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Tre brand, una visione: il futuro dell'auto secondo ATFlow

Andrea Ferrari, CMO di ATFlow racconta come Ineos, KGM e Xpeng ridisegnano il mercato auto italiano tra hi-tech, identità e sfide culturali

Andrea Ferrari CMO di ATFlow
Foto di: Motor1 Italy

ATFlow è una realtà che nel panorama automotive italiano occupa una posizione tutt'altro che ordinaria: è l'importatore ufficiale di 3 marchi profondamente diversi tra loro — Ineos, Xpeng e KGM — ciascuno portatore di una filosofia, un'origine e un target distinti. Guidare la strategia di marketing di una simile realtà richiede visione, flessibilità e la capacità di tenere insieme mondi apparentemente lontani.

Andrea Ferrari, CMO di ATFlow, è la persona che ogni giorno lavora per dare identità e coerenza a questo ecosistema. Lo abbiamo incontrato in occasione di una prova su strada della Xpeng P7+, per parlare di posizionamento, di sfide culturali e di ciò che il mondo orientale sta insegnando — volenti o nolenti — all'industria automobilistica occidentale.

Partiamo da brand che stiamo vivendo in questi giorni: Xpeng. Le ha dato un posizionamento premium tecnologico. Cosa significa posizionare un marchio in quel segmento in questo momento del panorama automobilistico?

Xpeng è forse un vero cambio di paradigma rispetto alle classiche aziende di automobili, perché si definisce prima di tutto come un'azienda di tecnologia che fa anche automobili. Non è soltanto mobilità su quattro ruote: c'è sviluppo di aerotaxi e auto volanti, e un importantissimo progetto di robotica umanoide — il robot Iron che abbiamo visto di recente in Cina. Tutto questo patrimonio tecnologico si riversa poi anche nella mobilità tradizionale a quattro ruote.

Il DNA del brand è quindi profondamente diverso da quello di una tipica azienda automotive. Portare tutti questi contenuti in modo credibile sul mercato italiano ed europeo, e tradurli nella vita di tutti i giorni, è un esercizio complesso ma estremamente interessante. Il fatto che sia un'auto costruita intorno al software comporta degli svantaggi, ma anche vantaggi concreti: tra questi, la capacità di offrire un posizionamento alto con un prezzo tutto sommato contenuto.

Xpeng P7+ 2026 - Esterni

Xpeng P7+ 2026 - Esterni

Foto di: Xpeng

Come si traduce tutto questo a livello di prodotto?

Xpeng sviluppa internamente molti dei suoi componenti, come il chip Turing, capace di garantire fino a 750 TOPS — ovvero operazioni per secondo di elevatissima complessità. Ma al di là del patrimonio tecnologico, quello che colpisce è anche la qualità intrinseca del prodotto tradizionale: la parte dinamica, il telaio, le sospensioni.

È una vettura con un comportamento di guida molto europeo. Un cliente italiano si trova a proprio agio perché ritrova tenuta e precisione di guida, a cui si somma poi tutto l'apparato tecnologico legato all'intelligenza artificiale. Sono due mondi che si incontrano e si mescolano in modo credibile.

Lei lavora con tre brand molto diversi: Ineos, che è britannico e tradizionale; KGM, coreano e generalista; Xpeng, cinese e tecnologico. Come li posizioni e come eviti che si sovrappongano?

La premessa di fondo è che il mercato automotive negli ultimi anni ha subito trasformazioni tali che senza flessibilità e voglia di raccogliere le sfide, il gioco diventa molto complesso. I tre brand sono stati scelti proprio perché complementari e speculari, non cannibalizzabili tra loro.

Ineos Grenadier MY2026 Black Edition

Ineos Grenadier MY2026 Black Edition

Foto di: Ineos

Ineos è più polarizzato verso una clientela tradizionale: è un fuoristrada con telaio a longheroni, assali rigidi, e un powertrain d'eccezione che arriva da Monaco di Baviera. Il meglio di un'azienda che da cent'anni produce motori sei cilindri in linea diesel e benzina.

KGM Torres full hybrid (2025)

KGM Torres full hybrid (2025)

Foto di: KGM

KGM si posiziona invece come brand pre-generalista, con una gamma che oggi offre benzina, diesel, ibrido ed elettrico, quindi una risposta concreta per ogni tipo di cliente senza spaventare nessuno. Xpeng rappresenta il polo tecnologico premium. Tre posizionamenti distinti, tre clientele distinte.

Ha avuto esperienze con brand europei e orientali. Chi sta imparando di più dall'altro?

Ho collaborato con brand sia europei che cinesi, nelle quattro e nelle due ruote. Quello che ho osservato è che esiste un'apertura da parte di alcuni brand asiatici nel riconoscere che la conoscenza del mercato europeo risiede nel management europeo, e in quei casi delegano la gestione del mercato a un board locale.

Altri brand, invece, entrano con modelli di business pensati per la Cina, convinti che ciò che funziona lì debba funzionare ovunque e spesso si scontrano con la realtà. Dipende molto dall'azienda e dalla sua mentalità.

Xpeng P7+ 2026 - Interni

Xpeng P7+ 2026 - Interni

Foto di: Xpeng

Cosa dovrebbe imparare un costruttore europeo da uno orientale, e viceversa?

Avendo vissuto entrambe le sponde, direi che la cosa che un europeo dovrebbe "occidentalizzare" dagli orientali è la velocità: velocità di pensiero, di decisione, di esecuzione. In Cina, una fabbrica viene costruita dalle fondamenta all'ultimo serramento in otto mesi. Questo si riflette direttamente nella rapidità con cui i prodotti vengono aggiornati e portati al mercato.

Il secondo aspetto è la visione collettiva: quando i brand cinesi si presentano sui mercati internazionali, lo fanno spesso sotto un'unica bandiera, con una strategia condivisa. In Europa, invece, per tradizione, si tende a farsi concorrenza l'uno con l'altro.

A livello di prodotto, cosa "ruberebbe" agli orientali per la sua auto ideale?

L'evoluzione della produzione automobilistica cinese negli ultimi cinque-dieci anni è stata davvero esponenziale. Dieci anni fa questa domanda non sarebbe stata nemmeno lecita; oggi lo è assolutamente. Quando si prova una vettura come la nostra P7+, ci si rende conto che l'assemblaggio e la qualità degli interni sono all'altezza di una premium class europea, senza sbavature.

Il packaging, la carrozzeria, il pacchetto tecnologico, ma anche la capacità di costruire vetture guidabili, precise, comode e adatte alle esigenze europee. Se dovessi rubare qualcosa? La capacità di imparare velocemente... e di imparare bene.

Fotogallery: Xpeng P7+, le foto della prova su strada 2026