Ottobre è appena iniziato, ma quello che sembrava essere un periodo più "tranquillo" dal punto di vista dei prezzi dei carburanti, pare stia per diventare più problematico del previsto.

Se è infatti vero che, tra la fine della scorsa settimana e l'inizio di questa, il costo al litro di benzina e diesel è calato di quasi 3 centesimi, grazie soprattutto alla volontà della Russia di ricominciare le esportazioni di gasolio (anche se non in Europa, a causa dell'embargo) che aveva tranquillizzato i mercati globali, la nuova guerra in Medio Oriente - secondo le ultime previsioni - causerà dei nuovi aumenti.

Tutta colpa della paura

Come sempre, il prezzo finale è influenzato sia dai costi di produzione e trasporto, sia dall'andamento dei mercati. Per capire la questione, il valore da guardare è quello del Brent, la tipologia di petrolio scambiata in Europa. Come detto, l'impennata dei prezzi di queste ultime ore ha invertito la tendenza al ribasso della scorsa settimana, che era stato il più grande calo da marzo.

Nelle ore precedenti all'annuncio della guerra, il valore del Brent era sceso di circa l'11%. Contemporaneamente, quello del WTI (benchmark di riferimento nel mercato petrolifero americano) era calato di oltre l'8%.

A distanza di poche ore, invece, la situazione si è di nuovo invertita, con un barile del primo che oggi costa circa 87 dollari (4 dollari in più rispetto alla settimana scorsa) e un barile del secondo arrivato a quota 85-86 dollari.

Foto - Il prezzo del diesel torno sotto la benzina

Una stazione di servizio

I prezzi alla pompa

Vediamo quindi i prezzi dei carburanti in Italia pubblicati oggi da Quotidiano Energia (Qe) ed elaborati sulla base delle comunicazioni dei singoli gestori all’Osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Il prezzo medio nazionale in modalità self della benzina si attesta a 1,949 euro/litro, con i diversi marchi compresi tra 1,933 e 1,968 euro/litro (media no logo a 1,948 euro/litro). Quanto al prezzo del diesel, sempre in modalità self, la media è pari a 1,918 euro/litro, con le compagnie posizionate tra 1,907 e 1,929 euro/litro (no logo a 1,916 euro/litro).

Venendo al servito, il prezzo della benzina in media è di 2,092 euro/litro, con le compagnie che oscillano tra 2,021 e 2,145 euro/litro (no logo 2,002). La media del diesel è arrivata invece a 2,060 euro/litro, con i singoli player tra 1,996 e 2,129 euro/litro (no logo 1,969).

Il Gpl si muove infine tra 0,725 e 0,741 euro/litro (no logo 0,712), mentre il prezzo del metano si posiziona in media tra 1,399 e 1,490 euro/kg (no logo 1,393).

Prezzi benzina e diesel (8 ottobre 2023)

Tipo rifornimento Benzina (€/litro) Diesel (€/litro)
Self service 1,949 1,918
Servito 2,092 2,060

Cosa potrebbe succedere

Le ultime stime dell'Opec (Organization of the Petroleum Exporting Countries) parlano poi di rincari a lunghissimo termine, seppur per ragioni diverse.

Secondo l'Organizzazione, la domanda petrolifera mondiale potrà essere soddisfatta solo effettuando investimenti di 14.000 miliardi di dollari entro il 2045, pari cioè a circa 610 miliardi di dollari all'anno.

Lo scenario che si prospetta, dunque, è di una domanda di 116 milioni di barili al giorno entro lo stesso anno, trainata dai Paesi non appartenenti all'Ocse (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).