Kia PV7, Sang-Dae Kim: "Su autonomia e carico non vedo rivali"
Sang-Dae Kim, numero uno di Kia PBV, racconta il PV7, l'ecosistema per le flotte, la sfida ai rivali e il TCO dell'elettrico in Italia
Kia è arrivata da poco nel mondo dei furgoni elettrici, ma ha già scelto di sfidare i marchi storici. Con il PV5 la Casa coreana ha vinto un premio internazionale e ha cambiato la percezione del brand, fino a ieri legato alle sole auto. Ora arriva il PV7, più grande e più orientato al lavoro, e la partita si sposta sul terreno dei "grandi storici" come Ford, Stellantis Pro One e Volkswagen.
Ne abbiamo parlato con Sang-Dae Kim, Executive Vice President e Head della PBV Business Division di Kia Corporation. Il manager spiega cosa significa "Platform Beyond Vehicle", perché i dati contano quanto il veicolo e come cambia il calcolo del TCO. Sul tavolo c'è anche l'Italia, mercato enorme per i commerciali dove Kia, ammette, vende ancora poco.
CHI È
Sang-Dae Kim è Executive Vice President e Head della PBV Business Division di Kia Corporation, la divisione che guida i veicoli su misura del marchio coreano. È il volto pubblico della strategia sui furgoni elettrici. A maggio 2026 era a Tokyo per il lancio del PV5, con cui Kia è tornata in Giappone dopo 34 anni. A settembre ha accompagnato il debutto del PV7 a IAA Transportation 2026 di Hannover, con arrivo sul mercato previsto nel 2027. Nella pipeline c'è anche il PV9, atteso nel 2029.
Il concetto PBV è nato nel 2022 con l'ambizione di ridefinire il segmento dei veicoli commerciali leggeri. Come si è evoluto con il PV5 e il PV7?
Lo abbiamo presentato al CES 2024. PBV significa "Platform Beyond Vehicle". Siamo partiti dal veicolo, che oggi si declina in molte varianti per rispondere a clienti ed esigenze diverse. Ma l'obiettivo è integrare hardware, software, soluzioni e tecnologie future. Il PBV è una piattaforma, un campo di gioco per chi lavora. Il veicolo sarà collegato a servizi, dati e app. In seguito arriveranno robotica e guida autonoma. Sarà come uno smartphone su ruote. Con il prossimo prodotto, il PV9, si aggiungeranno nuove tecnologie.
E l'ecosistema? Penso ai servizi digitali per la gestione delle flotte.
È un fattore chiave del concetto. Nella cabina del PV5 c'è un display centrale da 14,6 pollici, canale di comunicazione tra veicolo e guidatore. Ai clienti B2B offriamo le API dei dati. Con un FMS (fleet management system) a bordo possono monitorare i mezzi, controllare l'attività dei conducenti e gestire la flotta. Al momento non sviluppiamo un FMS nostro.
Kia PV7 Cargo 2027
I grandi gruppi come DHL, UPS o Amazon hanno già i loro sistemi, perché gestiscono molte aziende e devono lavorare in modo uniforme. Per questo mettiamo a disposizione le API e ci appoggiamo a terze parti come Geotab e Samsara che in America riuniscono tutto sotto lo stesso ombrello. API, marketplace, FMS e aggiornamenti via etere sono elementi fondamentali del nostro servizio digitale.
Il premio ottenuto con il PV5 ha cambiato la posizione di Kia in Europa? Fino a ieri eravate un costruttore di auto, non di commerciali.
Sì, è stato un enorme vantaggio. Nel segmento convenzionale giocano Ford, Renault, Stellantis, Mercedes, con una lunga storia alle spalle. Noi siamo appena partiti, ma vogliamo diventare un attore di primo piano. Abbiamo incontrato molti clienti e grandi flotte per capire richieste e priorità. Abbiamo organizzato anche i Partner Day. Dopo quegli incontri abbiamo cambiato diversi aspetti del PV5 prima del lancio. Il premio ci ha dato fiducia, anche se siamo ancora all'inizio. Il secondo modello, il PV7, nasce con più ricerche di mercato e più attenzione all'Europa.
Avete fatto scelte anche a livello di organizzazione?
Abbiamo creato una struttura dedicata ai PBV in Europa. Abbiamo partner in Italia, Germania, Belgio e in altri Paesi. Sappiamo che un veicolo commerciale deve lavorare su strada, non restare fermo. Per questo abbiamo investito molto nell'assistenza e organizzato clinic con i clienti per capire le esigenze e offrire la soluzione migliore. Nei primi sei o sette mesi abbiamo raccolto un riscontro molto positivo.
Il PV5 è considerato un mezzo dirompente. Come lo vede lei?
Lo era davvero. Come elettrico ha rafforzato la credibilità del comparto più di quanto abbiano fatto alcuni costruttori europei. Ora dobbiamo mantenere la promessa con uno strumento adatto ai professionisti. Il PV5 sta a metà tra B2C e B2B. Abbiamo usato l'esperienza maturata con Sportage e Sorento, molto conosciute nel mondo consumer.
Kia PV7 Cargo 2027
Come sta andando nei mercati europei?
Nel Regno Unito il PV5 ha ottenuto un ottimo successo. Dove ci sono incentivi pubblici la domanda di elettrico è enorme. Dove mancano, resta bassa. Vediamo però una tendenza nuova, legata al prezzo del diesel e al costo dell'energia. Più dell'80% dei nostri clienti percorre al massimo 200 km al giorno e può ricaricare nel deposito spendendo meno.
Kia PV7 Cargo 2027
Con 30, 40 o 50mila km l'anno il risparmio rispetto al diesel è notevole, soprattutto su 4, 5, 6 o 7 anni. Serve un cambio di mentalità: il TCO va calcolato sull'intero periodo, non solo sul prezzo d'acquisto. In Italia il problema è che anche l'energia elettrica costa molto. Ma il TCO resta un argomento forte, e l'Italia è un mercato enorme. Kia oggi vende poco, e per crescere ci serve il vostro aiuto.
Quando avete lanciato il PV5 non vi aspettavate di essere in competizione con ID. Buzz. Quali rivali vede per il PV7?
È vero, lo abbiamo scoperto con le nostre analisi di mercato. Per il PV7, in termini di segmento, penso al nuovo Ford Transit e al Transit Custom. Non ci sono molti altri LCV elettrici nativi in Europa: quasi tutti sono derivati dai modelli termici. La forza dei "PV" è essere nati elettrici. In termini di design la concorrenza è forte. Su autonomia e capacità di carico, invece, non vedo rivali.
Fotogallery: Kia PV7 Cargo 2027
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