Mazda conferma il ritorno del motore Wankel
Ma non per una sportiva ma come parte termica per la versione ibrida plug-in della Mazda MX-30
Sono passati 10 anni dall'addio di Mazda al motore rotativo, fiore all'occhiello della Casa giapponese. Un addio che profumava di arrivederci, almeno così dicevano i vari rumors che si sono succeduti dopo la scomparsa della RX-8, ultimo modello a proporre tale tipo di propulsore. E così effettivamente è.
Il Wankel di Hiroshima infatti è pronto a tornare, ma non per muovere una nuova coupé sportiva bensì per fare da "sparring partner" al motore elettrico della Mazda MX-30, la prima elettrica della Casa giapponese.
Da elettrica a plug-in
Le voci trovano così conferma e il crossover elettrico Mazda si prepara così a diventare - anche - plug-in. Anche se non sarà un crossover phev come tutti gli altri. Anche se il comunicato stampa che annuncia il debutto della nuova versione al Salone di Bruxelles (13 - 22 gennaio) non è certo generoso per quanto riguarda l'aspetto tecnico, il termine "powertrain plug-in hybrid inedito" lascia presagire una soluzione non comune.
Mazda MX-30
La Mazda MX-30 infatti manterrà il motore elettrico "alimentato da un nuovo motore rotativo"- Ciò significa che il Wankel non sarà collegato alle ruote, ma servirà unicamente per alimentare le batterie di trazione, per aumentare così l'autonomia del crossover giapponese, attualmente (nella versione puramente elettrica) pari a 200 km secondo il ciclo WLTP.
Più potente?
Ancora non si sa se per l'occasione verrà ritoccato il motore elettrico, dandogli più degli attuali 145 CV e 271 Nm, per un'accelerazione da 0 a 100 km in 9,7" e una velocità massima - limitata elettronicamente - di 140 km/h.
Sappiamo solo che la commercializzazione della Mazda MX-30 phev inizierà in Europa nel corso della primavera, con prezzi ancora da comunicare.
Fotogallery: Mazda MX-30 Model Year 2022
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