Vuole fare l'ADAS e infatti completa la dotazione di sicurezza di bordo. Non segnala solo le stazioni di rilevamento velocità ma anche molto altro

Alzi la mano chi non usa un navigatore sul proprio smartphone. Ecco, appunto. Ormai più o meno tutti ci facciamo "guidare" dalle varie applicazioni di navigazione gratuite che si possono scaricare sui nostri telefoni e che, aggiornamento dopo aggiornamento, acquisiscono sempre più funzioni, come la segnalazione degli autovelox.

È in questo contento che abbiamo scelto di provare il sistema Coyote. Per chi non lo sapesse, è il brand numero uno al mondo quando si tratta di realizzare sistemi di segnalazione per chi viaggia, con particolare attenzione proprio per le stazioni di rilevamento della velocità, ma anche molto altro. Il suo "core" non è quello di fare da navigatore, anche se è una funzione disponibile.

Un servizio di qualità, che così come altri servizi premium, ha un costo mensile (con varie formule di abbonamento). Allora la domanda sorge spontanea: ha ancora senso spendere dei soldi per un sistema dedicato quando ognuno di noi ha già uno smartphone "tuttofare" in tasca? La risposta è nella nostra prova, fatta insieme alla nuova Range Rover Evoque.

Non è un navigatore... ma può esserlo

Al giorno d'oggi si parla sempre più spesso di ADAS, cioè dispositivi di ausilio alla guida. È in quest'ottica che Coyote trova la sua collocazione, a completamento di quella che è la dotazione di un'auto in fatto di assistenza al guidatore. Detto questo, bisogna andare per ordine, e capire prima di tutto su quali dispositivi Coyote funziona. La risposta è facile: sui propri smartphone (sia Android che Apple) oppure su device dedicati, che vanno acquistati a parte.

Coyote, la prova dell'ADAS anti-autovelox

Noi abbiamo provato il Mini, il più compatto, che non prevede il modulo di navigazione né lo schermo touch, ma ci sono anche il modello S, con la telecamera integrata per registrare eventuali incidenti, o il NAV+ che, come suggerisce il nome, fa da navigatore.

Il funzionamento del dispositivo nei dettagli lo potete vedere nel video. In linea di massima, comunque, tutto è pensato per essere chiaro e comprensibile durante la guida e anche facile da usare, sia quando si fa una segnalazione che quando si confermano le segnalazioni altrui. Cosa che si può fare anche coi comandi vocali.

Coyote, la prova dell'ADAS anti-autovelox

L'avviso per i rilevatori di velocità come tutor e autovelox (tutto è perfettamente legale) è la funzione più conosciuta dei sistemi Coyote, ma in realtà c'è molto altro come la segnalazione di traffico, carreggiata occupata, fondo irregolare, visibilità limitata e ancora altre condizioni di pericolo.

Se la mappatura degli autovelox e dei tutor è fornita dalla Polizia di Stato stessa, il resto delle segnalazioni è "vive" grazie proprio agli utenti Coyote: in Europa ce ne sono oltre 5 milioni che formano una community che tiene aggiornato il sistema. Aggiornamenti che vengono inviati al database centrale e poi comunicati agli altri device grazie alla SIM integrata che serve per scambiare i dati, ricevere gli aggiornamenti e evitare di usare il traffico dati del proprio smartphone. Grazie a questa scheda, tra l'altro, Coyote si può usare in tutta Europa.

Coyote, la prova dell'ADAS anti-autovelox
Coyote, la prova dell'ADAS anti-autovelox

"Un altro device da ricaricare?"

Il pensiero di molti, visto che un dispositivo in più significa altri cavi, significa ricaricarlo, magari dimenticarlo da qualche parte. Certo, ci sono anche dei vantaggi, come il fatto di non dover usurare la batteria del proprio telefono, sfruttare i Giga oppure averlo libero per telefonare o usare altre app. Chi comunque non vuole un altro oggetto, può usare Coyote con l'app (qui il link per telefoni Android e Apple).

Si scarica gratis ma si deve attivare un abbonamento, di quelli rinnovabili senza vincoli. In questo modo, avendo un'auto con il sistema d'infotainment moderno, si può usare la funzionalità di mirroring con Mirror Link ed Apple CarPlay dall'estate 2019.

Coyote, la prova dell'ADAS anti-autovelox
Coyote, la prova dell'ADAS anti-autovelox

A chi è consigliato

Dopo qualche settimana di prova, il sistema Coyote ci ha convinto per diverse motivazioni, la prima delle quali può sembrare scontata: aumenta la sicurezza. Si viaggia più sereni e consapevoli e poi si evita di mettere a rischio la patente nei tratti di strada che non si conoscono. Chi si sposta tanto per lavoro, magari proprio cambiando spesso itinerari, o chi ama viaggiare (non solo in auto ma anche camper o moto) spostandosi anche in diversi Paesi, trova un compagno di viaggio davvero prezioso.

Coyote, la prova dell'ADAS anti-autovelox
Coyote, la prova dell'ADAS anti-autovelox

Come abbiamo visto, in realtà, le tante segnalazioni possono essere utili a tutti, anche a chi fa meno chilometri. È per questo motivo che i viaggiatori "meno incalliti", magari in un primo momento senza comprare il dispositivo a parte, farebbero bene a provare Coyote su app, sfruttando magari i primi 30 giorni gratuiti di prova. Anche perché, se ci pensate, il costo è molto simile ad altri servizi come Netflix o Spotify. Prezzi più che avvicinabili, insomma (li trovate sul sito ufficiale Coyote), specie se si considera che c'è di mezzo la sicurezza, nostra e di chi viaggia con noi.

Fotogallery: Coyote, la prova dell'anti-autovelox