dei chip e delle materie prime sono alla base del continuo crollo delle vendite, senza che si veda una vera luce in fondo al tunnel.

Una situazione che vede però alcuni marchi riuscire non solo a rimanere a galla, ma anche a crescere e aumentare di conseguenza le proprie quote di mercato. Ma vediamo nel dettaglio la classifica dei 10 marchi auto più venduti in Europa nei primi 6 mesi del 2022.

I 10 brand più venduti in Europa (gennaio - giugno 2022)

  1. Volkswagen 488.468
  2. Toyota 317.979
  3. Peugeot 295.342
  4. Renault 275.199
  5. Mercedes 256.081
  6. BMW 253.475
  7. Audi 230.744
  8. Kia 228.842
  9. Skoda 224.533
  10. Hyundai 212.629

Non la "solita" crisi

Tra i 10 brand top in Europa solamente Kia e Hyundai hanno visto crescere le vendite nel primo semestre 2022 rispetto allo stesso periodo del 2022, rispettivamente con +14,3% e +3,9%. Il resto è un trionfo di segni meno.

Gli europei non amano più le auto? Dura fare statistiche precise, ma probabilmente non è questo il punto. L'inflazione ha tagliato i budget delle famiglie? Di certo il potere di acquisto della classe media è diminuito. Il motivo principale dell'ennesimo crollo delle immatricolazioni però è (anche) un altro: non ci sono auto e i tempi di attesa lievitano a dismisura.

La fabbrica Toyota di Valenciennes

La guerra in Ucraina ha aggravato una situazione di per sé già critica, creando nuovi problemi in una catena di approvvigionamento e distribuzione di materie prime uscita malconcia dai vari lockdown.

Difficile quindi fare commenti approfonditi sui vari cali delle Case, come Volkswagen che perde il 22,4% rispetto al primo semestre 2021, ma ha già venduto in realtà tutte le auto elettriche disponibili per quest'anno e difficilmente potrà implementare la produzione dopo lo stop forzato di febbraio negli stabilimenti di Zwickau e Dresda. Il nodo quindi non è l'appeal.

Fattura graduale della Volkswagen E-Golf presso la fabbrica trasparente di Dresda

Curioso però come all'interno del colosso tedesco i segni "+" siano di Porsche (+6,5%) e gli altri brand sportivi e di lusso come Bentley, Bugatti e Lamborghini che assieme crescono del 40%. "Magie" di una esclusivissima nicchia di mercato che se da una parte diventa una sorta di "bene rifugio", dall'altra è più abituata a lavorare quasi "on demand" con tempi ben più dilatati rispetto ai generalisti, riuscendo ad assorbire meglio il colpo inflitto dalla crisi.

Il futuro on demand

Produzione on demand che fa e farà parte di Alfa Romeo, il brand che all'interno della galassia Stellantis (dove cresce solo DS, +10,7%) perde meno (-3,8%), probabilmente proprio grazie anche a una nuova filosofia portata da Jean-Philippe Imparato: niente più piazzali pieni e stock strabordanti, ma produzione mirata e già venduta ancora prima di entrare nelle linee. E l'arrivo della Tonale potrebbe essere un altro motivo per un risultato non così negativo come per il resto del mercato.

Alfa Romeo Tonale 1.5 hybrid, la prova su strada

Un approccio che in Stellantis riguarderà l'intero polo premium (con DS e Lancia) e che potrebbe portare benefici con una sorta di "decrescita felice" dal punto di vista delle auto prodotte ogni anno, con maggiori margini.

Scelta ristretta

A crescere è anche Dacia, +16% e per un soffio fuori dalla top 10 con 210.526 immatricolazioni, che ha dalla sua listini da sempre all'insegna del "value for money" e un particolare approccio alla crisi: concentrarsi sulla produzione di pochi allestimenti - i più ricchi - garantendo ai clienti tempi di consegna brevissimi e limitando la possibilità di personalizzazione.

Dacia Duster Extreme (2021)
Tesla Model Y

Un altro modo di vedere la filosofia "on demand", guidando la domanda e dichiarando fin da subito che altre scelte comporteranno tempi di attesa particolarmente lunghi.

Lo stesso sta facendo Renault con la Arkana in versione "Fast Track": allestimento unico, una sola motorizzazione e scelta libera solo per i colori carrozzeria: bianco, nero o grigio. Stesso discorso per Tesla (i cui dati di mercato non sono stati resi noti) che per la Model Y prodotta nello stabilimento alle porte di Berlino accetta ordini solo se nera o bianca. In quel caso la consegna è garantita entro ottobre 2023. La volete di un colore diverso? Nessun problema, il vostro crossover elettrico verrà prodotto a Shanghai e non arriverà prima di marzo 2023. Segnale evidente dei tempi che corrono.