Il nome Ferrari è legato in modo indissolubile al motore V12, che (per fortuna) sopravvive ancora, incurante del taglio delle emissioni ed elettrificazione, anche sul primo SUV (pardon, FUV) del Cavallino: la Purosangue.

Tra lui e il più piccolo della famiglia dei propulsori di Maranello, il V6 tornato alla ribalta con la 296 GTB, c'è però una famiglia di otto cilindri che hanno accompagnato per 50 anni i modelli "entry level", succedendo proprio al V6 Dino e arrivando ai giorni nostri potente, sovralimentato e anche ibrido. Eccola sua storia modello per modello

La Dino 308/208 GT4

Il primo V8 Ferrari di serie, escludendo quelli da competizione, approda su una vettura con del Cavallino rampante con l'evoluzione della Dino. Quasi una contraddizione perché la prima Dino, 206/246 GT, non è in realtà considerata da subito una Ferrari a tutti gli effetti, ma quello che oggi chiameremmo un sotto-brand, usato proprio per lasciare "immacolato" il marchio principale e non svilirlo con un modello dal motore così piccolo. 

Ferrari Dino 308 GT4, un cavallino anomalo

Ferrari Dino 308 GT4

Dino 208 GT4

Dino 208 GT4

La Dino 308 GT4, che le succede alla fine del '73, ha diverse novità oltre al V8 di tre litri, come i quattro posti (a dire il vero 2+2, con i "+2" particolarmente striminziti) e una caratteristica unica: per la prima e ultima volta nella storia la carrozzeria è firmata da Bertone con la matita di Marcello Gandini. La versione 208, che arriva nel '76, è la risposta alla tassazione italiana più severa per le cilindrate oltre i due litri che infastidisce anche la nuova clientela del Cavallino, attirata da un modello più accessibile delle granturismo consuete.

I motori, montati sempre in posizione posteriore trasversale, hanno un'architettura a V di 90°, due valvole per cilindro  e misure superquadre per il tre litri (81 x 71 mm) e sottoquadre per il due litri, che riduce l'alesaggio a 66,8 mm. La potenza del 3.0 è dichiarata secondo la normativa americana SAE, che accredita il modello di 255 CV, mentre per la tedesca DIN, che la misura alla ruota con i servizi collegati, sono "solo" 230.

  • Ferrari Dino 308 GT4 - 2.926 cc: 230 CV, 255 km/h, 0-100 km/h n.d.
  • Ferrari Dino 208 GT4 - 1.991 cc: 180 CV, 208 km/h, 0.100 km/h n.d.

Ferrari 308/Quattrovalvole e 208/Turbo

Nel tardo '75, Ferrari introduce quella che a conti fatti è la vera erede della Dino 246: come lei ha nuovamente due posti secchi e due tipologie di carrozzeria, la classica berlinetta (GTB) e quella con tettuccio smontabile tipo Porsche 911 Targa (GTS). Si chiama semplicemente 308 GTB/GTS, e monta lo stesso motore della Dino a otto cilindri anche nella versione "defiscalizzata" 208, destinata però a non avere successo. 

1978 Ferrari 308 GTB

Ferrari 308 GTB

Ferrari 208, il

Ferrari 208 GTB

Modelli caratterizzati da una carriera relativamente lunga, nel corso della quale ricevono entrambi un paio di evoluzioni: nel 1980 il tre litri riceve l'iniezione meccanica, necessaria a contenere le emissioni, e cambia le sigle in GTBi e GTSi ma riduce la potenza ad appena 214 CV (sempre DIN). Nell'82 la Casa lancia quindi la Quattrovalvole che, come suggerisce il nome, ha nuove teste a quattro valvole per cilindro e 240 CV.

La 208, invece, mantiene la testata a due valvole ma nell'82 ('83 per la GTS) viene aggiornata con l'iniezione e soprattutto due turbocompressori. Diventa così la prima Ferrari di serie sovralimentata e offre prestazioni dignitose senza perdere il vantaggio della cilindrata ridotta. Le 208 Turbo restano in produzione fino a fine Anni '80 con ulteriori migliorie.

