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SLK, la roadster che ha cambiato Mercedes

Il modello R170 resta iconico per il suo hardtop elettrico e per aver reso Mercedes più sportiva e accessibile

Mercedes SLK 200 (R170)
Foto di: Motor1.com Deutschland

Pochi modelli riescono a restare impressi così a lungo nell’immaginario collettivo. La Mercedes SLK di prima generazione, sigla interna R170, è uno di questi casi. Oggi, a distanza di circa trent’anni dal debutto, continua a rappresentare un punto di svolta per Mercedes: una roadster compatta, nata per cambiare l’immagine del marchio e avvicinarlo a un pubblico più giovane.

La sua storia, però, inizia molto prima del lancio ufficiale nel 1996, tra idee, stop progettuali e intuizioni tecniche che hanno poi definito un’auto diventata simbolo degli anni ’90.

Dall’idea del roadster compatto al progetto R170

Tutto parte nel giugno 1989, quando il responsabile dello sviluppo dell’epoca avvia lo studio di una nuova roadster basata sulla futura Classe C (sigla W202). L’obiettivo è chiaro: ampliare la gamma e rompere con l’immagine più tradizionale e “istituzionale” di Mercedes. In breve tempo emerge anche un’idea destinata a fare la differenza, quella di un tetto rigido retrattile, soluzione ancora rara per l’epoca.

Il progetto, inizialmente legato alla futura derivata R202, viene però ritenuto troppo complesso e si trasforma nel più autonomo R170. Anche il nome SLK prende forma in questa fase, con il significato di “SL Kurz”, cioè una SL compatta. Nonostante l’entusiasmo iniziale, il programma viene interrotto nel maggio 1990, lasciando per qualche tempo in sospeso l’idea di una piccola Mercedes sportiva capace di competere con modelli come la Mazda MX-5.

La svolta arriva nel 1992, quando Dieter Zetsche assume un ruolo chiave nello sviluppo e rivaluta il progetto. Le prime proposte stilistiche vengono considerate promettenti e utili anche per dare un’immagine più dinamica al marchio, in un periodo in cui la Classe S W140 era criticata per le sue dimensioni imponenti. Il design definitivo prende forma nel 1993 grazie al lavoro di Michael Mauer, mentre nel 1994 vengono presentate due concept che anticipano il modello di serie. La versione definitiva debutta poi il 22 aprile 1996 al Salone di Torino.

Compatta fuori, ingegneria Mercedes dentro

La Mercedes SLK R170 entra in produzione a Brema e si distingue subito per il suo tetto rigido ripiegabile, sviluppato dalla società CTS (Car Top Systems) di Amburgo, all’epoca controllata congiuntamente da Mercedes e Porsche. Il sistema permette di trasformare l’auto da coupé a cabrio in circa 25 secondi, un tempo oggi lungo ma allora considerato un risultato tecnico notevole.

Le dimensioni sono estremamente compatte: 3,99 metri di lunghezza, quindi sotto la soglia dei 4 metri, e un passo di 2,40 metri. Il peso varia tra circa 1.500 e 1.600 kg, anche a causa della struttura del tetto metallico, che rende la SLK meno leggera rispetto a una concorrente come la Mazda MX-5, ma più orientata al comfort e alla solidità tipiche delle Mercedes.

Mercedes SLK 200 (R170)

Mercedes SLK 200 (R170)

Foto di: Motor1.com Deutschland

La gamma motori deriva direttamente dalla Classe C. Al debutto arriva la SLK 200 con un 2.0 aspirato da 136 CV, mentre in alcuni mercati viene proposta la SLK 200 Kompressor da circa 192 CV. Molto apprezzata è anche la SLK 230 Kompressor con motore 2.3 da 193 CV. Con il restyling del 2000 arrivano anche le versioni sei cilindri SLK 320 e la più estrema SLK 32 AMG.

Mercedes SLK 200 (R170)

Mercedes SLK 200 (R170), la prova su strada

Foto di: Motor1.com Deutschland

Oggi, guidare una SLK R170 significa ritrovare un’auto sorprendentemente compatta nel traffico moderno. L’abitacolo offre spazio adeguato per due persone e un bagagliaio che arriva a circa 348 litri con il tetto chiuso. Anche la posizione di guida e la visibilità contribuiscono a un’esperienza ancora piacevole, nonostante alcuni dettagli tipici dell’epoca come l’uso di plastiche morbide che col tempo possono degradarsi.

La SLK resta così un simbolo di un periodo in cui Mercedes ha sperimentato con coraggio, creando un’auto capace di unire innovazione tecnica e un’idea nuova di roadster compatta, ancora oggi riconoscibile su strada.