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BYD guarda alla Spagna per la sua terza fabbrica europea

La decisione è attesa entro l'anno. Ecco cosa sappiamo

BYD Dolphin Surf
Foto di: BYD

BYD, il più grande costruttore automobilistico cinese, è pronto a rafforzare ulteriormente la sua presenza in Europa. Dopo aver avviato i lavori per un impianto in Ungheria e aver annunciato un secondo stabilimento in Turchia, l’azienda sta ora valutando la Spagna come possibile sede per la sua terza fabbrica nel Vecchio Continente.

La scelta dipenderebbe dal fatto che il Paese iberico offre un contesto favorevole dal punto di vista industriale ed energetico, con costi di produzione competitivi e un sistema elettrico sempre più orientato verso le fonti rinnovabili. Inoltre, la collaborazione politica ed economica tra Madrid e Pechino è diventata negli ultimi anni sempre più solida, al punto che la Spagna si è anche astenuta, lo scorso anno, dal voto europeo sui dazi verso le auto elettriche cinesi.

L'energia costa meno che in Italia

Anche Alberto De Aza, country manager di BYD per Spagna e Portogallo, ha sottolineato recentemente come la Spagna rappresenti un’opzione “ideale” per espandere la produzione in Europa, evidenziando i vantaggi di un'infrastruttura industriale ben sviluppata e un costo dell’energia più contenuto rispetto ad altri Paesi europei.

La Germania, ad esempio, era tra le alternative considerate, ma secondo quanto riferito da Reuters, sarebbe stata scartata proprio a causa dell'elevato costo del lavoro e delle forniture energetiche.

Nonostante l’interesse crescente per la Spagna, va detto che BYD non ha ancora preso una decisione definitiva. L’azienda continua a valutare diverse opzioni e ogni eventuale accordo dovrà comunque passare al vaglio delle autorità regolatorie cinesi. Tuttavia, la scelta ufficiale potrebbe arrivare prima della fine dell’anno.

Perché è importante produrre in Europa

BYD vuole produrre localmente tutti i modelli destinati all'Europa per eliminare la dipendenza dall’importazione e aggirare eventuali barriere commerciali (come i dazi). È una mossa ambiziosa, ma in linea con la crescita che il marchio sta registrando in Europa: nei primi otto mesi del 2025, le vendite sono aumentate di oltre il 280% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, anche grazie all’ampliamento della gamma, che oggi comprende sia modelli elettrici al 100% che ibridi plug-in.

Parallelamente, l’azienda ha rivisto l’organizzazione interna, assumendo nuovi dirigenti, rafforzando la rete di concessionari e puntando con decisione su mercati chiave, come quello italiano, dove l’offerta BYD sta iniziando a farsi conoscere sempre di più.

<p>La BYD Atto 3 sarà prodotta nella fabbrica ungherese del marchio</p>

La BYD Atto 3 sarà prodotta nella fabbrica ungherese del marchio

Nel frattempo, i lavori per la gigafactory ungherese sono in corso, anche se la produzione su larga scala è stata posticipata al prossimo anno. L’impianto turco, invece, dovrebbe diventare operativo nel 2026.