Dal foglio bianco alla produzione in 18 mesi, così si cambia il mondo auto
Una velocità sconosciuta per molti costruttori, il segreto di Xpeng per rispondere al mercato. Ecco la nostra intervista a Gian Leonardo Fea
Tra i vari costruttori cinesi affacciatisi sul mercato europeo negli ultimi anni Xpeng è tra i più giovani. La nascita risale infatti al 2014, con l'obiettivo di "trasformare la mobilità attraverso la tecnologia". La Casa infatti si definisce un'azienda di tecnologia che fa auto, ribaltando quindi un paradigma che ha visto negli anni vari brand (occidentali e non) passare dall'essere meri costruttori di veicoli al diventare sviluppatori di hardware e software di nuova generazione.
Ambiti nei quali Xpeng viaggia fin dalla sua nascita, arrivando a sviluppare sistemi di intelligenza artificiale (non pensate ai vari sistemi che usate giornalmente per farvi suggerire ricette o creare immagini buffe) e chip (si chiama Turing, in onore al matematico inglese, padre della moderna informatica) che rappresentano cuore e anima delle proprie auto. In Italia è presente con i SUV G6 e G9, pronti a essere affiancati dall'ammiraglia (una berlina) P7+. Una gamma sempre più ampia che in futuro crescerà ancora. Per capire come e quanto abbiamo intervistato Gian Leonardo Fea, managing director di Xpeng Italia e consigliere delegato di Atflow, importatore ufficiale delle auto della Casa cinese in Italia.
Tecnologia e IA sono temi per generazione più giovane, la gamma Xpeng attualmente invece ha modelli che si riferiscono a un target più adulto. Arriveranno anche modelli più piccoli?
Premetto che in Xpeng siamo in grado di partire da un primo tratto sul foglio di carta bianca, per arrivare a un'auto che esce dalla catena di produzione, in 18 mesi. Si tratta di un paradigma molto lontano da ciò al quale tradizionalmente siamo abituati noi europei. Xpeng guarda molto al mercato europeo, tanto è vero che le auto che abbiamo oggi in gamma, al di là della P7+, sono prodotte in Europa e siamo i primi a farlo. Questa forte attenzione e questa velocità di reazione vi spiegano da sole come sicuramente Xpeng stia sviluppando e porterà dei prodotti in linea con i segmenti più interessanti del mercato europeo nell'arco di un tempo ragionevolmente breve, ma non nel 2026.
Fotogallery: Xpeng P7+ 2026, le foto
Riguardo l'intelligenza artificiale, che è un tema centrale per voi, quanto è pronta l'Italia a questo tipo di vetture? E grazie agli aggiornamenti over the air quanto rimarrà attuale un'auto come la P7+?
L'auto rimarrà, come tutte le Xpeng, OTA based e rimarrà attuale indefinitamente. Il fatto che sia sviluppata utilizzando l'intelligenza artificiale, che utilizzi l'intelligenza artificiale per la gestione di tutta la sensoristica - e questo rappresenta una forte differenza rispetto ad altre Case che invece utilizzano modelli appresi grazie allo studio di milioni di casi - soprattutto per la gestione delle funzioni ADAS, è una modalità che la rapporta in maniera completamente diversa con la realtà, perché reagisce in base a ciò che vede e non a ciò che qualcuno le ha messo nella memoria, che può essere diverso rispetto a quello che caso a caso è la differenza più importante rispetto ad altri approcci. Poi c'è sicuramente innovazione costante e continua, però con l'aggiornamento costante lavoriamo per fare non far invecchiare le nostre auto.
Xpeng P7+, gli interni
Sulla Xpeng P7+ è presente di serie il DCC. Per voi il piacere di guida, centrale per gli automobilisti europei, rimane un punto centrale al di là della guida autonoma? Sono due concetti che viaggiano in parallelo e uno non esclude l'altro?
Sì, ma non solo una non escude l'altra, ma sono esattamente non solo complementari, sono coincidenti. Per esempio puoi chiedere alla tua auto di guidare come guideresti tu avendo fretta, perché devi fare altre cose. La cosa importante è avere un sistema che sia in grado di capire quello che gli sta succedendo intorno. Sono auto che vanno sperimentate, vanno provate. Poi qualcuno mi parla della perplessità relativamente al tema dell'elettrico: chi ha passione per l'auto, chi quando sceglie una macchina non lo fa soltanto per motivi meramente funzionali, perché deve andare da A a B portando un certo bagaglio eccetera, l'ultima cosa di cui si deve preoccupare è che siano auto elettriche. Le cose più importanti, le cose più interessanti e più affascinanti sono quelle che vengono prima. Poi dopo sì, è anche elettrica.
Per quanto riguarda la commercializzazione arriverete anche con proposte di incentivi o finanziamenti?
Per il lancio abbiamo un pacchetto che non ha nessuno, secondo me molto interessante, in partnership con Electrip, un nuovo provider di energia elettrica, in cui abbiamo offerto e offriamo a tutti i clienti che faranno un contratto con XPeng entro il 2026, una wallbox e un pacchetto di 3.020 kWh di energia, che possono equivalere a 20.000 chilometri.
Xpeng P7+
C'è l'idea di creare una rete di ricarica XPeng?
Direi al momento di no perché le priorità sono diverse. Quando tu fai un investimento del genere, come fatto da qualcun altro per aprire un mercato che altrimenti non ci sarebbe stato altro, facendo una mossa molto intelligente a mio giudizio, questo tipo di servizio lo deve pagare qualcuno e oggi non c'è più questa necessità, perché c'è una rete abbastanza sviluppata nonostante tutto. Consideriamo poi che a Milano, per fare un esempio, se devi rifornire la tua auto è più facile che incontri delle colonnine rispetto a dei distributori.
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