La Defender Rally si prepara per la Dakar 2026!
Mancano oramai pochi giorni all'esordio del prototipo che abbiamo visto mesi fa in anteprima in Marocco
Una, due, tre martellate. Proibite a dirla tutta. E’ il 1995 quando Stephane Peterhansel prese in prestito un martello dall’organizzazione. Serviva sistemare un supporto della sua moto. Jordi Arcarons se ne accorse e Stephane fu penalizzato di 15 minuti. 3 per ogni colpo. Da lepre a inseguitore. Durò poco perché la tappa seguente, Peterhansel recuperò 22 minuti vincendo quella Parigi-Dakar.
Questa è solo una delle storie che ha reso leggendaria la corsa nel deserto, la “sfida per chi parte, il sogno per chi resta”, come diceva il fondatore Thierry Sabine. Ed è con questo spirito - che la corsa non ha mai del tutto abbandonato, anzi - che la Dakar ha voluto proporre la nuova categoria Stock.
La sfida del Defender
Roba da anni Ottanta. Romantica e pura. Una filosofia che oggi, anno Domini 2026, Defender ha voluto riabbracciare, presentando il Defender Rally D7X-R: un oggetto imponente, prorompente e massiccio che abbiamo già potuto ammirare durante i test in Marocco di qualche mese fa. E, guarda un po', con lo stesso Peterhansel tra i suoi attori principali.
La questione non è "superficiale". Un tempo la Dakar era considerata l'avventura per eccellenza: si lottava contro l'assolutezza del deserto e la disperazione di una rottura meccanica, sfidando cronometro e navigazione. La categoria Stock, con mezzi più vicini alla serie (seppur modificati), vuole proprio far riaffiorare quell'epica così fondamentale.
Land Rover Defender Rally, le prove in Marocco
Si parte da una base reale
La base del prototipo è il Defender Octa, un oggetto che monta motore V8 4.4 litri biturbo con 636 CV di potenza e una coppia di 800 Nm. Ha il cambio automatico a otto rapporti, trazione integrale con differenziale autobloccante posteriore, sospensioni multilink dietro e doppio braccio oscillante davanti, e soprattutto ammortizzatori 6D Dynamics con il controllo attivo del beccheggio e del rollio.
Ecco, la protagonista di questa storia nel deserto parte proprio da questo ultimo elemento per differenziarsi: nel suo utilizzo “reale”, le sospensioni a controllo attivo permettono di non avere le barre antirollio, limitanti in estensione. Ma per una vettura Dakar, la necessità è altra: servono paradossalmente ammortizzatori più rigidi, duri per galleggiare sul terreno, e uno smorzamento con una corsa più controllata.
Si, ho usato il termine “galleggiare”. A quella velocità, tra dune, sassi, sterrato…si vola.
Le modifiche tecniche principali:
- Trasmissione: rapporti ottimizzati mantenendo la trazione integrale, con differenziali meccanici sia anteriori che posteriori (addio controllo elettronico)
- Sospensioni: altezza da terra variabile in base alle caratteristiche delle tappe, ma escursione massima invariata per vincoli regolamentari. Una sfida particolare considerando che l'anteriore lavora con una singola molla, contro le due del retrotreno
- Motore: nessuna modifica significativa, visto che la categoria Stock impone un limite di velocità tra 170 e 175 km/h
- Serbatoio: unità omologata FIA da 550 litri, fondamentale per l'autonomia ma cruciale per il bilanciamento del mezzo. Pensate a cosa significa, in termini di baricentro, peso e lavoro delle sospensioni, svuotare progressivamente un serbatoio del genere durante una tappa
Il prototipo visto dal vivo
La sfida: la Dakar 2026
La Dakar 2026, inizerà il 3 gennaio per chiudersi il 17. Anche quest'anno, il settimo consecutivo, si disputerà lungo il deserto dell' Arabia Saudita, presentando un percorso ad anello di quasi 8.000 chilometri con partenza e arrivo a Yanbu, sulla costa del Mar Rosso.
Ci saranno novità interessanti in questa edizione: scompare infatti la temuta tappa di 48 ore che aveva caratterizzato le ultime edizioni, così come l'ingresso nell'Empty Quarter. Al loro posto, gli organizzatori hanno introdotto due tappe Marathon: la prima si svolgerà mercoledì 7 gennaio ad AlUla, con 451 chilometri cronometrati per le auto (417 per le moto), proseguendo giovedì 8 fino a Ha'il con 372 km di prova speciale per le auto e 356 per le moto. La seconda Marathon è in programma il 13 e 14 gennaio tra Wadi Ad-Dawasir e Bisha, con oltre 400 chilometri cronometrati per entrambe le giornate.
Le tappe più impegnative arriveranno subito dopo il giorno di riposo previsto il 10 gennaio a Riyadh: domenica 11 gennaio i concorrenti affronteranno 462 km di prova speciale (tappa 7), mentre lunedì 12 dovranno vedersela con la tappa 8, la più lunga dell'intero rally con ben 481 km cronometrati In totale, le auto percorreranno 7.994 chilometri (di cui 4.981 cronometrati) mentre le moto 7.906 km (4.912 cronometrati).
Fotogallery: Defender Dakar D7X-R
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