Ho provato di persona la guida autonoma di Volkswagen: ecco com'è
Nel traffico di Amburgo con l'ID. Buzz AD di MOIA, azienda del gruppo che sviluppa soluzioni di mobilità alternativa
C’è stato un periodo in cui tutti parlavano (e parlavamo) di guida autonoma. Poi l’attenzione dei media si è spostata altrove, ma non quella degli ingegneri, che hanno continuato a lavorare su questo fronte. Negli Stati Uniti diversi stati hanno già autorizzato servizi di taxi automatizzati, come quelli di Waymo (che fa capo a Google) e di altri operatori.
Ora, però, tocca ad un'azienda europea: MOIA, che fa parte del Gruppo Volkswagen, svela una soluzione concreta e sostenibile pensata per il mercato globale. L'applicazione di queste tecnologie ha trovato corpo su una ID. Buzz ribattezzata "AD", che chiaramente sta per autonomous driving. Ci sono salito a bordo per un test drive nella traffico reale, ecco com'è andata.
Così naturale che non ci fai caso
Salgo sulla ID. Buzz alle spalle del grande padiglione dell'UITP Summit, la grande fiera dedicata ai trasporti pubblici e alla mobilità alternativa che si tiene ad Amburgo e che è stato il palcoscenico perfetto per svelare il modello.
Volkswagen ID. Buzz AD di MOIA a guida autonoma
Seduto dietro al volante c'è un tecnico di MOIA: l'auto sulla quale sono salito è pienamente funzionante ma l'operatore sta conducendo dei test. E poi, per sicurezza, allo stato attuale ci potrebbe sempre essere bisogno di intervenire. Eppure, per tutto il tragitto di prova, lui non ha mai dovuto sfiorare il volante.
L'ID. Buzz AD ha inserito la freccia e cominciato la sua traversata del centro di Amburgo con nonchalance, potendo certamente contare su una segnaletica orizzontale pressoché perfetta - che dalle nostre parti ci scordiamo. Qualche rallentamento poteva forse essere più dolce, ma del resto anche i guidatori più esperti ogni tanto ci vanno meno leggeri sul pedale del freno.
Volkswagen ID. Buzz AD, vista interna
Mi ha sorpreso poi la reazione della ID. Buzz AD al momento in cui una ciclista si è praticamente buttata davanti a noi dopo essere scesa dal marciapiede. Ebbene, la frenata e anche la leggera sterzata preventiva sono state immediate. La sensazione, quindi, è stata quella che il software avesse pienamente controllo della situazione. Medesima cosa quando, invece, abbiamo superato un furgone in doppia fila.
A parte questi due casi più particolari, per il resto la traversata è stata confortevole, naturale. Tanto da non accorgersi, alla fine, che non c'è nessuno in carne e ossa a guidare. E l'obiettivo è proprio questo.
Riesce a vedere ovunque
L’ID. Buzz AD sfrutta una sensoristica completa: 13 telecamere, 9 unità LiDAR e 5 radar per una copertura a 360° dell’ambiente circostante. La guida autonoma, di livello SAE 4, si appoggia all’AI di Mobileye e a sistemi sviluppati da Volkswagen Autonomous Mobility in collaborazione con MOIA, con un centro di controllo remoto pronto a intervenire in caso di necessità.
Volkswagen ID. Buzz AD, vista posteriore
Anche internamente i passeggeri vengono monitorati costantemente per la loro sicurezza. Dentro c'è spazio per 4 persone mentre al posto del sedile del passeggero anteriore è stato ricavato un portabagagli. Trattandosi di una versione a passo lungo dell'ID. Buzz, l'abitacolo sarebbe comunque configurabile anche in maniera diversa, magari con i sedili rivolti tra loro a mo' di salotto.
Volkswagen ID. Buzz AD, bagagliaio anteriore
Volkswagen ID. Buzz AD, l'abitacolo
Tramite intelligenza artificiale e connessione alla Rete, poi, il cervello elettronico dell'ID. Buzz è in grado di imparare e di comunicare con gli altri veicoli del Gruppo Volkswagen che si muovono nella stessa area, al fine di condividere le informazioni.
Lo chiami con l'app e ti porta dove vuoi
Così come già avviene per vari di servizi di taxi o car sharing, basterà scaricare l'app e chiamare il veicolo, che aprirà automaticamente le sue portiere non appena si avvicinerà lo smartphone al montante o si digiterà un codice sul tastierino.
MOIA, società del gruppo Volkswagen nata nel 2016 e con sedi a Berlino e Amburgo, già da tempo si occupa di servizi di ride‑pooling elettrico e on‑demand in collaborazione con le amministrazioni locali. Già oggi ad Amburgo e in altre città tedesche ci sono dei van, guidati da autisti, che i cittadini possono chiamare tramite app e sfruttare per essere portati ovunque in un'area delimitata.
Volkswagen ID. Buzz AD, vista frontale
Con l'ID. Buzz AD questo concetto è ancora più avanzato. E ambizioso, visto che non solo già oggi alcuni prototipi stanno attraversando le strade di Austin, in Texas, per prepararsi anche alle strade - e alle normative - statunitensi, ma la piattaforma hardware-software messa a punto da MOIA sarà poi disponibile per compagnie terze che decideranno di lanciarsi nel business del ride-pooling autonomo.
Prima di vedere un ID. Buzz AD completamente libero di muoversi, comunque, ci vorrà un po', perlomeno dalle nostre parti: tecnologia e legislazione devono andare di pari passo.
Fotogallery: Volkswagen ID. Buzz AD di MOIA a guida autonoma
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