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Marchi auto cinesi: chi sono e chi vogliono conquistare

Dalla produzione economica locale a marchi hi-tech e di lusso, ecco come la Cina punta a riscrivere le regole del mercato

Marchi auto cinesi: chi sono e chi vogliono conquistare
Foto di: Motor1 Italy

L’industria automobilistica, così come la conosciamo oggi, è relativamente giovane. Con circa 120 anni di storia, è rimasta pressoché invariata negli ultimi 50, dominata dai marchi americani, europei, e successivamente, da quelli giapponesi e coreani, che ne hanno guidato l’espansione globale. Negli ultimi cinque anni, però, questo equilibrio è stato profondamente stravolto.

L’ascesa della Cina come seconda economia mondiale ha avuto un impatto enorme anche sul settore automotive. Per oltre trent’anni, i costruttori cinesi hanno collaborato con aziende occidentali, imparando da loro. Oggi, molti di questi marchi hanno raggiunto – e in alcuni casi superato – i loro ex partner. Lo studente ha superato il maestro.

A ottobre 2025, esistono oltre 100 marchi di auto passeggeri cinesi, più di quelli europei (57), statunitensi (14), giapponesi (14) e coreani (4) messi insieme. Con oltre 24 milioni di veicoli venduti in un solo anno, la Cina è un mercato gigantesco, capace di accogliere una varietà enorme di marchi. Ma non sono tutti uguali.

Le varie categorie dei marchi cinesi

1. Marchi low-cost o a bassa tecnologia

Questi marchi utilizzano piattaforme datate, spesso derivate da vecchi modelli di marchi occidentali. Si rivolgono ai segmenti d’ingresso del mercato con prezzi molto bassi, pensati soprattutto per le città di terzo livello e le aree rurali.

Esempi: Hengrun, Pocco, Vi Auto, oppure marchi esportati anche fuori dalla Cina come SWM, ZX Auto, JMC, BAW.

2. Marchi generalisti

I marchi generalisti cinesi si possono dividere in tre sottogruppi:

  • Entry-level: come JAC (276 immatricolazioni in Europa da gennaio ad agosto 2025) e Forthing (2.360 unità);
  • Mainstream: marchi come BAIC (3.379 unità), Chery (410), Jaecoo (26.600), MG (196.324 unità, pari al 2,3% del mercato europeo), Geely (1.388);
  • Upper-mainstream: Jetour, Omoda (27.726 unità), Lynk & Co (6.216), e BYD, che in Europa ha immatricolato 95.346 veicoli tra gennaio e agosto 2025, equivalenti all’1,1% del mercato.
<p>Omoda 5</p>

Omoda 5

Foto di: Motor1.com
<p>Lynk & Co 08</p>

Lynk & Co 08

Foto di: Lynk & Co
<p>Voyah Courage</p>

Voyah Courage

Foto di: Dongfeng

3. Marchi semi-premium

I marchi semi-premium sono brand come Voyah (378 unità in Europa), Zeekr (2.569), e Xpeng (10.913).

4. Marchi premium

I marchi premium cinesi includono Denza, Stelato, MHero e Yuanhang, ancora poco conosciuti fuori dalla Cina ma in forte espansione.

<p>Denza Z Concept</p>

Denza Z Concept

Foto di: Denza
<p>Xiaomi YU7</p>

Xiaomi YU7

Foto di: Xiaomi

5. High-tech o start-up EV in forte crescita

Questi marchi sono i protagonisti della rivoluzione elettrica cinese, tra cui Xiaomi, Luxeed, NIO, Avatr, Aito e Li Auto. Tra questi, solo NIO è già presente in Europa, con 593 veicoli immatricolati da gennaio 2025.

6. Marchi di lusso

Al momento sono solo tre e rappresentano il vertice dell’offerta cinese:

  • Golden Sunflower, sub-brand di Hongqi
  • Yang Wang, del gruppo BYD
  • Maextro, firmato JAC

In sintesi, la Cina offre un’enorme varietà di marchi e soluzioni, e non solo per il mercato interno. La loro espansione globale è ben pianificata e pronta a cambiare ulteriormente gli equilibri del settore automobilistico mondiale.

L'autore dell'articolo, Felipe Munoz, è Automotive Industry Specialist di JATO Dynamics.