Jeep torna a produrre in Cina: nuove elettriche con Dongfeng e guida autonoma
Stellantis e Dongfeng rilanciano il marchio a Wuhan dal 2027 con due modelli elettrificati: venduti in Cina, Canada e Messico
Dopo quattro anni di assenza, Jeep torna a costruire auto in Cina. Stellantis ha annunciato che dal 2027 riaccenderà le linee del marchio americano nel Paese asiatico, ma stavolta l’obiettivo non è solo il mercato locale: i nuovi modelli elettrificati partiranno verso diverse parti del mondo.
Con un’eccezione pesante, perché negli Stati Uniti, la casa madre storica di Jeep, queste auto non arriveranno. Lo ha chiarito Lv Haitao, direttore generale di Dongfeng Stellantis Automotive Technology, durante un incontro con la stampa a Shanghai il 24 settembre, chiudendo la questione con un laconico «per ragioni che conosciamo tutti».
Quattro modelli e una fabbrica a Wuhan
Il piano, riportato da Automotive News Europe, nasce dall’alleanza con Dongfeng, il gruppo cinese con cui Stellantis ha già una società di produzione in comune. Ad agosto le due aziende hanno creato a Wuhan una nuova realtà dedicata allo sviluppo di modelli elettrificati, e il programma prevede due Jeep e due Peugeot.
Le auto saranno sia completamente elettriche sia ibride plug-in, cioè dotate di una batteria ricaricabile alla presa e affiancata a un motore a benzina. Verranno assemblate nello stabilimento di Dongfeng Peugeot Citroen Automobile, sempre a Wuhan, che oggi produce modelli a benzina per Citroen e Peugeot. Il debutto in Cina è fissato per la seconda metà del 2027, mentre fuori dai confini cinesi le vetture passeranno dalla rete commerciale di Stellantis. Tra i mercati citati ci sono Canada e Messico, ma sui tempi e sugli altri Paesi dell’export Lv non è entrato nei dettagli.
Perché gli Stati Uniti restano fuori
Il motivo è un intreccio di barriere commerciali e di timori sulla sicurezza dei dati. Dal settembre 2024 gli americani applicano dazi del 100% sulle auto elettriche costruite in Cina: in pratica, all’ingresso nel Paese il costo di una vettura raddoppierebbe. Non basta. Washington intende vietare importazione e vendita di veicoli connessi con software di origine cinese a partire dai modelli del 2027, e con componenti cinesi dal 2030. Insomma, anche aggirando i dazi la porta resterebbe sbarrata, e Stellantis ha scelto di non provarci nemmeno.
Una storia cinese lunga e a singhiozzo
Per Jeep la Cina non è terra vergine. Tutto comincia nel 1985, quando American Motors avvia con Beijing Automobile Works la produzione della Cherokee. Il filo regge attraverso l’arrivo di Chrysler e la fusione con Daimler, poi si spezza nel 2008, quando le due case si separano. Nel 2014 si riparte grazie alla joint venture con GAC, e tra il 2015 e il 2018 arrivano quattro modelli: Cherokee, Compass, Renegade e il grosso SUV Grand Commander. Dopo il record di circa 203mila esemplari venduti nel 2017, i numeri sono crollati a circa 20mila, complice la corsa dei cinesi verso le auto elettrificate, e nel 2022 Stellantis ha chiuso la società. Oggi in Cina si vendono soltanto Jeep importate: Grand Cherokee, Wrangler e il pick-up Gladiator.
Fonte: Automotive News Europe
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