Mercedes W116, la prima Classe S compie 50 anni
La dinastia delle ammiraglie Mercedes non è iniziata con lei, ma la W116 ha introdotto ufficialmente la dicitura "S" e anche l'ABS
Le origini della Classe S, ammiraglia Mercedes e riferimento per le berline di lusso, risalgono a ben prima degli anni in cui la Casa ha iniziato a usare questa denominazione. La sua dinastia rimanda alle imponenti auto degli Anni '30, proseguita nel Secondo Dopoguerra con la 300 (W186/189) seguita dalla W112 e infine dalla W108/109, per molti la prima S "in pectore".
Tuttavia, formalmente, la dicitura S-Klasse, dove "S" stava per Superior, è stata adottata nel 1972 con la W116. Al tempo della sua nascita non era il modello più grande e lussuoso di Mercedes, essendo ancora in produzione l'enorme e opulenta 600, tuttavia ha dato il via alla famiglia che tuttora rappresenta il top di gamma Mercedes-Benz.
Obiettivo sicurezza
La W116 aveva una struttura ancora più massiccia e robusta delle vetture precedenti, che già da fine Anni '50 mettevano in pratica le ricerche sulla protezione dei passeggeri del prof. Bela Barenyi con strutture indeformabili e aree a deformazione progressiva per cofano e bagagliaio. Lei ci aggiungeva il serbatoio spostato sotto i sedili anziché sotto il bagagliaio, in posizione meno esposta a collisioni, e il volante imbottito.
La sua lunghezza al lancio era di 4,95 metri nella versione standard e 5,06 in quella lunga, circa 6 cm più della precedente W108/109 che superava invece di oltre 10 cm (2,86/2,96 metri contro 2,75,2.85), mentre il peso, da 1.600 a 2.000 kg a seconda del modello, aumentava in media di 150 kg.
La vera rivoluzione arrivò però nel 1978, quando la W116, ormai avviata alla fine del suo ciclo, introdusse come opzione il primo sistema antibloccaggio freni o ABS: sviluppato da Mercedes in collaborazione con Bosch, successivamente perfezionato sulla sua erede, la Classe S W126 presentata alla fine del '79.
Quasi soltanto V8
Come sulla contemporanea SL R107 (detta, non a caso,"Panzerwagen"), strutture così solide e pesanti richiedevano motori di grossa cubatura: per questo, la gamma a benzina della W116 incluse quasi esclusivamente motori V8. L'unica eccezione furono i modelli "base" 280 S e 280 SE, che montavano un 6 cilindri da 2,8 litri, nel secondo caso a iniezione elettronica e poi meccanica (più affidabile), con potenze comprese tra i 160 e i 185 CV leggermente ridotte nelle versioni per mercati con norme più stringenti sulle emissioni.
Il resto del listino era composto, appunto, da unità a 8 cilindri 3.5 M116 e 4.5 M117 che equipaggiavano i modelli 350 SE/SEL e 450 SE/SEL, capaci di esprimere tra i 200 e i 225 CV, anche qui con iniezione prima elettronica poi meccanica. Il cambio era manuale a 4 marce per il 3,5 litri e per il 6 cilindri, mentre la 450 offriva di serie un automatico a 3 rapporti.
La 6.9 e la 300 turbodiesel
La carriera della W116 fu relativamente "tranquilla": salvo le piccole evoluzioni dei motori già descritte, il cuore della sua gamma non ricevette aggiornamenti significativi nei suoi otto anni chiusi con oltre 470.000 esemplari prodotti e il titolo di Auto dell'Anno per il 1974.
Fanno eccezione due aggiunte, importanti per ragioni tra loro differenti. Sul fronte benzina, nel 1975 arrivò la versione top di gamma 450 SEL 6.9: disponibile soltanto a passo lungo, come suggerisce la sigla, montava una versione del motore M100 della 600 aumentato nella cilindrata fino sfiorare i 7 litri e con una potenza di 290 CV. Si tratta, ancora oggi, del motore dalla maggior cubatura mai prodotto da Mercedes.
L'altra grande novità, apparsa nel '78, portava la sigla 300 SD ed è ricordata come la prima motorizzazione turbodiesel su una vettura di serie anche se, curiosamente, all'inizio fu venduta soltanto in Nordamerica. Era l'evoluzione del 5 cilindri da 3 litri OM617, diffuso già su altre berline medie e veicoli commerciali della Stella, ma con in più il turbocompressore per una potenza, allora notevole, di circa 110 CV, poi portati a 120 CV.
Il super-V8 pesò relativamente poco nel bilancio della W116, pur superando le 7.000 unità, la versione 300 SD, disponibile soltanto a passo corto, totalizzò oltre 28.500 esemplari diventando la quinta variante più venduta nella storia di questo modello.
Fotogallery: Mercedes-Benz Classe S W116 1972-1980
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