Sono salito sulla Tesla due posti che nessuno può guidare
Siamo saliti sulla Tesla Cybercab, coupé due posti completamente a guida autonoma che forse un domani potrebbe dare vita alla Model 2
Entrare in un'auto e non doversi preoccupare di sistemare il volante, tenere le mani alle 10:10 come scuola guida insegna e posizionare lo smartphone lontano per evitare tentazioni. E multe. Semplicemente digitare la destinazione sul monitor centrale, o ancora meglio sull'app, e poi disinteressarsi completamente di ogni aspetto relativo alla guida. È la guida autonoma, chimera che alcune Case auto hanno abbandonato, mentre altre continuano a lavorarci. Poi c'è Tesla, che la sua auto a guida autonoma l'ha presentata un paio di mesi fa.
Si chiama Tesla Cybercab e per molti anticipa le forme della Tesla Model 2, quella che dovrebbe essere l'auto più economica della Casa texana. Potrebbe non essere così. Proprio il Cybercab infatti rappresenterebbe la "piccola" di Tesla. Con prezzi al di sotto di 30.000 dollari e dedicata a flotte di robotaxi. E nessuno potrà guidarla, perché ci penserà da sola. Noi abbiamo visto a Londra uno degli esemplari funzionanti che ha preso parte alla presentazione californiana dello scorso ottobre. Ecco l'effetto che fa.
L'effetto che fa
È strano. Qualcuno arriverebbe perfino a rimpiangere il criticatissimo (e per nulla comodo) Yoke, il volante stile Supercar introdotto circa 3 anni fa. Qui il volante proprio non c'è. Naturalmente nessun problema in catena di montaggio, perché la Tesla Cybercab è un'auto a guida autonoma di Livello 5, vale a dire che non servono comandi a uso e consumo degli umani. Una coupé per due passeggeri, dove l'autista non esiste. O meglio, ha le forme di circuiti integrati e schede madri. L'anima è quella del software che fa dialogare il tutto.
Il Tesla Cybercab visto dal vivo
Praticamente la versione sotto steroidi dell'Autopilot di Tesla, con telecamere e intelligenza artificiale a vegliare costantemente. Niente radar né lidar. Per Musk è meglio così, avere "veri" occhi a osservare la strada. Il resto lo si lascia ad altri. Chi avrà ragione? Ai posteri l'ardua sentenza.
Ma non mi voglio perdere in considerazioni filosofiche. Veniamo al dunque: com'è dal vivo il Cybercab? Esteticamente riprende qualcosa dal Cybertruck, senza però avere le forme sgraziate ed eccessivamente taglienti del pick-up firmato Tesla. Sembra quasi essere uscita dal disegno di un bambino. Ha linee semplici e mancano dettagli come specchietti retrovisori e lunotto. D'altra parte se a guidare non siete voi, a cosa servirebbero?
Tesla Cybercab, il posteriore
Il Tesla Cybercab visto dal vivo
Lo diciamo? Lo diciamo: è un po' anonima. Talmente anonima che non ha nemmeno un logo sulla carrozzeria. Perché? Non ne ha bisogno. Il suo essere semplice nelle linee la aiuta a farsi riconoscere. E se poi, vedendola passare, fate caso all'assenza di guidatore i dubbi scompaiono.
Ancora un prototipo
Dentro il minimalismo stilistico continua. C'è solo il monitor centrale, quello che ritroviamo su ogni altra Tesla. Ascoltare musica, guardare film, giocare. Passa tutto da lì. Ci sono appena tre pulsanti fisici: due per abbassare e alzare i finestrini e uno per accendere la luce sul tetto.
Tesla Cybercab, gli interni
Qui distrarsi sarà un obbligo, complice l'essere sopraffatti dalla noia, o dall'angoscia di sapere che mai e poi mai potremo intervenire in caso di pericolo. Effetto montagne russe, con la differenza che non ci troveremo su binari all'interno di un parco divertimenti. Peccato però che non sia riuscito a giocare con il sistema di infotainment del prototipo visto a Londra. Era in modalità demo, a mostrare un video in loop. Scontata la presenza di funzioni dedicate, come videochiamata e app per lavorare, mentre per i vari videogiochi presenti chiaramente non si potrà utilizzare il volante, ma si potranno abbinare controller bluetooth. Come sulle Tesla attuali.
Lo spazio naturalmente non manca, sia in abitacolo sia nel bagagliaio. Non ci sono dati ufficiali riguardo la capacità di carico ma - come vi mostro nel video - è quasi da familiare e in occasione della presentazione si è parlato della possibilità di farci entrare un paio di biciclette. Mica male.
Per parlare della qualità di materiali invece è troppo presto: si tratta di un prototipo e la versione di serie arriverà "entro il 2027" ha detto Musk. Rimane il fatto che al tatto non mi hanno dato un feedback particolarmente gratificante. Così come i sedili, non tanto per i materiali quanto per il design. Ricordano poltroncine da casa, ma la totale mancanza di profilature lascia a desiderare. Non bisogna aspettarsi di toccare velocità smodate, ma fianchetti anche lievemente accennati per trattenere il corpo fanno la differenza. Sempre.
Tesla Cybercab, il monitor centrale
C'è poi la questione tempistiche: sappiamo bene come i piani di Musk subiscono immancabilmente ritardi e riprogrammazioni. Il consiglio è quello di non puntare tutto sul 2026 come anno di effettivo arrivo sul mercato del Cybercab. Anche perché, oltre a quelle tecniche, ci saranno anche le questioni legislative da affrontare e modificare.
Fotogallery: Il Tesla Cybercab visto dal vivo
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