Suzuki, in Italia tra neutralità tecnologica e valore dell'usato
Massimo Nalli, Presidente e CEO, a ruota libera su transizione, normative che cambiano e necessità reali degli automobilisti
In Italia, i segmenti A e B valgono oltre il 60% del mercato. Magari i margini sono risicati, è vero, ma è qui che si gioca la partita vera. Ed è qui che Suzuki ha costruito il suo primato europeo, puntando su compatte concrete, allestimenti completi e una strategia che tiene insieme ibrido ed elettrico.
In un momento in cui molti costruttori hanno scelto una direzione unica, la casa giapponese preferisce mantenere più strade aperte. Una scelta che dice molto non solo sul brand, ma anche sulle reali esigenze del mercato italiano. Ne è un esempio l'ultima edizione della Swift, che si chiama Sakura e incarna i requisiti della clientela nostrana.
Ho parlato di questo, e di tanto altro, con il Presidente e CEO di Suzuki Italia, Massimo Nalli, in occasione del lancio della Swift Sakura, nella cornice di Sanremo 2026.
- L'Italia è il primo mercato d'Europa. Qual è la ricetta del successo?
- A chi si rivolge la nuova Swift Sakura?
- Quali sono le caratteristiche?
- Quanto è difficile, dal Giappone, fare strategia per il mercato europeo?
- Ibrido: stanno cambiando le politiche comunali?
- Suzuki ha deciso come affrontare il tema delle E-Car?
- Sanremo, come funziona la partnership?
L’Italia è il primo mercato in Europa per Suzuki. Qual è la chiave di successo, in relazione agli altri mercati?
Prima di tutto, i prodotti Suzuki rispondono alle esigenze del mercato italiano che, rispetto agli altri mercati europei, privilegia i segmenti bassi. Per esempio il segmento A, per capirci quello della Panda, in Italia è il doppio della media europea. È un esempio che già dice molto. Insieme al segmento B, quello della Corsa, Clio, Yaris, se vogliamo anche della Swift, che ha dimensioni un po' in mezzo tra le due categorie, superano il 60% del mercato.
Suzuki Vitara, S-Cross e Swift, le novità 2026
Suzuki è particolarmente performante nella progettazione e produzione di veicoli di segmenti proprio di quelle dimensioni, quindi troviamo un'attinenza facile con la domanda italiana. Abbiamo aggiunto una strategia originale, che viene eseguita solo in Italia, del valore del prodotto: cerchiamo di lanciare sul mercato solo le versioni più accessoriate, perché noi italiani siamo particolarmente esigenti sotto questo aspetto e disposti a spendere qualcosa in più per una dotazione completa.
Questa strategia rende facile la scelta: il valore sul mercato dell'usato cresce, perché ci sono versioni riccamente equipaggiate messe a listino, quindi non ci sono optional che poi perdono valore sul mercato dell'usato. Il cliente è soddisfatto perché ha una vettura con tutti gli ADAS, tutto quello che c'è per il comfort e tutto quello che c'è per le performance. Quindi, per tornare alla domanda, direi che la nostra forza sono i segmenti compatti e la ricchezza degli equipaggiamenti.
Parlando delle esigenze dei clienti, quali pensate di intercettare con la nuova edizione Sakura della Swift? C’è la dotazione ricca, sì, ma anche una certa attenzione al look.
Il target di Swift è un target particolarmente orizzontale, cioè che raccoglie consensi da giovani, da meno giovani, da uomini, da donne. Senza dubbio una colorazione con l'oro rosa può strizzare l'occhio al mondo femminile in modo particolare.
Fotogallery: Suzuki Swift Hybrid 2025 Sakura
In effetti, c’è stata recentemente anche la comunicazione in collaborazione con Carolina Kostner, che ha pattinato sul ghiaccio insieme a una Swift guidata dal dieci volte campione italiano di rally, Renato Travaglia. Potrei dire, quindi, che strizziamo l'occhio al mondo femminile, consapevoli comunque che metà dei nostri clienti restano uomini e apprezzano la Swift con toni accesi, magari bicolore.
Si tratta di un'edizione esclusiva per il mercato italiano? Come avete scelto la combinazione cromatica?
Sì, la Swift Sakura è una vettura destinata al solo mercato italiano. Il rosa richiama in qualche forma il colore dei fiori del ciliegio che, in giapponese, si dice Sakura, appunto. La fioritura del ciliegio avviene da metà aprile fino a fine maggio, e noi venderemo l’auto da metà aprile fino al 21 giugno, legandoci a questo concetto di stagionalità. Nella cultura giapponese, la fioritura del ciliegio rappresenta non solo la primavera la stagione che riparte, la natura che si risveglia ma rappresenta anche una riflessione sulla caducità delle cose belle perché il fiore di ciliegio fiorisce e sfiorisce nel giro di pochissimi giorni.
Suzuki Swift Hybrid 2025 Sakura - Foto dinamiche
La Swift ha un motore ibrido a 12V che riduce i consumi ma non aggrava in modo particolare il peso della vettura, il suo punto di forza che le permette di consumare veramente poco e, addirittura, di entrare in Area C a Milano gratuitamente, come le vetture elettriche.
