Il futuro di Opel passa per il concept Experimental. All’IAA Mobility di Monaco, dal 5 al 10 settembre, la Casa del Fulmine espone un innovativo prototipo che anticipa nello stile e nelle soluzioni ingegneristiche i modelli del domani.

Caratterizzato da una silhouette da crossover e da una serie di accessori hi-tech per migliorare la sicurezza, l’Experimental raccoglie l’eredità filosofica dell’Experimental GT, il concept mostrato nel 1965 che anticipò i principali elementi delle Opel che seguirono negli anni successivi.

Ora il Vizor è un vero e proprio “occhio”

Tra le prime cose che si notano sull’Experimental, c’è l’assenza totale di inserti cromati. A creare contrasto nella carrozzeria, infatti, sono degli elementi grafici luminosi, oltre all’integrazione dell’Opel Vizor 4D. Quest’ultimo riadatta l’ormai onnipresente fascione nero degli attuali modelli in una forma nuova e, soprattutto, integrando una serie di sensori, radar, telecamere e LiDAR.

Opel Experimental (2023)

Opel Experimental, il Vizor 4D

Al posto degli specchietti retrovisori troviamo delle telecamere con visione a 180°, mentre nell’imponente posteriore spicca una fanaleria avvolgente e la terza luce di stop verticale che attraversa parte del portellone.

Opel Experimental (2023)

Opel Experimental, il tre quarti posteriore

Ciò che sfugge – almeno ad un primo sguardo – sono le numerose soluzioni pensate per migliorare aerodinamica ed efficienza. Per esempio, nella zona anteriore sono presenti dei flap che ottimizzano i flussi d’aria, esattamente la stessa funzione svolta dall’ampio diffusore posteriore. Inoltre, ci sono gli pneumatici Goodyear realizzati con gomma riciclata e montati su cerchi Ronal dal design aerodinamico.

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Interni essenziali

Secondo Opel, questo concept di segmento C (le dimensioni esatte, però, non sono state rivelate) propone uno spazio interno da auto di segmento D.

Questo risultato è stato ottenuto semplificando al massimo l’architettura degli interni, con la tecnologia steer-by-wire che evita la presenza del piantone dello sterzo (le ruote ricevono il comando del volante attraverso una serie di sensori) dando la possibilità di far collassare il volante quando si attiva la guida autonoma.

Opel Experimental (2023)

Opel Experimental, il bozzetto degli interni

I sedili sono più sottili rispetto a quelli impiegati sui modelli attuali e hanno un design concepito per massimizzare il comfort riducendo lo spazio occupato. Sulla plancia, invece, al posto del Pure Panel delle Opel del presente c’è il Tech Bridge. In pratica, tutte le informazioni sulla guida e le funzioni dell’infotainment sono mostrate in realtà aumentata attraverso l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei controlli vocali.

A completare la dotazione futuristica degli interni ci sono dei materiali elettrocromatici che permettono di regolare la luminosità dell’abitacolo e che “dialogano” direttamente coi sistemi di assistenza. Per esempio, nel caso in cui sia in arrivo una vettura nell’angolo cieco della Opel, comparirà un messaggio di pericolo sulla portiera e sull’head-up display posto di fronte al guidatore.

Fotogallery: Opel Experimental al Salone di Monaco 2023