Il cuore della gamma Mercedes è da sempre rappresentato dalle grandi famiglie di berline diventate nel tempo le odierne C, E ed S, intorno alle quali la Casa ha costruito una gamma tra le più ricche e variegate sul mercato. C'è però un modello che per certi versi si può considerare ancora più antico delle berline stesse, almeno nella denominazione che è ancora la stessa dagli Anni '50.

Quel modello è la SL, presenza fissa nei listini della Casa da poco meno di 70 anni in forma di roadster ma che trova le sue più antiche origini nel 1952, l'anno di nascita di quella sigla di due lettere destinata a regalarci più di un modello indimenticabile.

Le ali per correre

SL, acronimo di "Sport Leicht", traducibile in "sportiva leggera", fu utilizzato per la prima volta per definire una vettura da competizione concepita nei primi 'Anni '50, la 300 SL W194. Si trattava di una due posti con telaio a traliccio e un motore 6 cilindri di 3 litri ereditato dalle ammiraglie 300 ma con 175 CV e porte ad apertura verticale, inizialmente limitate ai soli finestrini e antipasto delle successive "ali di gabbiano".

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Mercedes 300 SL W194 1952
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Mercedes 300 SL W194 1952 - dettaglio

Quest'auto ottenne numerosi successi in quell'anno, aggiudicandosi tra le altre cose la 24 Ore di Le Mans e la Carrera Panamericana. L'importatore Mercedes per gli Usa Max Hoffman, ai cui suggerimenti si deve la nascita di diversi capolavori postbellici tra cui la BMW 507, consigliò a Mercedes di produrne una versione stradale che cavalcasse l'onda dei successi sportivi.

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Mercedes 300 SL W198 - Prototipo

Dalla "Gullwing" alla prima Roadster

Il modello di serie riprese il nome e l'architettura della prima SL, ma ebbe uno specifico sviluppo: siglata W198, si caratterizzava per l'adozione del primo motore a iniezione diretta della storia Mercedes, sempre a 6 cilindri di 3 litri, ma con 200 CV di potenza.

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Mercedes 300 SL W198 1954
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Mercedes 300 SL W198 1954 - retro

Destinata a diventare una delle auto più belle e significative di tutti i tempi, la 300 SL "Al di gabbiano" stradale (chiamata "Gullwing" in inglese e "papillon, farfalla, in francese", mentre in patria fu soprannominata "flugenturen"- "porte volanti"), conservava però il difetto, dovuto alla particolare struttura, di un accesso all'abitacolo poco agevole, specie per la clientela matura che rappresentava il suo principale target, oltre che del prezzo elevato.

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Mercedes 300 SL Roadster W198 II 1957

Per questo motivo, nel 1957 la SL coupé fu evoluta in una più pratica roadster: la meccanica rimase la stessa, ma furono modificati il telaio, risagomato per consentire l'uso di portiere convenzionali, e la zona posteriore per alloggiare la ruota di scorta senza sacrificare il bagagliaio, mentre nel frontale arrivarono fari verticali che incorporavano proiettori principali e indicatori secondari secondo lo stile del periodo.

Mercedes SL 190 1955 (1)
Mercedes 190 SL 1955

La piccola 190 SL

Già prima che la 300 SL arrivasse sulle strade, lo stesso Max Hoffman aveva intuito che prezzo e scarsa praticità avrebbero limitato la diffusione di quella che in effetti appariva una vera e propria supercar per la sua epoca. Dunque, egli chiese a Mercedes di pensare da subito anche a un modello più accessibile, sia "fisicamente" sia economicamente, da affiancare all'esclusiva "Ala di gabbiano".

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Mercedes 190 SL 1955 - interni

Nel 1955, due anni prima che la W198 evolvesse in roadster, Mercedes introdusse dunque la 190 SL, basata su un pianale derivato da quello della popolare berlina 180 e contraddistinta dalla sigla W121BII e spinta da un "piccolo" motore a 4 cilindri da 1,9 litri con 105 CV. Questa si considera tuttora la vera capostipite della dinastia arrivata ai giorni nostri, anche se per via dei "soli" 4 cilindri a volte la stessa Mercedes ha trascurato di citarla quando ha rievocato l'epopea delle sue roadster.

Mercedes 230 SL
Mercedes 230 SL "Pagoda" 1963

La 230/250/280 "Pagoda"

Nel 1963, quando sia la 190 sia la 300 uscirono di produzione rispettivamente con 3.300 e 26.000 unità circa, la sigla SL passò a un nuovo modello che di fatto rappresentava l'evoluzione della prima, per quanto con un motore a 6 cilindri. Siglata W113, ma con il nome commerciale di 230 SL, sarebbe però diventata celebre con il soprannome di "Pagoda" dovuto a un accessorio molto popolare, l'hard top in metallo dalla forma squadrata che ricordava vagamente i classici templi orientali.

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Mercedes 280 SL 1968 profilo
Mercedes SL 230-250-280 1963-69 (4)
Mercedes 280 SL 1968

Il suo motore di 2,3 litri derivava da quello delle 220/230 W111, ed erogava inizialmente 150 CV. Questo modello ebbe pochissime modifiche nei suoi 8 anni di carriera: la principale riguardò due aumenti di cilindrata del motore, passato prima a 2,5 litri e per compensare le perdite di potenza dovute ai dispositivi anti-inquinamento richiesti da alcuni mercati, e poi a 2,8 e 170 CV.

