Stellantis conferma l’Italia al centro della strategia industriale
Al Tavolo Automotive del MIMIT Cappellano fa il punto sul Piano Italia e comincia dalle novità Alfa Romeo
Stellantis ribadisce: l'Italia è al centro della sua strategia industriale per i prossimi anni. Durante il Tavolo Automotive organizzato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), Emanuele Cappellano, Chief Operating Officer di Stellantis Enlarged Europe, ha illustrato i risultati del Piano Italia e le prossime tappe del percorso che coinvolgerà gli impianti nazionali fino al 2030.
Secondo il responsabile europeo del gruppo automobilistico gli obiettivi fissati circa un anno e mezzo fa sono stati in gran parte raggiunti e in alcuni casi superati. Un risultato ottenuto in un contesto complesso per l’intero settore, segnato dalla riduzione del mercato europeo, dalla crescita della concorrenza cinese e dalle difficoltà legate alla transizione verso la mobilità elettrica.
I segnali positivi, secondo Stellantis, si stanno traducendo in numeri concreti. Nel secondo trimestre dell’anno il gruppo ha registrato 1,6 milioni di consegne globali, in crescita del 10% rispetto allo stesso periodo del 2026. In Europa le vendite sono aumentate di circa 40.000 unità, mentre in Italia le immatricolazioni nei primi sei mesi dell’anno sono cresciute di quasi il 7%. Considerando anche Leapmotor, marchio cinese specializzato in auto elettriche di cui Stellantis è partner, l’incremento arriva a circa il 16%.
Novità Alfa Romeo e batterie Fiat 500
La centralità dell’Italia nel piano Stellantis passa soprattutto dagli stabilimenti produttivi. Tra i progetti più importanti c’è il nuovo SUV compatto Alfa Romeo che arriverà nello stabilimento di Melfi, in Basilicata, entro la fine del 2027. Durante l’incontro al MIMIT Cappellano ha mostrato un primo dettaglio del design della vettura, spiegando che il progetto rappresenterà un elemento importante per il futuro del marchio italiano.
Il nuovo modello sarà accompagnato da un coinvolgimento sempre maggiore della filiera nazionale, con l’obiettivo di creare un rapporto più stretto tra Stellantis e le aziende dell’indotto. Il gruppo ha ricordato che ogni anno vengono destinati circa 7 miliardi di euro agli acquisti da fornitori italiani, una cifra che rappresenta un elemento chiave per il sistema industriale del Paese.
Anche Mirafiori, storico stabilimento torinese, avrà un ruolo strategico. Nel 2027 arriveranno nuove batterie sviluppate e prodotte proprio nel sito piemontese per la Fiat 500 elettrica, con l’obiettivo di migliorare la competitività del modello. Dal 2030 è invece prevista una nuova generazione della vettura con più varianti.
Il futuro di Mirafiori, però, non sarà legato soltanto alla produzione di automobili. All’interno del complesso vengono già realizzati cambi elettrificati eDCT per vetture ibride, vengono rigenerati motori, trasmissioni e batterie attraverso attività di economia circolare e vengono sviluppate nuove tecnologie grazie al lavoro di oltre 3.000 ingegneri e a un centro di ricerca avanzata sulle batterie.
Stellantis chiede nuove regole europee per difendere l’industria
Accanto ai piani di investimento, Stellantis ha evidenziato anche le difficoltà che stanno mettendo sotto pressione l’industria automobilistica europea. Dal 2019 il mercato del continente ha perso circa 3 milioni di veicoli, con un impatto particolarmente forte sui segmenti delle auto compatte e dei veicoli commerciali leggeri, fondamentali per la produzione italiana.
A pesare è anche la crescita dei costruttori cinesi, che hanno superato il 10% del mercato europeo grazie a condizioni produttive difficili da replicare per le aziende del continente. Secondo Stellantis, considerando l’effetto sulla capacità produttiva complessiva, la contrazione potrebbe raggiungere 4,5-5 milioni di veicoli.
Per reagire a questo scenario, il gruppo prevede il lancio in Europa di 50 nuovi prodotti nei prossimi cinque anni, tra 25 modelli inediti e 25 aggiornamenti di vetture già esistenti. Una quota significativa degli investimenti globali, circa il 40%, sarà destinata proprio al mercato europeo.
Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, al Tavolo Automotive organizzato dal MIMIT
Durante il Tavolo Automotive, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha ribadito la necessità di accelerare sulle riforme europee per evitare che la transizione energetica si trasformi in una perdita di competitività industriale. Tra le richieste del settore ci sono maggiore flessibilità sulle normative, il riconoscimento dell’automotive come comparto energivoro e un approccio più favorevole per auto piccole e veicoli commerciali.
Per Stellantis, il rafforzamento della produzione italiana passa quindi da tre elementi principali: nuovi prodotti, investimenti tecnologici e una filiera nazionale più competitiva. Un percorso che punta a mantenere l’Italia come uno dei punti centrali della strategia industriale del gruppo nei prossimi anni.
Fotogallery: Il Tavolo Automotive organizzato dal MIMIT
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