Bologna città a 30 km/h divide chi si dice a favore dell'abbassamento dei limiti sulla stragrande maggioranza del territorio comunale e tra chi, invece, critica la decisione dell'amministrazione comunale, sottolineandone i difetti. Del secondo gruppo fa parte Matteo Salvini, ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

Il leader della Lega si è espresso contro la decisione del sindaco Matteo Lepore, giudicando l'iniziativa Bologna citta 30 come un modo per "fare cassa" attraverso le multe.

Le dichiarazioni

A riportare per prima le perplessità del ministero è stata l'Ansa "il limite dei 30 km/h a Bologna non appare una scelta ragionevole perché i problemi per i cittadini (in particolare per i lavoratori) rischiano di essere superiori ai benefici per la sicurezza stradale che resta comunque una delle priorità assolute per il ministro Matteo Salvini".

Una nota nel quale il Mit si dice "pronto ad avviare un confronto immediato con l'amministrazione bolognese per verificare soluzioni alternative e prevenire forzature e fughe in avanti che poi rischiano di essere smentite anche dai giudici, come già successo a Milano a proposito dell'obbligo per i mezzi pesanti dei dispositivi per l'angolo cieco".

Successivamente il ministro Salvini, intervenuto sui propri profili social e in trasmissioni tv, ha aggiunto come il limite dei 30 km/h

In alcune zone ci sta, vicino all'asilo, vicino alla chiesa, vicino alla casa di riposo: in alcune zone ci sta il limite a 30 km/h. Costringere centinaia di migliaia di persone a stare in coda, a inquinare di più, a spendere di più, a perdere più tempo, non significa aiutare l'ambiente. Si tratta di una scelta ideologica. [...] Costringere tutti ad andare al passo di lumaca significa danneggiare il lavoro. Bisogna applicare il buon senso. Il comune di Bologna la smetta di fare cassa sulla pelle dei cittadini. [...] Fare la guerra alle auto, come l'Europa che dice che dal 2035 non si possono più vendere modelli benzina e diesel, non è aiutare l'ambiente.  

Salvini ha poi ricordato come nel nuovo codice della strada siano previste sanzioni più dure contro chi supera i limiti di velocità, utilizza il cellulare durante la guida o è sotto l'effetto di alcol e droghe. Una connessione che, confessiamo, non troviamo così lampante. Ci saranno anche ore di educazione civica e stradale, per meglio formare gli automobilisti di domani.

Le possibili modifiche

Stando a una nota del Ministero al Mit: 

si sta lavorando a una direttiva per chiarire e semplificare il tema dei limiti di velocità, con particolare riferimento ai centri urbani e come stabilito dall’articolo 142 comma 2 del codice della strada. L’obiettivo del Ministero è trovare un ragionevole equilibrio tra l’esigenza di garantire la sicurezza (che resta una priorità) ed evitare forzature che rischiano di generare l’effetto contrario. In questo senso, il Mit ha già portato in Conferenza Unificata anche una proposta per limitare l’utilizzo degli autovelox nei centri urbani e per controllare limiti sotto i 50 all’ora (come nel caso del comune di Bologna). L’obiettivo è far utilizzare i rilevatori di velocità e introdurre le Zone 30 in zone sensibili e a rischio incidenti, anziché in modo generalizzato e quindi meno efficace se non addirittura vessatorio nei confronti degli utenti della strada.

L’articolo 142 comma 2 richiamato nella nota dà agli enti proprietari della strada la possibilità di fissare limiti di velocità - minimi e massimi - diversi da quelli fissati al comma 1 in determinate strade, a meno che il Mit non decida di modificare i vari provvedimenti "quando siano contrari alle proprie direttive e comunque contrastanti con i criteri di cui al comma 1".

Proprio da qui è partito Galeazzo Bignami, Viceministro delle infrastrutture e dei trasporti, nel suo intervento a 24 Mattino su Radio 24, indicando come

La direttiva del Ministero è in preparazione perché è evidente che l’articolo 142 secondo comma del Codice della strada afferma appunto che è sottoposta alla limitazione ulteriore dei 50km/h, quindi scendere sotto i 50 è una direttiva del Ministero. Inoltre sia la Corte Costituzionale, che ha ribadito la riserva di legge, che la Corte di Cassazione con pronunce proprio sul punto, hanno affermato l’illegittimità di vincoli alla riduzione oraria se non a fronte di situazioni sensibili come scuole, ospedali, case di cure, affermando anche che estendere a tutto il territorio urbano rischia di negare la rilevanza di questi luoghi sensibili. Nel momento in cui c’è la Corte Costituzionale del 2010 che afferma che è una legislazione esclusiva dello Stato è abbastanza chiaro l’esorbitanza del provvedimento assunto dal Comune di Bologna

Come funzionano i nuovi limiti a Bologna

I nuovi limiti di velocità riguarderanno il 70% delle vie nel centro abitato, mentre includendo le zone all'interno del perimetro tangenziale/autostrade e le aree residenziali esterne di Borgo Panigale-Reno, Navile e San Donato-San Vitale, la percentuale aumenta al 90%.

Alcune strade, come le arterie principali e i viali della circonvallazione, manterranno i vecchi limiti di 50 km/h, per un totale di circa un centinaio di strade.

Il video da Bologna a 30 km/h

I controlli e le multe

Saranno effettuati controlli per garantire il rispetto dei nuovi limiti di velocità a Bologna, utilizzando telelaser in dotazione alla Polizia Locale. La presenza di tali controlli sarà segnalata con appositi cartelli posizionati 80 metri prima. In caso di violazione, verrà emessa una notifica immediata con sanzioni che variano da 29,4 a 845 euro, a seconda della quantità di superamento del limite. Non è prevista l'installazione di nuovi autovelox.

Inoltre, il Comune di Bologna ha installato numerosi infovelox lungo le strade a 30 km/h. Questi pannelli luminosi indicano la velocità effettiva dei veicoli, illuminandosi in verde se si rispetta il limite e in rosso se lo si supera. Nel caso di fermata da parte delle forze dell'ordine, presenti vicino ai cartelli, non ci saranno multe, ma verrà fornita solo un'informazione sui nuovi limiti.