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Perché Mercedes, Audi e BMW stanno tornando al design del passato?

I brand premium tedeschi sono pronti ad abbracciare nuovi stili per i loro modelli del futuro, tutti ispirati alla storia

Design retrò premium tedesche
Foto di: Motor1 Italy

In un’epoca fatta di tensioni globali, crisi ambientali, guerre e tecnologie sempre più sfuggenti, i marchi premium dell’auto della Germania scelgono di tornare indietro. Non per nostalgia sterile, ma per riscoprire nel design la forza rassicurante delle radici, della memoria, dell’identità.

Audi, BMW e Mercedes esplorano oggi un linguaggio formale che si rifà ai tratti distintivi del loro passato. Lo fanno con auto dal carattere deciso, che rileggono la storia attraverso una lente moderna: Concept C, la nuova iX3 di serie e la Vision Iconic, che anticipano una stagione fatta di richiami visivi, evocazioni simboliche e un’inedita filosofia stilistica.

Mercedes Vision Iconic, l’anima del marchio tra futuro e memoria

Il frontale della Vision Iconic non lascia dubbi: la calandra a listelli orizzontali, cromata e prominente, ma raccolta al centro quasi come un quadrato arrotondato, è un richiamo diretto alle Mercedes degli anni '50, da quelle della serie Ponton alla leggendaria 300 SL.

 

I fari anteriori singoli, incassati e circolari, aggiungono un tocco vintage che si sposa con la silhouette tesa e possente dell’auto. Il corpo vettura, massiccio ma proporzionato e molto aerodinamico, sembra scolpito nella materia: le superfici sono nette, il tetto basso e la linea di cintura alta restituiscono l’impressione di un monolite tecnologico. Il colore non può che essere il nero, con gli elementi luminosi a creare un forte contrasto con o senza luce esterna.

Mercedes-Benz Vision Iconic

La vista laterale della Mercedes Vision Iconic mostra bene le proporzioni neo-deco e la linea fortemente aerodinamica

Mercedes Vision Iconic

Le luci di coda: forme scolpite e due sottili linee colorate avvolgenti

Mercedes-Benz Vision Iconic

Via il frontale delle Mercedes sportive con la calandra larga e la grande stella al centro: ritorna il vecchio "radiatore" con la stella separata, in alto

Foto Di: Mercedes-Benz
Foto Di: Mercedes-Benz

Ma non è solo un esercizio stilistico: Vision Iconic esprime una filosofia. Tornare a elementi noti, come uno stemma, una calandra o un profilo, significa oggi offrire certezze visive in un mondo che cambia. Mercedes non rifiuta il futuro: lo abbraccia con forme che parlano la lingua del passato. E lo fa con coerenza, rafforzando l'identità del marchio come baluardo dell'eleganza formale e del lusso razionale.


Audi Concept C e BMW iX3: passato verticale

Accanto a Mercedes, anche Audi e BMW riscoprono le linee verticali.

La Concept C di Audi, presentata da poco come effettiva opera prima del designer Massimo Frascella, rivela una griglia frontale che rinuncia alla forma ottagonale per tornare a una struttura quasi neoclassica: verticale, sottile, rigorosa.

Da tanti anni, le Audi hanno avuto un frontale con un impianto orizzontale, o al limite con la calandra incorporata nel cofano -ad esempio, nella Audi 100 degli anni '90, fino al recente "single frame" di De Silva. Per arrivare a qualcosa di simile alla Concept C bisogna andare molto indietro nel tempo, agli anni dell'Auto Union. Quegli elementi stilistici sono oggi trattati con il filtro di una modernità minimale.

Audi Concept C (2025)

Nell'Audi Concept C non ci sono solo richiami alla TT o alla R8, ma alle sportive Auto Union del passato

Foto di: Audi
BMW iX3 (2026) - Foto

BMW tornò a costruire berline e coupé sportive di pregio con la Neue Klasse, e il doppio rene stretto era una sua caratteristica, che oggi ritorna sulla iX3 di serie

Foto di: BMW

Lo stesso accade con la nuova BMW iX3, dove il doppio rene stretto e sviluppato in altezza rappresenta il ritorno a un segno archetipico, che va oltre la funzione per diventare emblema.

