Per la serie "forse non tutti sanno che": conoscete le origini della celeberrima Guida Michelin? All'inizio era un aiuto per gli automobilisti francesi, una raccolta di indicazioni utili come indirizzi di meccanici, farmacie, stazioni ferroviarie e naturalmente ristoranti. Era il 1900 e l'auto iniziava a fare capolino nella vita degli europei e i fratelli Michelin, già attivi da anni nella produzione di pneumatici, decisero di iniziare una nuova avventura.

Da "semplice" guida si è trasformata in una sorta di bibbia del buon cibo, iniziando ad assegnare stelle per premiare i migliori ristoranti e hotel sul territorio. A 124 anni di distanza le due realtà continuano a viaggiare in parallelo, legate dall'evoluzione della mobilità. 

Rosso e verde 

La Guida Michelin dalla Francia ha poi superato i confini nazionali finendo in 44 differenti Paesi, Italia inclusa, dove è sbarcata nel 1956. Il Bel Paese è poi diventato sempre più importante per il colosso francese, ospitando dal 1963 lo storico stabilimento di Cuneo, diventata la fabbrica di gomme Michelin più grande d’Europa con capacità produttiva di quasi 14 milioni di pneumatici all'anno.

Foto - La fabbrica di gomme più grande in Italia - Michelin Cuneo

Lo stabilimento Michelin di Cuneo

Italia patria del buon cibo (sono 395 le stelle Michelin assegnate ai ristoranti lungo lo Stivale) e delle gomme, che dopo aver celebrato i 60 anni dello stabilimento piemontese di appresta a festeggiare un altro importante anniversario. Quello della Guida in italiano.

Quella del 2025 infatti sarà l'edizione numero 70 della Guida Michelin italiana, evolutasi nel corso degli anni arrivando ad assegnare, a partire dal 2020, anche la stella verde. Un riconoscimento per i ristoranti maggiormente attenti al tema della sostenibilità, dalla ricerca delle materie prime alla riduzione dell'impatto energetico, fino all'offerta di stazioni di ricarica per auto elettriche. 

La Guida Michelin italiana del 1956

Evoluzione che naturalmente è presente anche quando si parla di pneumatici, dalla fabbricazione allo smaltimento. L'obiettivo di Michelin è quello di azzerare le proprie emissioni di CO2 entro il 2050, dimezzandole rispetto al 2010 entro il 2030. Obiettivi che gli stabilimenti italiani potrebbero raggiungere prima del previsto. 

Le novità

Parlando di prodotto il 2024 vedrà l'arrivo di 10 nuovi pneumatici Michelin: uno per auto, tre per moto e sei per le biciclette, segmento questo nel quale l'azienda è sempre più presente, grazie anche al "boom" della pedalata assistita.

Pneumatici Michelin senza aria

Michelin Uptis

L'anno della grande rivoluzione sarà però il 2025 quando potrebbero arrivare su strada i primi modelli airless (i Michelin Uptis) per auto, già utilizzati da DHL in Giappone i dalle poste francesi.