Tornando al discorso di esigenze e volontà della clientela, modelli molto amati come Jimny e Ignis sono scomparse, vincolate alla normativa Europa in quanto a emissioni. Ecco, quanto è difficile, dal Giappone, fare strategia per il mercato europeo?
La strategia è una combinazione di decisioni, che sono la cosa più difficile per l’essere umano. Per le multinazionali è lo stesso. Scegliere quale sia la soluzione per il futuro nell’automotive, in questo momento, è particolarmente complesso. La posizione di Suzuki è stata, fin dall’inizio, di non investire il 100% sull'elettrico ma di ascoltare la voce di quei clienti che hanno bisogno di un’auto e hanno esigenze di mobilità.
Suzuki eVitara (2025) - Prova su strada
L’elettrico, prima di garantire queste ultime, deve raggiungere prezzi più bassi di oggi e la rete di ricarica deve essere ancora più capillare. A quel punto, le persone potranno volere un’elettrica e Suzuki sarà pronta, abbiamo già la e-Vitara, una 4x4 vera con due motori e una potenza adeguata per trarsi di impaccio. Arriveranno altre elettriche, ma anche altri modelli ibridi. Investiamo a 360°, anche sull’idrogeno e sui biocarburanti, che per ora sono un po’ trascurati ma potrebbero rappresentare una soluzione n linea con la sostenibilità richiesta.
La complessità normativa è anche locale. La giunta comunale di Roma sta pensando di revocare la possibilità per le auto mild hybrid di parcheggiare gratuitamente sulle strisce blu. Voi avete contribuito alla diffusione di questa tecnologia ma il caso della Capitale potrebbe, in qualche modo, essere l'inizio di una nuova difficoltà, considerando che altre amministrazioni comunali potrebbero adottare la stessa politica?
Giocoforza, man mano che la diffusione delle auto ibride ed elettriche aumenta, diminuiranno i vantaggi riservati alle stesse. Le ibride sono ormai più del 50% del mercato, quindi farle parcheggiare gratis significa perdere una grossa percentuale di incassi per i comune.
Suzuki Swift Hybrid Allgrip (2025), la prova
Potessi parlare al sindaco di Roma, gli chiederei se vuole favorire una tecnologia o favorire l’ambiente. In quest’ultimo caso, si deve premiare le basse emissioni, non la tecnologia con cui esse vengono raggiunte. E poi gli chiederei dov’è scritto cosa è mild e cosa è full, perché i criteri omologativi, che vengono studiati con attenzione dai tecnici, hanno portato alla definizione di ibrido e ibrido ricaricabile.
Nel voler inventare una definizione per mild hybrid e full hybrid, si rischia di sostituirci ai tecnici, quindi starei molto prudente. Piuttosto, mi legherei alle emissioni di CO2 come ha fatto il comune di Milano. Lì, sotto i 100 g/km le vetture possono entrare gratis e in effetti Swift, con 99 g/km, entra gratis. Meglio guardare ai numeri, non le tecnologie.
E, aggiungo io, certi cambi normativi andrebbero annunciati con più preavviso, per dare modo ai cittadini di fare delle scelte più consapevoli. Andiamo oltre. Lo scorso ottobre, a Tokyo, abbiamo visto una kei car elettrica. In Europa si parlava di E-Car e ora sappiamo qualcosa in più. Suzuki ha avviato un processo decisionale su questo fronte?
Suzuki è leader nella produzione delle kei car, un segmento di auto riservato al mercato giapponese non omologato per il mercato europeo. Quella di Tokyo è un concept e la sua omologazione per l’Europa non è stata ufficializzata né smentita. Penso che i manager ci stiano pensando, altrimenti l’avrebbero già negato. Secondo me c’è un mercato per le vetture super compatte e anche per vetture super compatte non elettriche.
Suzuki Vision e-Sky Concept
La Swift Sakura è presentata in occasione del Festival di Sanremo. Sono tredici anni che il vostro brand, orgogliosamente giapponese, si lega a un evento tipicamente italiano. Qual è il punto di incontro di questi due mondi? Oltre alla visibilità, la partnernship con Sanremo cosa vi insegna e come sta evolvendo?
Tredici anni fa Sanremo e Suzuki erano molto diversi. Prima guardare Sanremo non era “cool”. Adesso lo seguono i ragazzi, gli adolescenti. C’è stato un vero ringiovanimento del target, grazie al lavoro straordinario della Rai. Noi supportiamo il Festival da tanto tempo, insieme facciamo un ottimo lavoro e da quattro anni animiamo il Suzuki Stage, un palco sul quale il brand offre dei mini concerti gratuiti a circa 2000 persone, in piazza Cristoforo Colombo. In generale, Sanremo è un palcoscenico ideale per qualsiasi attività di comunicazione: noi, a Suzuki, piace mettere il nostro marchio dove c’è passione, dove parlano le emozioni.
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