In entrambi i casi, il linguaggio stilistico si spoglia del superfluo per rivelare una forma pura, in cui ogni dettaglio è un segno. Il passato, qui, non è decorazione, ma architettura. I riferimenti visivi rassicurano: sono familiari, simmetrici, leggibili: in un'epoca in cui l'incertezza domina, il design trova nel passato una grammatica solida su cui costruire nuove narrazioni.

Quando il rétro era già futuro: il design neo-deco tedesco

Non è la prima volta che i marchi tedeschi flirtano con il passato. Nei primi anni 2000, progetti come la Maybach Exelero -realizzata in Italia da Stola, ma con un design voluto dal committente- o la Audi Rosemeyer concept ispirata alle Auto Union da competizione, riportavano in vita un linguaggio ispirato all'estetica streamline degli anni '30, ma con un'aura quasi gotica, da "Batmobile".

Erano esercizi di stile monumentali, teatrali, che cercavano di evocare potenza più che eleganza, al confine tra automobile e auto neo-deco.

Peugeot 908 RC Concept (2006)

Pnche Peugeot nel 2006 si cimentò nel rétro-design, con la 908 RC Concept

Audi Rosemeyer (2000)

A'udi Rosemeyer del 2000 si ispirava alle Auto Union da corsa

Maybach Exelero

Mercedes non è nuova al richiamo del passato, soprattutto con il brand Maybach: basta guardare la Maybach Exelero concept, basata su principi molto simili a quelli dell'ultima Mercedes

La BMW Concept Coupé Mille Miglia del 2006, meno nota al grande pubblico, si inserisce nello stesso filone: forme affusolate, fari coperti, carrozzeria da speedster d'altri tempi. Ma allora quelle suggestioni sembravano troppo distanti dalla produzione, forse troppo impegnative da industrializzare.

Oggi, invece, il clima culturale è cambiato: il pubblico non cerca più solo novità, ma significati; la tecnologia è cresciuta, e l'elettrico offre nuove opportunità per la distribuzione delle parti. E il passato, reinterpretato con misura, offre molti spunti.


Non solo ricordi: tra riletture e citazioni

Altri marchi hanno fatto del design rétro una vera strategia. Renault, con la triade R5, R4 e Twingo riviste in chiave elettrica, punta su una continuità visiva capace di far breccia anche nei giovanissimi. Fiat lo ha fatto già con la 500, Volkswagen con la New Beetle e poi la ID.Buzz, e naturalmente c'è la Mini, diventato un brand dalle molte sfaccettature, ma con una sola idea. In questi casi il passato è stato valorizzato senza ironia, con un linguaggio accessibile, quasi pop.

Più ambigua la scelta di alcuni marchi che riprendono nomi storici per modelli completamente nuovi: le Ford Puma e la Capri, oggi crossover sportivi elettrificati, condividono con le omonime solo il nome e un vago spirito dinamico.

Fiat Trepiùno Concept (2004)

La Fiat Trepiùno Concept del 2004 di Roberto Giolito, anticipatrice dell'attuale 500 su un pianale più grande: il retro design riprende forme, proporzioni e concetti da un passato "felice"

Mini Cooper Seven

Il ritorno della MINI by BMW: la riproposizione di un'idea geniale e all'avanguardia, anche tecnicamente. Da quella base, oggi MINi è un intero brand, tutto basato sugli stessi principi di design

E poi c'è Citroen, da sempre legata a una forma di avanguardia stilistica. Tutti si aspettano una nuova 2CV, ma il marchio risponde con concept sempre sorprendenti: eppure, bastò l'arco del parabrezza della prima C3, nel 2002, per evocare il mito e rilanciare le vendite.


Il design, come il cinema e la musica, riflette il tempo che abitiamo. Se oggi tornano le sonorità degli anni '80, i remake delle saghe storiche e il vinile, anche l'automobile cerca nel passato un rifugio stilistico. Ma non è un vezzo nostalgico: è una necessità espressiva.

In un futuro incerto, il trend potrebbe essere proprio questo: il saper custodire ciò che ci ha già rassicurato. E trasformarlo, ancora una volta, in emozione. 

Fotogallery: Mercedes-Benz Vision Iconic