  • Ferrari 308 GTB/GTS - 2.926 cc: 230 CV (DIN), 255 km/h, 0-100 km/h 6,1-6,5 secondi
  • Ferrari 308 GTBi/GTSi - 2.926 cc: 214 CV (DIN), 245 km/h, 0-100 km/h n.d.
  • Ferrari 308 GTB/GTS QV - 2.926 cc: 240 CV (DIN), 250 km/h, 0-100 km/h 6,3 secondi
  • Ferrari 208 GTB/GTS - 1.991 cc: 180 CV, 215 km/h, 0-100 km/h n.d.
  • Ferrari 208 GTBi/GTSi Turbo - 1.991 cc: 180 CV, 253 km/h, 0-100 km/h 6,3 secondi

Ferrari 328

Nel 1985, la berlinetta da tre litri riceve un'ulteriore evoluzione: la cilindrata sale a 3,2 litri, le sigle cambiano in 320 GTB e GTS e arriva anche un restyling alla mascherina e ad altri dettagli. La maggior cubatura e l'iniezione migliorata portano la potenza a 270 CV.

Ferrari 328
  • Ferrari 328 GTB/GTS - 3.185 cc: 270 CV, 263 km/h, 0-100 km/h 6,4 secondi

Ferrari 348

Il posto della 328 viene preso nel 1989 da un'auto completamente nuova: si chiama Ferrari 348 TB nella versione chiusa e TS in quella aperta, sempre con tettuccio smontabile e oltre al design ha la novità del motore montato, per la prima volta, in senso longitudinale, anche se il cambio resta invece trasversale. 

Ferrari 348

La nuova unità ha una cilindrata di 3,4 litri e tocca i 300 CV. Nel 1985, insieme a un leggero lifting estetico, arriva un potenziamento a 320 CV. Berlinetta e "Targa" sono rinominate GTB e GTS e a loro si aggiunge la terza variante, la Spider, una vera cabriolet con tetto in tessuto ripiegabile.

Ferrari 348 TB/TS - 3.405 cc: 300 CV, 275 km/h, 0-100 km/h 5,6 secondi

Ferrari 348 GTB/GTS/Spider - 3.405 cc: 320 CV, 280 km/h, 0-100 km/h 5,6 secondi

Ferrari Mondial

Facciamo un passo indietro fino alla metà degli Anni '70: mentre la 308 GTB/GTS riprende il ruolo delle prime Dino, Ferrari studia come sostituire la Dino GT4 che pur non avendo riscosso un grande successo ha inaugurato la tipologia delle berlinette tuttodietro a quattro posti.

Per il 1980 viene quindi lanciata la Mondial, che riprende lo schema a motore V8 trasversale ma ha dimensioni più generose, con lunghezza di quasi 4,6 metri, e posti posteriori un po' meno "di fortuna" anche se mai veramente accoglienti. Nel 1982 si rende disponibile anche come Cabriolet.

1989 Ferrari Mondial T Coupé

1989 Ferrari Mondial T Coupé

I suoi motori seguono direttamente l'evoluzione di quelli delle sorelle a due posti: la prima serie, Mondial 8, ha il 3.0 a iniezione della 308 GTBi/GTSi, sostituito nel 1982 dal Quattrovalvole e nel 1985 dal 3.2 della 328. L'ultima serie, nel 1989, riceve infine il nuovo 3.4 della 348, ma prende il nome di Mondial T in riferimento al cambio trasversale. Esce di produzione nel 1994, diventando l'ultima quattro posti a motore posteriore di Ferrari.

  • Ferrari Mondial 8/Cabrio - 2.996 cc: 214 CV, 220 km/h, 0-100 km/h n.d.
  • Ferrari Mondial QV/Cabrio - 2.996 cc: 240 CV, 240 km/h, 0-100 km/h n.d.
  • Ferrari Mondial 3.2/Cabrio - 3.185 cc: 270 CV, 250 km/h, 0-100 km/h n.d.
  • Ferrari Mondial T/Cabrio - 3.405 cc: 300 CV, 257 km/h, 0-100 km/h 6,3 secondi

Ferrari 288 GTO

Nel 1984, mentre le 308 raggiungono la maturazione, Ferrari produce quella che oggi è considerata la sua prima supercar. Si chiama Ferrari 288 GTO e dal nome, omaggio alla 250 GTO del '62, rivela che dietro di lei c'è il progetto di una vettura da competizione. La caratteristica saliente è il motore biturbo sdoganato per altre ragioni dalla 208 Turbo, ma in questo caso si tratta di un 2.8 longitudinale a 32 valvole e iniezione elettronica da ben 400 CV.

