Ferrari in Borsa non è un titolo qualsiasi. Il Cavallino, fin dall'esordio a Piazza Affari, viene infatti trattato come le grandi maison del lusso, tipo Lvmh e Richemont. Le azioni di Maranello rappresentano cioè solo in parte il settore automotive. Sono piuttosto delle fashioncar, che intrigano quasi senza soluzione di continuità gli investitori di tutto il mondo.

La riprova? La crescita pressoché continua delle quotazioni, con il titolo RACE (questo il nomignolo o ticker con cui viene scambiato sul New York Stock Exchange-NYSE) che oggi ha toccato nuovi record e superato - già da ieri - quota 300 euro sul listino italiano. La chiusura è stata a 308,7 euro (+1,78%), mentre l'indice Ftse Mib ha fatto segnare un progresso dello 0,69%.

Un rally a tripla cifra

Facciamo due conti. Ferrari, dopo l'ipo (initial public offering) è approdata a Wall Street il 21 ottobre del 2015 al prezzo di 52 dollari per azione, mentre lo sbarco alla Borsa Italiana è avvenuto il 4 gennaio del 2016 a 43 euro.

Ferrari 296 GTS 2023

Ferrari 296 GTS 2023

Immaginiamo poi un risparmiatore che da allora abbia tenuto in portafoglio anche un solo titolo e lo avesso venduto oggi sul massimo di 309,90 euro: avrebbe moltiplicato il valore su Euronext Milan-Piazza Affari di un clamoroso 620,7%, portandosi a casa in caso di vendita quasi 267 euro lordi (in realtà la questione è più ingarbugliata, perchè la quotazione di Ferrari nasce dallo scorporo da FCA con conseguente assegnazione delle nuove azioni RACE ai vecchi azionisti in base a una percentuale di concambio).

Ancora più complicato è quantificare il guadagno teorico dell'azionista di riferimento, la Exor della famiglia Elkann-Agnelli, che controlla il 24,44% delle azioni ordinarie e il 36,35% dei diritti di voto. Sulla base del capitale in circolazione (181.953.498 titoli a fine 2022) è possibile ipotizzare che la quota Exor, tra il primo prezzo di gennaio 2016 e il massimo di oggi, si sia valorizzata di oltre 11,9 miliardi di euro.

Ferrari Roma Spider, la prova di Motor1.com USA

Ferrari Roma Spider

Performance reale e su basi solide 

Attenzione, però, ci sono stati in anche recentemente Borsa rialzi percentuali ancora più massicci, vedi i colossi Usa dell'hi-tech come Apple o la stessa Amazon. Ancora diverso è il caso di Tesla, che prima del nuovo split azionario, aveva messo a segno una performance superiore al +2.000%. Ma qui la storia è diversa: la Casa auto di Elon Musk ha per anni realizzato sulla base di aspettative future e sul genio poliedrico del suo numero uno, piuttosto che sui risultati finanziari.

Per Ferrari è diverso. Il rally dei titoli (il trend crescente delle quotazioni si chiama proprio così, con un termine da motorsport) è basato sui cosiddetti fondamentali, vedi l'ultima trimestrale che ha presentato ricavi in aumento del 23,5% a 1,544 miliardi di euro, l'utile operativo del 42% a 423 milioni, per un margine in miglioramento dal 23,9% al 27,4%, mentre l'utile netto è salito del 46% a 332 milioni.

Benedetto Vigna, ad Ferrari

Benedetto Vigna, ad Ferrari

Quel quid in più

La previsione dei target di conto economico in rialzo, le rassicurazioni del ceo Benedetto Vigna sull'esordio della vettura full electric nel 2025 (proprio in un periodo in cui le quotazioni delle Case 'elettriche' vanno a passo di gambero) e lo sterminato e ben bilanciato portafoglio ordini fino al 2025, hanno fatto il resto, come sottolineano gli addetti ai lavoro, Sim e analisti sentiti da Il Sole24ore Radicor.

Che poi le cose in Formula 1 non vadano secondo le aspettative dei tifosi è una circostanza che evidentemente interessa poco ai mercati.

Ferrari Purosangue

Ferrari Purosangue

A questo vanno aggiunti un fascino unico e la ricerca del massimo dell'esclusività, coniugato con la cura maniacale del cliente (basta dare un'occhiata agli allestimenti delle recenti finali mondiali Ferrari al mugello). Insomma, le azioni del Cavallino si chiamano ordinarie nel linguaggio tecnico di Borsa, ma hanno ben poco di ordinario. O, se preferite, sono dei veri e propri titoli Purosangue.