Guidandola sul Col de Turini si capisce perché l’hanno chiamata così, in onore delle Alpi...

Difficile riassumere in un nome la personalità di un’auto. Senza, tra l’altro, farsi prendere da logiche di marketing che spesso non rispecchiano davvero il carattere di una macchina. Non è il caso dell’Alpine A110, per fortuna, chiamata così 65 anni fa dal suo creatore (Jean Rédélé) proprio pensando alle Alpi, alle sue strade strette, piene di cambi di direzione, tornanti, salite, discese. 

Non c’è posto migliore, insomma, per guidare un'Alpine, per capire di che pasta è fatta, per percepire cosa può regalare a chi la guida. Meglio ancora se la strada in questione è il Col de Turini, tappa simbolo del rally di Montecarlo dove l’Alpine ha fatto storia, iniziando una serie di successi negli anni ‘70, che hanno portato anche a vincere campionati del mondo. È quello che ho fatto in questa video-prova: guidare - da buon “alpino”, essendo nato a pochi chilometri da qui - un’Alpine sulle Alpi.

Non tagliare le curve

C’è una cosa che ho imparato guidando su queste strade nel corso degli anni, con auto anche molto diverse tra loro, peraltro. E cioè a resistere alla tentazione di “tagliare le curve”, come si vede spesso fare proprio su strade come quelle che vedete nelle immagini.

Alpine A110

Il gusto di guidare, infatti, aumenta proprio alzando il ritmo ma rimanendo nella propria corsia, arrotondando le traiettorie e dosando la velocità di conseguenza. Magari, perché no, usando anche una marcia in più, avendo così più libertà di movimento sull’acceleratore, “tenendo giù” per più tempo e potendo scalare una volta in più alla curva successiva.  

L'auto delle Alpi

E se c’è una macchina che esalta questo modo di guidare, be’... è proprio l’Alpine, non solo per la leggerezza. Le sospensioni, infatti, hanno un’escursione lunga e una taratura relativamente morbida per una sportiva, motivo per cui copiano la strada anche quando la superficie non è perfettamente piatta. 

Alpine A110

Non mi riferisco solo alle buche, ma anche ai cambi di inclinazione. Proprio come quelli di una strada come il Turini. Essendo avvolto, nel mentre, dal suono davvero coinvolgente del motore (ascoltatelo nel video!), che sostiene sempre con una bella coppia ma senza tirarsi indietro quando lo fate salire di giri. 

Alpine A110

E con sedili leggerissimi ma comodi, anche se regolabili in più direzioni non in tutti gli allestimenti, così come ci vorrebbe qualche spazio in più per i svuotarsi le tasche dal portafogli o dal telefonino. Anche perché nei due bagagliai non ci sta poi molto. Niente che però possa togliere il sorriso, perché da guidare l’Alpine è davvero un’auto d’altri tempi.

Fotogallery: Alpine A110