1985 Ferrari 288 GTO

Ferrari 288 GTO

L'aspetto è quello di una 308 palestrata, ma la carrozzeria in kevlar, il cambio a sbalzo dietro al motore (schema che ritroveremo nelle successive berlinette) e la tiratura in sole 272 unità ne fanno una vera speciale. Da lei deriva la Evoluzione, pensata per competere nel Gruppo B ma poi usata come base per la successiva F40.

  •  Ferrari 288 GTO - 2.849 cc: 400 CV, 305 km/h, 0-100 km/h 4,9 secondi

Ferrari F40

Lanciata per celebrare i 40 anni della Casa, la Ferrari F40 prende le mosse dalla 288 Evoluzione, riprendendone la struttura e la linea generale. Dovrebbe essere un'altra auto a tiratura limitata, ma la Casa decide di produrla in serie. Nel suo caso, la cilindrata del V8 biturbo è di 2,9 litri e ci sono due iniettori per cilindro.

1992 Ferrari F40

Ferrari F40

  •  Ferrari F40 - 2.936 cc: 478 CV, 324 km/h, 0-100 km/h 4,6 secondi

Ferrari F355  

Naturale evoluzione della 348 è la F355 del '94. In realtà è una vettura nuova, molto siile alla precedente nell'impostazione e nelle varianti, che restano berlinetta, GTS e Spider anche se con un design aggiornato. A cambiare radicalmente è il motore, che rivoluziona anche la sigla: 35 sta per 3,5 litri, mentre l'ultimo "5" indica le cinque valvole per cilindro. La potenza è di 360 CV e per la prima volta, in alternativa al cambio manuale, ne viene proposto uno automatizzato derivato dalla Formula 1 e chiamato appunto F1.

Ferrari F355
  • Ferrari 355/GTS/Spider - 3.496 cc: 360 CV, 295 km/h, 0-100 km/h 4,7 secondi

Ferrari 360 Modena/Spider

Il 1999 vede la 355 sostituita dalla 360, che per la prima volta aggiunge alla sigla numerica, indicante un altro aumento di cilindrata a 3,6 litri (le valvole sono sempre 5 ma si sceglie di non enfatizzarlo) per 400 CV, un suffisso che celebra uno dei luoghi cari a Ferrari (come accade per le GT come la 550 Maranello e la 599 Fiorano), ma che non sarà utilizzato per la versione aperta, chiamata semplicemente Spider.

Ferrari 360 Modena

Con la 360, Ferrari introduce quella che diventerà una tradizione: realizzare una variante con prestazioni superiori. La prima, chiamata Challenge Stradale, è allestita con alcune delle specifiche del modello da corsa, quindi alleggerita, dotata di finestrini fissi invece che discendenti, freni maggiorati e motore potenziato a 425 CV. 

  • Ferrari 360 Modena/Spider - 3.586 cc: 400 CV, 298 km/h, 0-100 km/h 4,5 secondi
  • Ferrari 360 Modena Challenge - 3.586 cc: 425 CV, 300 km/h, 0-100 km/h 4,4 secondi

F430

Il modello chiamato a sostituire la Modena nel 2003 è la sua diretta evoluzione. Il motore stavolta cresce in modo più netto, balzando a 4,3 litri e 490 CV di potenza, curiosamente appena 10 CV meno del V10 della rivale diretta, la Lamborghini Gallardo V10. In realtà, però, è più leggero del precedente.

Ferrari F430

Disponibile come sempre anche in versione Spider, la F430 ha un'evoluzione nel 2007 con la sofisticata 430 Scuderia, che perde la "F" e un centinaio di kg e guadagna 20 CV e un complesso sistema di cambiata ultraveloce che e fa una vera auto da corsa omologata per la strada abbattendo lo 0-100 di quasi mezzo secondo.

