Il SUV del Biscione è molto accattivante e si guida bene, ma il suo baule non è al livello della concorrenza

Anche i puristi ormai considerano i SUV una sorta di "male necessario", perché intaccano il blasone di alcune case automobilistiche ma ne aumentano il volume d'affari e di conseguenza la possibilità di realizzare modelli più specialistici. Per primi lo hanno capito i sostenitori della Porsche, tornata a navigare in buone acque dopo il successo della Cayenne. Lo stesso dilemma grava ora sugli appassionati dell'Alfa Romeo, che punta a rilanciarsi grazie alla berlina Giulia e all primo SUV della sua storia, la Stelvio, a cui spetta il compito di attirare nuovi clienti e risollevare il marchio nei Paesi dove i SUV riscuotono grande successo (Cina e Stati Uniti). La Stelvio però non vuole tradire i sostenitori del Biscione, legati alle grandi berline e coupé del passato, quindi punta sulla grinta e sul piacere di guida. Ve ne parliamo in questa prova del #perchécomprarla.


Pregi e difetti


La Stelvio è basata sulla base meccanica della Giulia, da cui riprende anche i motori e l'impostazione generale: è una vettura slanciata e molto piacevole, più alta da terra ma con lo stesso frontale deciso e verticale. Il SUV ha un bagagliaio generoso (525 litri) e dalla forma omogenea, rivestito con materiali di qualità, ma non è al livello dei migliori in termini di accessori e capacità massima: non c'è ad esempio uno spazio in cui infilare la tendina avvolgibile, mentre la volumetria complessiva è inferiore rispetto alle Audi Q5 e BMW X3. La forma dei passaruota complica l'accesso a bordo quando si deve entrare o uscire dall'abitacolo, ma l'ambiente interno è molto ospitale: lo spazio per la testa è elevato e anche quello per le ginocchia non è mai in difetto. La plancia ha un aspetto curato e appare meglio rifinita della Giulia, nonostante alcune vibrazioni nella zona del mobiletto centrale.


Quanto costa


Al momento la Stelvio può essere ordinata solo con le quattro ruote motrici, in abbinamento ai motori benzina 2.0 da 280 CV e diesel 2.2 da 210 CV. In questo caso i prezzi oscillano fra 50.800 e 57.300 euro. Alfa Romeo ha confermato però l'arrivo del 2.0 da 200 CV e soprattutto del 2.2 da 180 CV, l'unico a trazione posteriore, che sarà di gran lunga quello più gettonato in Italia (da 47.300 euro). La dotazione è migliorabile, ma il prezzo degli optional non è molto elevato in rapporto al costo dell'auto: la telecamera per la retromarcia, ad esempio, costa circa 500 euro. L'esemplare della nostra prova era dotato del 2.0 Turbo da 280 CV, molto coinvolgente in termini di erogazione della potenza ma decisamente impegnativo sul fronte consumi: abbiamo rilevato percorrenze di 8 km/l in città e di 10 km/l lungo strade extraurbane, dove però basta guidare con "allegria" per vedere medie nell'ordine dei 7 km/l.

Fotogallery: Alfa Romeo Stelvio, perché comprarla... e perché no [VIDEO]