Il crossover ibrido si aggiorna nel look, nei motori e negli equipaggiamenti. Il 2.0 ibrido spinge bene e consuma poco.

La Toyota C-HR ha creato una vera e propria nicchia di mercato, quella dei crossover ibridi con carrozzeria coupé. Dal 2016 si è affermata come uno dei modelli più apprezzati della gamma Toyota e ora, dopo 3 anni, si aggiorna a livello di design, nei motori e negli equipaggiamenti. Giuliano ha avuto modo di testare il nuovo 2.0 ibrido in Portogallo ma ora la vediamo più da vicino: è lei la protagonista di questo Perché Comprarla.

Pregi e difetti

Con il restyling la C-HR cambia nei dettagli, con nuovi fari anteriori e posteriori full LED e finiture in nero lucido che ne esaltano le forme e le danno un tocco di sportività in più. L'esemplare arancione e nero che vedete nelle foto è in allestimento Premiere, il top di gamma con cerchi neri da 18" e tinta bicolore dedicati. La linea del tetto spiovente ingloba le maniglie posteriori, a vantaggio del design ma a discapito della luminosità interna, dell'abitabilità e della capacità di carico che, infatti, si ferma a 358 litri, la stessa di rivali ben più piccole come la Fiat 500X.

2020 Toyota C-HR

All'interno plastiche rigide si alternano al piano black e a superfici in pelle con cuciture a contrasto che restituiscono una sensazione di qualità appena si entra in abitacolo. La ricercatezza del design si ritrova anche in alcuni particolari, con motivi a rombi che ricorrono sui pannelli delle portiere in un effetto simil tridimensionale. L’impostazione generale non cambia, con il sistema di infotainment in alto e più in basso i tasti fisici del clima. Parlando di spazio qualche vano portaoggetti in più avrebbe fatto comodo: il cassetto davanti al sedile del passeggero è spazioso così come le tasche nelle portiere ma sul tunnel centrale non c'è un posto dove riporre comodamente lo smartphone e l'unica USB sulla plancia non è retroilluminata.

2020 Toyota C-HR

Al centro della plancia montato a sbalzo trova posto lo schermo da 8” del sistema di infotainment Toyota Touch 3. La grafica è chiara e la navigazione fluida, con la possibilità finalmente di collegare il telefono al sistema tramite Apple CarPlay e Android Auto. Tramite l’applicazione MyT sullo smartphone è possibile inoltre usufruire dei servizi connessi, vedere si parcheggia l’auto, pianificare un itinerario o verificare lo stato della propria vettura.

In città, linee così movimentate della carrozzeria non possono che portare a qualche sacrificio in termini di visibilità, non tanto nelle manovre di parcheggio ma quando ci si deve immettere in una strada a 45 gradi perché i montati dietro sono molto massicci e coprono la visuale. Su questi percorsi il motore termico è supportato alla grande da quello elettrico e con un tasto sul tunnel centrale è possibile selezionare la modalità di guida EV che per 3 o 4 km tiene spento il motore a benzina. In tutte le altre situazioni la sinergia tra i due motori è totale con il termico che si accende solo in caso di batteria scarica o per supportare la spinta.

2020 Toyota C-HR

Quando si alza il ritmo si apprezza la piattaforma TNGA del gruppo Toyota che è molto rigida con le sospensioni che hanno uno schema MacPherson all’anteriore e a doppio braccio oscillante al posteriore. La C-HR si inserisce bene in curva ed è composta anche se non ti invoglia ad esagerare perché il baricentro è alto e il rollio si fa sentire. Lo sterzo che è leggero e preciso ma quando si mette la modalità sport assume un bel carico è più diretto e non diventa mai artificiale. Il motore elettrico è abbinato in questo caso ad un benzina 2.0 a ciclo Atkinson da 184 CV e il cambio è il "solito" e-CVT a variazione continua.

2020 Toyota C-HR

Quando ci si mette in viaggio la fluidità di marcia è uno dei punti di forza della C-HR soprattutto adesso con quest’upgrade di potenza: è molto confortevole in autostrada con il rumore del motore che non entra mai troppo nell’abitacolo così come i fruscii aerodinamici che a velocità elevate inevitabilimente cominciano a farsi sentire. Di serie ci sono tutti gli assistenti alla guida e mi ha convinto la taratura del cruise control adattivo perché è sempre fluido nel rallentare e accelerare e dell’avviso di presenza di un’altra macchina nell’angolo cieco. Il sistema di mantenimento attivo della corsia invece ha qualche indecisione.

Quanto costa

Per mettersi in garage una Toyota C-HR ci vogliono poco più di 33mila euro per il 2.0 da 184 CV in allestimento base Trend e al momento questa è l’unica motorizzazione disponibile. Si sale a circa 36.250 per il più accessoriato Style e a 37.250 per il top di gamma Premiere, con tutti i prezzi che sono sconti esclusi. Interessante il finanziamento Toyota Pay per Drive che, versando un anticipo e una rata mensile, consente di pianificare quanti chilometri percorrere in un anno e pagare per l’effettivo utilizzo dell’auto.

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