  • Ferrari F430/Spider - 4.308 cc: 490 CV, 315-312 km/h, 0-100 km/h 4-4,1 secondi
  • Ferrari 430 Scuderia - 4.308 cc: 510 CV, 320 km/h, 0-100 km/h 3,6 secondi
Ferrari 458 Italia

Ferrari 458 Italia

Ferrari 458

Quando esce, nel 2011, è già dichiarato che sarà l'ultima berlinetta con motore aspirato di Maranello prima dell'avvento dei nuovi motori sovralimentati. La berlinetta si chiama enfaticamente 458 Italia, ha la cubatura-record di 4,5 litri e di nuovo l'8 nel nome. Dispone di iniezione mista diretta/indiretta ben 570 CV a 9.000 giri e di un'aerodinamica all'avanguardia, con elementi deformabili nel frontale che a seconda della pressione indirizzano i flussi d'aria. Inoltre, il cambio è a doppia frizione a sette marce.

Ferrari 458 Speciale

Ferrari 458 Speciale

Ferrari 458 Speciale

Ferrari 458 Speciale

La Spider, che arriva l'anno seguente, per la prima volta ha il tettuccio rigido retrattile caratteristica che trasmetterà a tutte le sue eredi. Le versioni evolute, del 2013 e 2014, si chiamano 458 Speciale e Speciale A, dove A sta per "aperta". Hanno un motore da 605 CV e un trattamento analogo a quello della 430 Scuderia.

  • Ferrari 458 Italia/Spider - 4.495 cc: 570 CV, 325-320 km/h, 0-100 km/h 3,4 secondi
  • Ferrari 458 Speciale/ A - 4.497 cc: 605 CV, 328-320 km/h, 0-100 km/h 3,1 secondi

Ferrari 488/F8

L'avvento del turbo, che arriva anche sull'evoluzione della California a motore anteriore, dà vita a una vettura che pur derivando dalla 458 cambia molto: canali ricavati nelle fiancate ed enormi prese d'aria sui parafanghi posteriori convogliano l'aria a i due turbocompressori che permettono al motore V8,per la prima volta ridotto nella cilindrata a 3,9 litri, di erogare 670 CV, 100 CV più della 458.

Ferrari 488 Pista

Ferrari 488 Pista

Ferrari 488 Pista

Ferrari 488 Pista, il motore

Sulla sua evoluzione, la 488 Pista, i CV sono 720, al momento del lancio la più alta potenza mai vista da una Ferrari, anche se naturalmente la cosa è soltanto provvisoria.

Ferrari F8 Tributo

Ferrari F8 Tributo

Ulteriore evoluzione è la F8 Tributo e Spider è basata sulla 488 Pista. Come sottolinea il nome Tributo, è l'ultimo e più estremo livello di sviluppo del V8, destinato a evolvere in nuovi powertrain elettrificati. Di base è lo stesso, ma con molti componenti riprogettati e nuovi materiali. Un modello di serie che è però anche un po' vettura-laboratorio.

  • Ferrari 488 GTB/Spider - 3.902 cc: 670 CV, 330 km/h, 0-100 km/h 3 secondi
  • Ferrari 488 Pista/Spider - 3.902 cc: 720 CV, 330 km/h, 0-100 km/h 2,9 secondi
  • Ferrari F8 Tributo/Spider - 3.902 cc: 720 CV, 340 km/h, 0-100 km/h 2,9 secondi
Ferrari SF90 Spider

Ferrari SF90 Spider

Ferrari SF90 Stradale

L'ultimo step prestazionale del V8 arriva nel 2021 su un modello che non è l'erede della F8, sostituita l'anno dopo dalla 296 GTB, basata però su un inedito V6, ma la SF90 Stradale. Il nome omaggia la contemporanea monoposto di F1, ma si tratta della prima vettura ibrida plug-in di Ferrari, con una potenza complessiva di ben 1.000 CV di cui 780 sprigionati dal V8 biturbo di 3,9 litri.

Ferrari SF90 Stradale, la prova

Ferrari SF90 Stradale, la prova

Ferrari SF90 Stradale, la prova

Ferrari SF90 Stradale, il motore

Non è da considerarsi però l'erede della hypercar LaFerrari, che avrà una discendente nei prossimi anni, ma una nuova tipologia di berlinetta stradale ad a elevatissime prestazioni. Il V8 è infatti abbinato a un motore elettrico montato con il cambio, privo di retromarcia, e con altri due motori elettrici alle ruote anteriori che gestiscono la trazione integrale e la retromarcia. Anche per lei, sei mesi dopo il lancio arriva la versione Spider.

  • Ferrari SF90 Stradale/Spider - 3.990 cc è 3 motori elettrici: 780 CV (1.000 CV totali), 340 km/h, 0-100 km/h 2,5 secondi

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