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Mercedes 350 SL R107 1970

La "Panzerwagen"

Nel 1970 arrivò la terza generazione di SL, la R107, nata intorno a nuovi concetti costruttivi e quindi molto diversa dalle precedenti, con una massiccia struttura di sicurezza che la rese molto pesante procurandole il soprannome di "panzerwagen" (carro armato) e suggerendo sin dall'inizio di alzare anche il tiro con le motorizzazioni. Fu dunque la prima SL a 8 cilindri, spinta da un V8 3,5 litri da 200 CV (4,5 litri negli Usa sempre per via delle restrizioni sulle emissioni) evoluto poi negli anni fino a 5 litri e poco meno di 250 CV.

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Mercedes SL R107 1970 retro
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Mercedes SL R107 1970 interni

Non si trattò comunque dell'unica nota caratteristica di questo modello, che fu anche il primo ad offrire più di una motorizzazione: al V8 si affiancarono presto anche unità a 6 cilindri da 2,8 e 3 litri nel corso di una carriera lunga, che rappresenta tuttora anch'essa un primato assoluto in Casa Mercedes, proseguita fino al 1989 senza un restyling davvero importante.

Dal lancio e fino al 1980 la SL R107 fui accompagnata da una coupé siglata C107, con passo allungato e 4 posti. Si tratta tuttora dell'unico caso in cui Mercedes sviluppò una coupé da una roadster anziché dalle berline contemporanee.

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La R129 del 1998 e la 300 SL Roadster del 1957

La SL "moderna"

Con la quarta generazione, arrivata dopo un modello eccezionalmente longevo, fu abbastanza naturale assistere a una vera rivoluzione tecnica e stilistica: la R129 nacque dalla matita di Bruno Sacco, padre tra le altre delle leggendarie W124 e W201 (la 190 che alla fine di quest'anno ne compirà 40), e rimase in commercio per circa 13 anni segnati da 2 restyling relativamente leggeri e un cambio di denominazione.

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Mercedes SL 600 R129 1993

Nel corso degli Anni '90, infatti, Mercedes rivoluzionò la logica delle sigle, scegliendo di mettere la lettera che identificava il tipo di vettura davanti alle cifre indicanti la cilindrata. Quindi la 300 SL diventò SL 300, la 500 SL cambiò in SL 500 e via dicendo.

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Mercedes SL 600 R129
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Mercedes SL R129, il roll bar di sicurezza

A proposito di motori, all'inizio degli Anni '90 Mercedes sostituì anche i 6 cilindri in linea con nuovi V6 identici nelle cilindrate, e introdusse i primi motori a 12 cilindri il primo dei quali finì anche sull'esclusivissima SL 600 facendo da base alla 60 AMG, prima SL ufficialmente elaborata dal centro sportivo di Affalterbach insieme ad altre speciali "fuoriserie".

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Mercedes SL R230 2003 a tetto chiuso

L'era del tetto rigido

Nel 2003 la SL cambiò di nuovo stile introducendo i fari tondi e un'altra novità quasi assoluta, il tetto non più in tessuto, ma metallico, soluzione sperimentata qualche anno prima con la piccola SLK. Quello della nuova SL W230 era più sofisticato e scenografico, realizzato in tre parti con lunotto che ruotava per seguire la curva del pannello superiore e ridurre un po' l'ingombro che andava discapito del bagagliaio. 

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Mercedes SL R230 2003

Questa generazione ebbe quasi da subito versioni AMG ufficiali (55 e poi 65) e anche nuove tecnologie in fatto di sicurezza e dinamica di guida, con le raffinate sospensioni Active Body Control. Al pari delle altre SL rimase in listino ben più dei canonici 6 anni che rappresentano lo standard per le auto di serie, ma per la prima volta lo fece spezzandolo con un restyling intermedio (2008) piuttosto importante, talvolta considerato erroneamente una nuova generazione.

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Mercedes SL R231 2013

L'ultima classica

La sesta generazione, R231 del tardo 2012, è quella che ha fatto parlare meno di sé: costruita in alluminio e con linee mature e austere, ha toccato la potenza-record di 630 CV con la versione 65 AMG Performance, ma soprattutto, va considerata l'ultima SL della serie classica. Dalla fine della produzione, terminata nel 2020, è infatti trascorso circa un anno prima che fosse ufficialmente presentata la nuova e attuale R232.

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Marcedes-AMG SL 63 4Matic+ R232 del 2022

La nuova SL

La SL 2022, che si distingue per essere stata sviluppata direttamente dal reparto AMG e commercializzata con il sub-brand Mercedes-AMG, è la prima della storia dotata di trazione integrale 4Matic nonché in procinto di introdurre, accanto ai V8 biturbo del lancio (in Italia abbiamo soltanto il top da 585 CV) una prossima motorizzazione brida plug-in dalla potenza-record di oltre 800 CV. Al tempo stesso, promette di essere anche l'ultima a utilizzare motori endotermici, visto che per la sua futura erede il destino pare ormai inevitabilmente avviato verso l'elettrico puro.

Fotogallery: Foto - Mercedes SL 1952-2022