C’è un filo conduttore che unisce quasi tutti i discorsi legati ad auto e dintorni: la nota che il settore delle quattro ruote rappresenta uno dei pilastri dell’economia italiana, perché vale oltre il 5% del Pil e dà lavoro a più di 1 milione di persone, con un fatturato che supera i 90 miliardi di euro all’anno.

Numeri importanti, che però non sembrano aver guidato i partiti e le coalizioni principali in vista delle elezioni del 25 settembre. Motor1.com ha confrontato le decine di pagine scritte nei programmi, dove si percepiscono una certa genericità o confusione tra le proposte, che in alcuni casi addirittura non ci sono.

Molto più ricca è invece l’offerta su mobilità, trasporti e infrastrutture in senso ampio. Ecco quindi cosa abbiamo trovato dando un occhio alle idee delle forze in campo, che riportiamo andando in ordine rigorosamente alfabetico.

Centrodestra

Partendo dal centrodestra unito, che vede insieme Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, diciamo subito che nel programma la parola "auto" non compare mai. L’unica misura sul tema parla di "Incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico e promuovere e favorire politiche di mobilità urbana sostenibile".

Bisogna però spezzare una lancia a favore della coalizione. Non va infatti dimenticato che tra le fila del Carroccio milita Giancarlo Giorgetti, attuale ministro allo Sviluppo economico e "padre" del piano di sostegno al settore automotive da 8,7 miliardi di euro fino al 2030.

Jeep Compass, la linea di montaggio a Melfi

È perciò possibile che il centrodestra sia già ampiamente soddisfatto del lavoro svolto sotto il Governo Draghi e non ritenga necessario intervenire ancora, nonostante il partito di Giorgia Meloni non faccia parte dell’esecutivo.

Ci sono poi alcuni impegni su ammodernamento delle infrastrutture e realizzazione delle grandi opere, oltre che sul "pieno utilizzo delle risorse del Pnrr", dove – specifichiamo noi – sono previsti 21.255 punti di ricarica per auto elettriche. Non manca un vecchio cavallo di battaglia targato Silvio Berlusconi: il ponte sullo Stretto di Messina.

Il programma completo  

Movimento 5 Stelle

Qualche progetto in più si trova nel programma del Movimento 5 Stelle. Mancano però indicazioni precise, perché si parla genericamente di "riconversione del parco auto privato" e di altre misure per rendere i trasporti più sostenibili.

  • Infrastrutture interconnesse e mobilità intermodale sicura, manutenzione ordinaria e straordinaria garantita, riduzione del gap infrastrutturale tra i territori;
  • "Smart road" e utilizzo agevolato dei mezzi ad alimentazione elettrica, a idrogeno e
    a combustibili alternativi originati da fonti rinnovabili;
  • Riduzione delle emissioni dei gas climalteranti attraverso la riconversione del parco auto privato circolante;
  • Biglietto unico integrato;
  • Progetto mediterraneo – Istituzione di una cabina di regia per promuovere e sviluppare "l’economia del mare", con la riorganizzazione del settore marittimo-portuale e il miglioramento del sistema di interconnessioni tra porti, reti stradali e ferroviarie.
Autobus elettrici Enel X
Il programma completo  

Partito democratico

Due invece gli obiettivi del Partito democratico. Il primo (in realtà non scritto benissimo) è la "progressiva riduzione dei sussidi dannosi per l’ambiente e l’adeguamento – a parità di gettito – delle strutture e delle aliquote della tassazione indiretta, in coerenza con l’European Green Deal e con la disciplina europea armonizzata dell’accisa, nonché del bollo auto, in funzione degli obiettivi di progressivo azzeramento delle emissioni di CO2".

Pare quindi che, in caso di vittoria, il Pd ridurrebbe il costo del bollo auto per alcuni automobilisti e lo aumenterebbe per altri, così da rispettare la "parità di gettito". Poco chiaro è anche l’altro target del centrosinistra:

"Vogliamo incentivare l’installazione di almeno 100.000 colonnine elettriche e di 30.000 punti di ricarica rapida entro il 2027 e lo sviluppo di tecnologie per lo stoccaggio di energia lungo le autostrade e la rete viaria principale e secondaria".

A leggere bene il passaggio, pare che per "100.000 colonnine elettriche" si intendano le infrastrutture a ricarica lenta, mentre gli "30.000 punti di ricarica" funzionerebbero con tecnologia "rapida" (ricordiamo che in Italia ci sono attualmente 30.704 punti di ricarica e 12.410 location; dati Motus-E aggiornati al 30 giugno 2022). Ancora, non si specifica se i "30.000 punti di ricarica rapida entro il 2027" siano aggiuntivi o comprendano i 21.255 previsti dal Pnrr e da installare entro il 2026.

Colonnine per strutture ricettive

Passando al resto della mobilità, fanno capolino investimenti in infrastrutture, messa in sicurezza di ponti, viadotti e gallerie, sviluppo della mobilità ciclabile e pedonale in città e sostituzione dei mezzi pubblici di trasporto con veicoli ibridi o a zero emissioni.

Ma poi, soprattutto, trasporto pubblico locale gratis per giovani e anziani, oltre che per famiglie a medio e basso reddito costrette al tragitto casa-scuola. Per gli altri casi, ecco che potrebbero arrivare sconti e un biglietto unico che avrà il compito di favorire la "Mobilità come Servizio Integrato (Mobility as a Service)", cioè l’utilizzo di più mezzi in base alle proprie esigenze.

Il programma completo  

Terzo polo

Presentato proprio in queste ore, il programma del tandem Calenda-Renzi, ormai alla storia come il Terzo Polo di Azione e Italia viva, mira ad aumentare gli incentivi per auto elettriche e ibride plug-in e installare i punti di ricarica. Nessuna cifra a corredo delle promesse.

Si punta poi a "diminuire l’uso di mezzi privati inquinanti", grazie a più metropolitane e tramvie: operazione che avrà un costo di 1 miliardo di euro l’anno. E poi rinnovare il parco autobus (5 miliardi in 3 anni) e dei treni (2 miliardi di euro) e aumentare car e bike sharing. Infine, una proposta che farà sicuramente discutere: la liberalizzazione di taxi e Ncc.

Il programma completo