Rinasce a 50 anni, ma digitale: Italdesign Asso di Picche In Movimento
Italdesign reinterpreta la concept di Giugiaro del 1973 col prototipo virtuale ed elettrico Asso di Picche In Movimento
Le concept del passato possono rinascere oggi ancora più in forma di prima e a dimostrarcelo arriva la Italdesign Asso di Picche In Movimento, prototipo di una 2+2 elettrica che celebra appunto l'Asso di Picche del lontano 1973. Con l'esperienza di cinquant'anni di sviluppo tecnologico la torinese Italdesign vuole così omaggiare il suo passato e dimostrare allo stesso tempo la capacità di trasferire la tradizione nella produzione di oggi e domani.
Joaquin Garcia, Head of Design di Italdesign, descrive così la nuova concept virtuale: "A distanza di cinquant’anni, il design di un modello di auto continua a essere l’interpretazione formale del concetto di movimento".
Ispirata al passato, ma evoluta in tutto
Il risultato di questa operazione di recupero della tradizione Italdesign ha portato alla definizione digitale della Italdesign Asso di Picche In Movimento, una coupé 2+2 a 3 porte e senza montante centrale che è lunga 4,66 metri, larga 1,94 metri e alta appena 1,23 metri, ovvero poco più di una Lamborghini Huracan.
Italdesign Asso di Picche In Movimento, la vista laterale
Parabrezza, tetto e lunotto sono uniti per creare un unico grande padiglione trasparente e luminoso realizzato in policarbonato che si sposa con la carrozzeria in alluminio. La parte superiore del tetto panoramico è trattata come una lente polarizzata che filtra il 100% dei raggi UVA. Al posto degli specchietti retrovisori ci sono due telecamere, tecnologia non disponibile ai tempi del concept originario.
La lunga presa d'aria sul cofano che era presente sulla prima Asso di Picche diventa un elemento funzionale che alloggia la presa di ricarica. Sotto c'è un bagagliaio capace di ospitare due trolley.
Italdesign Asso di Picche In Movimento, il dettaglio del frontale e la concept del 1973
Le portiere rimangono lunghe e di forma fedele all'originale, con un sistema di apertura a doppia cerniera che le fa avanzare e ruotare. La coda sfoggia invece uno spoiler attivo, un catadiottro e un estrattore centrale.
Italdesign Asso di Picche In Movimento, il posteriore
I gruppi ottici a LED creano la firma luminosa anteriore con la lettera D di Italdesign che si sdoppia e si ribalta, mentre dietro ci sono tredici barrette a distanza progressiva.
Schermo ultrasottile e avvolgibile in plancia
Gli interni della Asso di Picche In Movimento sono stati mantenuti fedeli al prototipo del 1973, con un'impostazione 2+2 che favorisce la comodità massima di guidatore e passeggero anteriore per "sacrificare" le due sedute dietro sull'altare dell'aerodinamica posteriore dell'auto.
Italdesign Asso di Picche In Movimento, l'abitacolo
La plancia con due grandi elementi cilindrici della prima Asso di Picche è stata aggiornata in chiave hi-tech utilizzando uno schermo ultrasottile a tutta larghezza che si può srotolare e arrotolare all'occorrenza.
Italdesign Asso di Picche In Movimento, la plancia
Il volante dalla forma semplice e parte interna rettangolare lascia libero il campo visivo e ha due elementi cilindrici di controllo. Le cinture in pelle sfoggiate dal concept "cinquantenne" nei pannelli porta diventano sulla Asso di Picche In Movimento degli elementi architettonici e funzionali integrando il bracciolo e fungendo da maniglia di apertura.
Asso di Picche: l'idea originaria di Giugiaro
Per capire meglio l'idea che sta dietro a questo progetto occorre però ricordare cos'è la prima Asso di Picche disegnata originariamente da Giorgetto Giugiaro, cofondatore dell'azienda di Moncalieri.
Fotogallery: Italdesign Asso di Picche (1973)
Giugiaro e il suo gruppo di lavoro del Centro Stile Italdesign presentano al Salone di Francoforte del 1973 la Asso di Picche, uno studio per una coupé 2+2 sportiva basata su telaio e meccanica dell'Audi 80 di allora, voluto da e sviluppato per la storica carrozzeria Karmann, con riferimenti stilistici alle precedenti concept Alfa Romeo Caimano e Maserati Boomerang di Italdesign.
Italdesign Asso di Picche (1973), la vista posteriore
Italdesign Asso di Picche (1973), gli interni
L'intento è quello di realizzare un'auto pronta per la produzione, ma l'Asso di Picche non raggiunge lo stadio produttivo. I suoi spunti stilistici originali e "taglienti" servono però da base per ispirare diversi modelli di serie prodotti successivamente.
Lo stesso Garcia descrive così l'Asso di Picche del 1973:
"È un modello poco noto al grande pubblico, tuttavia, è uno dei più innovativi e rilevanti dal punto di vista progettuale mai realizzati. Una vettura snella, aerodinamica, ‘propulsiva’ e penetrante. Un corpo leggero dall’architettura semplice e pulita, con proporzioni interessanti, un’orizzontalità espressa attraverso linee dritte e parallele, un montante C molto presente e diventato iconico nel tempo e il paraurti anteriore per la prima volta non trattato come puro completamente funzionale, ma integrato nella linea della carrozzeria."
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